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LETTERATURA: STORIA: Mi sono domandato se sia mai successo prima

22 Dicembre 2019

di Bartolomeo Di Monaco

Sto scrivendo un libro qui su Facebook, giorno per giorno, sotto gli occhi di tutti. Sono già arrivato quasi a 400 pagine.
Appena ci saranno state le elezioni politiche e si saranno conosciuti i risultati e chi ci governerà, questa esperienza sarà chiusa. È molto faticosa, lo ammetto. Devo ricercare informazioni (vivendo isolato nella mia casa) su molti giornali e sulla Tv e organizzarli secondo una logica che vuol dimostrare ciò di cui sono molto convinto e cioè che in Italia da qualche tempo si sta sviluppando e accrescendo quello che ho chiamato il fascismo rosso. Lo scorgo solo io? Penso di no. Comunque, questo libro in progress sarà lì a testimoniare se sto prendendo una sonora cantonata oppure sto cercando di aprire gli occhi a chi ancora non se ne accorge.

Il fascismo rosso non è diverso da quello nero. Soltanto si è aggiornato coi tempi, e non compie più operazioni violente e volgari come accadeva negli anni bui della nostra ventennale dittatura, ma sa muoversi con una raffinatezza spregiudicata, controllando e muovendo le forze che possono garantire il potere: non solo, cioè, lo strumento classico offerto dalla intellighenzia, ma anche i raffinati strumenti offerti da leggi compiacenti (si pensi alla legge Severino nata per scacciare Berlusconi dal Senato ed ora divenuta la spada di Damocle per ogni politico che si voglia eliminare), da giornalisti solo apparentemente liberi, ma capaci di contraddirsi per il puro piacere di servire, dalle persuasioni che la nuova tecnologia è in grado di mettere a disposizione (si pensi al movimento delle ‘sardine’, in grado di radunarsi attraverso la rete tecnologica, mascherato come movimento spontaneo rivolto a combattere l’opposizione – sì, proprio come nelle dittature! – attraverso manifestazioni di piazza, puntualmente osannate dai media servili). E così via.

Ho già pubblicato in passato due libri di questa specie. Il primo (non c’era ancora Facebook) nel 1996 e si intitola “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile” (2 volumi), scritto giorno per giorno, sotto la forma di romanzo cronaca. Tutti i documenti, le frasi e quant’altro che vi sono citati per dimostrare la verità di quanto stavo scrivendo, li conservo ancora dentro due grossi scatoloni depositati nella mia soffitta.
Non è presunzione se dico oggi che gli storici troveranno soltanto in questo libro la completezza degli avvenimenti che accaddero, alcuni dei quali il tempo ha già cancellato dalla memoria di molti o di tutti.
Il secondo l’ho terminato nell’estate di quest’anno e l’ho intitolato “La politica su Facebook. La mia esperienza dal 4 marzo 2018 al 10 settembre 2019”. Ossia il periodo del governo gialloverde (Lega e M5Stelle). Le notizie che via via raccoglievo dai media erano trasformate in post che pubblicavo sulla nota piattaforma. Il post riceveva commenti e i commenti le mie risposte. Ne è nato un confronto che ho riportato integralmente nel libro e da cui emerge con fedeltà assoluta l’atmosfera politica che si stava respirando in quel periodo.
Anche questo libro è uno strumento che potrà essere utile agli storici, e probabilmente vi coglieranno un’atmosfera reale in grado addirittura di ritornare in vita, ciò che uno storico non è in grado di fare.

Il terzo libro è quello che sto componendo, pur esso, direttamente sotto gli occhi dei miei amici di Facebook. Non ho riprodotto questa volta i commenti come nel libro succitato, e dunque i miei post consegnano al lettore soltanto le mie osservazioni e il mio punto di vista sui fatti che stanno accadendo giorno per giorno.
Anche in questo caso gli avvenimenti sono pignolescamente registrati e commentati dal sottoscritto e potranno costituire una fonte anch’essa preziosa per gli storici.

Perché faccio tutto questo, che è assai più faticoso che scrivere un romanzo?
Non so dirlo con chiarezza: è un impulso che mi muove, una frenetica voglia di essere un testimone del mio tempo. In questi lavori (salvo il primo in cui ho inserito una storia d’amore che riguarda lo sfortunato protagonista Cencio Ognissanti) il tema principale è la realtà registrata e fotografata così com’è, nel suo essere oggettivo, commentata dalla mia umana e personalissima interpretazione. Il futuro valuterà quanto sia stata erronea o azzeccata.
Lascio, ossia, a chi verrà dopo di me, brani reali del mio tempo nonché la mia prova individuale di una loro disamina.

Ciò che posso dire, infine, è che, nonostante la fatica, sono contento che la vita mi abbia concesso la forza di affrontare questi 3 lavori.
A voi, amici di Facebook, va il mio ringraziamento per la sopportazione che mi dimostrate. Sappiate, però, che in realtà nel lasciare i segni della mia, vi traccio e consegno anche i segni della vostra vita.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart