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LETTERATURA: Trovato un cadavere sulle mura di Lucca

5 Maggio 2022

(Estratto dal mio giallo “Lo sconosciuto”, 1997)

Quando si arriva a Lucca, la prima meraviglia che ci prende è per le sue Mura, uniche al mondo, ancora intatte poiché, costruite tra il XVI e il XVII secolo, non hanno conosciuto guerre, e l’unico attacco a cui hanno dovuto far fronte è stato quello del Serchio – il fiume dei lucchesi ricordato da Dante – il 18 novembre 1812. In quell’occasione, come si è già ricordato, le acque riuscirono a penetrare attraverso le sue porte chiuse ed invasero le piccole strade della città. Minima cosa, non un’inondazione, e il merito fu di queste mura poderose volute dai lucchesi a difesa della propria libertà, sebbene costassero 900.000 scudi.
In primavera i suoi alberi, scheletriti d’inverno, le illeggiadriscono, e le molte tonalità di verde ben s’intonano al cupo rosso dei mattoni, che ne costituiscono l’impalcatura, alta 12 metri. Al di sopra delle Mura, dentro la città, svettano le cime dei numerosi campanili e delle torri.
All’interno delle Mura, in corrispondenza di ogni baluardo, si snodano bui corridoi e si aprono delle piazzole dove un tempo si potevano custodire viveri e munizioni necessari a fronteggiare un eventuale assedio. La più parte di questo autentico tesoro di arte militare resta chiusa e immersa nell’oscurità. Chi voglia nascondervi qualcosa può farlo. Non è agevole, infatti, scendere nel sottosuolo delle Mura.
Il commissario Luciano Renzi si trovava nel suo ufficio quando venne raggiunto da una telefonata:
«Venga subito commissario, sotto il baluardo di Santa Croce è stato trovato il cadavere carbonizzato di un uomo.»
S’infilò in fretta la giacca e si affacciò nel corridoio:
«Jacopetti! Jacopetti!»
«Comandi!» si sentì rispondere. Il suo collaboratore comparve in un attimo e fu al suo fianco.
«Novità, commissario?»
«Un altro delitto.»
«Accidenti! Dove?»
«Sulle Mura, sotto il baluardo di Santa Croce.»
«Non è quello dove è cresciuto lei?»
«Proprio quello.»
Jacopetti ricordava tutte le volte che il commissario gliene aveva parlato. Sosteneva che era il più bello di tutti, ricco di corridoi sotterranei e di piazzole che, da ragazzo, aveva esplorato con torce accese.
«Lo conosce molto bene, commissario?»
«Abbastanza. Ma come ci sarà finito quello?»
Uscirono. Sulle Mura si era già formato un capannello di curiosi, che stavano affacciati ai bordi delle cannoniere e della cortina. Si era provveduto a mettere una scala per consentire alla polizia di calarsi sotto. A guardia, stava un agente, onde evitare che si infiltrassero estranei.
In fondo alla piazzola d’ingresso c’era un’apertura che dava sul primo corridoio, che era stato illuminato con torce elettriche. Renzi vi entrò e dopo una serie di curve, si trovò davanti al cadavere.
«Mi dispiace» disse il medico legale «ma così ridotto non riuscirò a cavarne un bel nulla.»
«Guardate intorno, se ci fosse rimasta qualche traccia» raccomandò Renzi agli uomini della Scientifica. Poi tornò ad osservare il cadavere. L’assassino o gli assassini lo avevano denudato prima di dargli fuoco.
«Una qualche vendetta diabolica» brontolò il medico.
«Ma bruciandolo, si sono preoccupati anche di non lasciare alcuna traccia.»
«Sarà dura per lei, commissario…»
«Quanti anni avrà avuto, dottore?»
«Secondo me, non superava i 30.»
Renzi si mise a girovagare intorno al cadavere, sperando di scoprire qualche indizio. Jacopetti scuoteva la testa.
«Che c’è, Jacopetti?»
«Ci vorrà un miracolo per risolvere questo caso.»
«Molte grazie.»
«Mica volevo offenderla, commissario. Ma questo poveretto è irriconoscibile, e nudo poi… Se qualcuno non verrà in nostro aiuto, da dove cominceremo?»
«Diremo ai giornali di fare un bel po’ di chiasso su questo delitto.»
«Ah, per questo non ci sarà da pregarli, vedrà che botto domani. Questo è un caso da prima pagina, dopo la politica s’intende. Ne parlerà anche la televisione nazionale, stia certo.»
«E noi aspetteremo che qualcuno si faccia vivo, se non avremo altro per le mani.»
«Dovremo fare i conti con qualche megalomane. Ce ne sono sempre in situazioni come queste.»
«Ci penserai tu a sbarazzarmene.»
«Ora è lei, commissario, che mi prende in giro.»
«Se non avessi te…»
«È lavorare con lei, che mi ha affinato.»
«Siamo diventati una bella coppia, non è così?»
«È vero.»
Il medico legale si avvicinò.
«Quel poveretto è stato bruciato qualche giorno fa. Lo hanno ucciso con un colpo di pistola alla nuca, poi lo hanno cosparso di benzina e gli hanno dato fuoco.»
«Lo hanno ucciso qui?»

Il libro, qui (c’è anche la versione in inglese).


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart