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Letterina di un uomo diventato cattivo a Babbo Natale

24 Dicembre 2013

Mi affido al miracolo e alla bontĂ  di un personaggio che stanotte attraverserĂ  i cieli di tutto il mondo portando regali ai bambini buoni.
Questa letterina gliela scrivo e gliela invio ora, sperando che l’accolga. La scrive un uomo che tanti e tanti anni fa, era il 1992, pubblicò con l’editore locale Maria Pacini Fazzi,  una serie di racconti dal titolo “Fantasie lucchesi”. Una di queste storie era dedicata proprio a lui, all’uomo vestito di rosso, con la barba bianca e il saccone sulle spalle che fa felici i bambini di ogni razza, di ogni colore, e anche di ogni censo.
Quando scrivevo la storia non ero cattivo, e Babbo Natale intervenne in favore di una famiglia povera e sfortunata.
Quel racconto, con un titolo che oggi ha una piccola variante per ragioni che non sto a spiegare, lo potete leggere gratis qui.

Oggi non sono più lo stesso. Sto diventando cattivo, anzi, cattivo lo sto diventando in modo quasi irreversibile. Mi ci ha fatto diventare la politica, e non la vita, che è bella, se non l’abitassero gli esseri abietti che ha reso urgente e drammatica  in Italia la visita di Babbo Natale a quelle tante famiglie che per colpa di questi reietti umani hanno pagato il fio.

Babbo Natale troverà allegata a questa che ora state leggendo una seconda lettera che scrivo a Silvio Berlusconi (sì, proprio a lui: smettete dunque di leggere se vi disgusta) e voglio che stasera stessa, prima che scocchi l’ora degli auguri, gli sia consegnata dall’uomo la cui casa di Rovaniemi, circondata dalla neve, è così lontana da Arcore.

La lettera, siccome è scritta da un uomo divenuto cattivo, ha necessariamente un contenuto cattivo. Ecco perché mi inginocchio davanti a Babbo Natale e lo supplico di fare forse la prima eccezione della sua vita. Dica alla sue renne di correre da lui alla velocità della luce e di consegnargliela.

In sostanza di che cosa si tratta? Di una cosa crudele, di un contenuto ispirato certamente non dal Gesù dei cristiani ma – voglio crederlo – dal Dio dell’Antico Testamento, il quale, quando si trattava di difendere il suo popolo, non guardava in faccia a nessuno. Era il Dio della pazienza ma anche della vendetta inesorabile e crudele, perfino cruenta.
Da qualche tempo, se faccio eccezione per la Madonna, io mi sento devoto al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.
Dunque nella lettera che scrivo a Berlusconi, gli raccomando di non fare gli auguri, ma anzi di comportarsi  tale e quale al Dio dell’Antico Testamento nei confronti dei personaggi che elencherò:

1a- Veronica Lario.  La considero la prima della lista; il suo comportamento ha dell’infernale, del diabolico e le auguro la geenna. Ha dato la coltellata alle spalle del marito nel momento piĂą difficile della sua carriere politica. Lo ha perfino pubblicamente accusato di essere sessualmente malato, la qual cosa, anche se fosse vera, non doveva certamente essere messa in piazza come ha fatto lei. Oggi sappiamo che ancora piĂą malato era il grande presidente John Fitzgerald Kennedy, eppure mai abbiamo letto un rigo di riprovazione scritto dalla moglie Jacqueline sulla stampa Usa. Lo stesso era per il presidente Clinton, ma la moglie non si è mai messa a disposizione dei giornali per metterlo alla gogna. Avvertivano tutte la dignitĂ  e gli obblighi che una First Lady ha nei confronti del marito che ricopra una importante carica pubblica. E Mitterand, il presidente francese, che manteneva addirittura due famiglie? Non si tratta di fare dell’antifemminismo, bensì si tratta di mettere a confronto donne degne e donne meno degne. Veronica era un’attricetta di teatro; pensate: un’attricetta a cui capita che un uomo straricco s’innamori di lei e la faccia, divorziando e sposandola, straricca. Hillary Clinton era invece uno degli avvocati piĂą famosi degli Usa e guadagnava soldi a bizzeffe. Se è improprio mettere a confronto due umiliazioni, non v’è dubbio, comunque, che quella subita da Hillary fu assai piĂą cocente di quella subita dall’attricetta di teatro, il cui proprietario, fra l’altro, era lo stesso Silvio Berlusconi. Quando Veronica fece l’incontro fortunato della sua vita, Hillary non aveva bisogno di andarsi a cercare nessun Paperon de’ Paperoni. Il successo se l’era giĂ  guadagnato con la stima profonda della sua clientela.

1b– Ne discende che Berlusconi deve fare in modo che ad una donna siffatta vada in eredità il meno possibile. Se può tornare indietro, lasci che la sua eredità diventi pari a quella che io lascerò ai miei figli: una miseria. Si venda tutto e doni il ricavato agli ospedali (quanti aiuti ha elargito al San Raffaele che, nella cura della malattia grave dalla quale è afflitto mio fratello maggiore, si sta dimostrando il solo in grado, forse, di guarirlo, e gratis, essendo mio fratello un  cittadino di poche risorse come me).

1c– Come genitore dica a Barbara di darsi una calmata. Passi se si vuole togliere lo sfizio della mondanità e dei transeunti amorucoli, ma non si metta a fare ciò che non sa fare (io di lei per ora so solo che, poiché è bella e, finora, ricca, sa attrarre mosconi di ogni rango), e nel caso specifico non si occupi del Milan, poiché di calcio s’intende una mazza. Se ha intenzione di sposarsi (un giorno succederà, forse, pure a lei) si metta ad imparare di cucito e di cucina, come facevano le future spose ai miei bei tempi.

1d- Consiglio a Barbara di prendere qualche lezione dai figli di primo letto del loro padre, ossia da Marina e da Piersilvio, le cui vite private mi pare restino contenute dentro limiti meno mondani e fragorosi.

Chiedo scusa a Berlusconi se sono entrato dentro le faccende della sua vita privata, ma ci sono entrato poiché è lì dentro che si annidò la serpe che ha avviato il suo calvario.

2a – Allontani per sempre da sé i traditori, i melliflui consiglieri, i cacasotto, gli approfittatori. A questi non invii nemmeno una cartolina di auguri fatta con carta da cesso, non telefoni né, se ne guardi bene, stringa loro la mano, semmai ci sputi sopra. I nomi li sa meglio di me. Ma alcuni li voglio ricordare a futura memoria: Gianfranco Fini, Fabio Granata, Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Benedetto Della Vedova, i quali rimasti intrappolati dal nostro Duce Massimo (come ha rivelato l’altro giorno, 22 dicembre su Libero, Fabio Granata), insieme con altri impedirono al governo Berlusconi, che godeva di una straordinaria maggioranza, di porre mano, finalmente, alle riforme di cui il Paese aveva ed ha bisogno. Fecero, ossia, svanire un’occasione unica e che difficilmente – anche con l’emergere della nuova personalità di Matteo Renzi – potrà ripetersi.

2b – Invii i piĂą velenosi e cattivi auguri agli ultimi traditori, quelli che si son messi a baciare i piedi del GesĂą bambino rappresentato da Enrico Letta, battezzato dall’alto da Napolitano allo stesso modo che dall’alto il Dio dell’Antico Testamento (altra tempra, però) autorizzò il Battista a battezzare GesĂą. Qui i nomi li abbiamo ancora scritti in modo indelebile sui bianchi polsini della nostra camicia, a cominciare da quell’ambiguo e senza quid Angelino Alfano. Poi lo seguono a ruota nella volata finale di chi vuol lasciare piĂą bava sui piedini del GesĂą disceso sulla terra a redimere l’umanitĂ : Gaetano Quagliariello (di cui come lucchese che lo ha avuto nella cittĂ  per qualche anno mi vergogno), Fabrizio Cicchitto (mai mi sarei aspettato il tradimento da lui); Maurizio Lupi, Renato Schifani, ed altri che la nemesi non mancherĂ  di colpire duramente. Spariranno di scena e nessuno li ricorderĂ  se non, come è successo a Giuda, per il loro tradimento. Non vi basta quest’unico esempio, l’esempio di Giuda impiccatosi all’albero? E allora eccovene un altro. PerchĂ© è ricordato Bruto? PerchĂ© uccise a tradimento Cesare.

3a – I processi. Non gli venga in mente a Berlusconi di omaggiare alcuni giudici che hanno disonorato – basta leggere le loro sentenze (col tempo, se non mi abbandonerĂ  la salute, pubblicherò quelle che io chiamo le sentenze della vergogna, affinchĂ© i posteri si rammentino di questi omuncoli che decisero si servire il potere anzichĂ© il diritto). Qualche nome? Quell’Alfonso Quaranta, che ha scassato la costituzione applicando l’articolo 271 del c.p.p. pur di far distruggere i nastri troppo scomodi per Napolitano e per i quali è morto d’infarto il suo consigliere Loris D’Ambrosio (bel regalo che gli hanno riservato sia Napolitano che, qualche mese dopo, il giudice Quaranta! E la famiglia se ne sta acquietata mentre io avrei fatto fuoco e fiamme per far luce su di una morte che, scrissi a quel tempo, subito mi richiamò alla mente, per come fu provvida e rapida, il povero papa dal dolce sorriso, Giovanni Paolo I, ossia papa Luciani che governò la Chiesa-serpente appena 33 giorni). Spero che il giudice Alfonso Quaranta, che è diventato addirittura – come ulteriore schiaffo ai cittadini – giudice emerito, come lo è il silenzioso –  tutto ad un tratto – Guastavo Zagrebelsky, sia andato a riflettere sulle sue colpe ai giardinetti pubblici.
E quell’Antonio Esposito, che ha condannato Berlusconi con una sentenza che fa acqua da tutte le parti, sarà ancora occupato a curare i suoi affarucoli colloquiando con avvocati e omuncoli vari  in odore di mafia, come ci hanno fatto sapere i giornali?

E le giudichesse che hanno pubblicato una sentenza pornografica per descrivere il bunga bunga, in cui non sono riuscite e trovare uno straccio di prova contro l’accusa che Berlusconi abbia fatto sesso con Ruby (lo sanno – o glielo devo insegnare io – che anche se Berlusconi avesse fatto sesso con Ruby minorenne, per poterlo condannare devono avere in mano delle prove inoppugnabili? Dove sono queste prove? Le uniche sono quelle che possono derivare da fatti (non congetture o prove logiche) incontrovertibili, quali, ad esempio, una testimonianza diretta, una foto non manipolata, la dichiarazione provata della vittima, la quale invece afferma il contrario, ossia di non avere fatto sesso con Berlusconi. E dove sono finti i 5 milioni di euro che sarebbero la prova che Ruby è stata pagata per non dire che ha fatto sesso con Berlusconi? Qualcuno li ha trovati, oppure ha fatto come il giudice Esposito che pur di condannare Berlusconi si è inventato che i soldi della supposta sovraffaturazione Mediaset non sono stati rinvenuti poichĂ© la contabilitĂ  di Frank Agrama era troppo complicata? E così via discorrendo, a cominciare dal processo di quel senatore De Gregorio che sostiene di essere stato comprato da Berlusconi (due anni prima!) per far cadere il governo Prodi e quei magistrati  creduloni (e colpevoli della loro credulitĂ  davanti alla giustizia e al diritto) vanno avanti imperterriti pur ritrovandosi sbugiardati da Clemente Mastella il quale dichiarò subito, quando il governo cadde,che fu lui a togliere la fiducia al governo Prodi e a farlo cadere con il ritiro dalla maggioranza del suo Udeur, a causa dell’avviso di garanzia ricevuto, e per sovrappiĂą trovando conferma nello stesso Prodi che, in un servizio mandato in onda qualche settimana fa nel corso della trasmissione “Aria Pulita”, è stato sorpreso a confermare che le cose andarono per filo e per segno così come le raccontò e continua a raccontarle ClementeMastella.

3b –Queste sono solo alcune delle sentenze della vergogna, che molti cittadini non hanno mai letto e parlano solo, colpevolmente, per sentito dire e , dunque, a vanvera. Stia sicuro Berlusconi: non abbia timore, queste sentenze saranno tutte punite dalla nemesi, di cui anche questi giudici devono temere. C’è la nemesi e c’è il Dio severo e cattivo (piĂą di me) dell’Antico Testamento. Non sfuggiranno nĂ© alla nemesi  nĂ© al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Soffriranno le pene dell’inferno.

3c – Non tema la prigione, come non la temo io che sono un po’ meno vecchio di lui (5 anni in meno?) Se in galera ci si va da innocenti, il popolo e la Storia ci ricompenseranno. Ha visto i funerali di Mandela? Ci sono dovuti accorrere anche coloro che lo biasimavano, perché la nemesi e il Dio di Abramo li hanno voluti umiliare a quel modo.
Se lo verranno ad arrestare faccia come vorrò fare io: chiami prima i giornalisti, faccia le sue dichiarazioni dure di protesta e poi offra i polsi alle manette. Sappia che anche dal carcere nessuno potrĂ  togliergli la voce e la possibilitĂ  di scrivere. Ci provino! Fanno parlare e scrivere Adriano Sofri, accusato di essere il teorico di alcune stragi e si permetteranno di impedire la stessa facoltĂ  a lei, il capo dell’opposizione? Lasci che la tentino. Ci lasceranno, come il gatto del vecchio e saggio proverbio, lo zampino! Creda a quello che le scrivo: sono loro ad aver paura di lei;  sanno bene i pasticci che hanno combinato e che non passeranno il giudizio della Storia. Come la ebbero, la paura, per Sallusti quando pretese di andare dietro le sbarre e Napolitano gli fece avere la grazia in quattro e quattr’otto (ma perchĂ©, lei Berlusconi, isola la Santanchè e Brunetta che sono tra i pochi che non hanno timore di difenderla e pagheranno prima o poi molto caro il loro coraggio? Forse non si è ancora liberato di Gianni Letta, che parlò male di lei all’ambasciatore americano?)

Sono le ore 18,16. Ho scritto in fretta, non ho riletto né corretto (lo farò più tardi), poiché l’unica mia preoccupazione è quella che prima che Berlusconi si muova per gli auguri di Buone Feste legga la letterina che gli consegnerà Babbo Natale. A lui gli auguri che rivolgo sono caldi e sinceri, poiché, pur tra le molte delusioni che mi ha provocato, pur tra i molti errori (soprattutto nella sua vita privata) che ha commessi, una cosa mi è sicura: che ha subito tante, ma tante ingiustizie e prepotenze, in casa sua per primo, e poi da tanti altri, tutti violenti e in malafede, istituzioni comprese.


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2 Comments

  1. Comment di zarina — 25 Dicembre 2013 @ 08:56

    Caro Bart,  non amo le ingiustizie, le falsitĂ , l’ipocrisia, la faziositĂ , l’incoerenza, la demagogia:  se questo vuol dire essere cattivi,  allora  sono cattiva. E siccome sono cattiva ed egoista evito,  per quanto possibile, di concedere la mia anima  agli ingiusti, i falsi, gli ipocriti, i faziosi, gli incoerenti e i demagoghi :  NON la  meritano.

    Tra cattivi:  di nuovo Buon Natale!

  2. Comment di Bartolomeo Di Monaco — 25 Dicembre 2013 @ 11:42

    Domani, mia cara zarina, aspettati da me cattive notizie. Qualcosa potrai avvertire nel blog delle ore 16 (non ho voluto guastare il Natale).
    Mi sei sempre stata vicina, come qualcun altro, e ti ringrazio per questo sin d’ora.

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart