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LETTERATURA: “La sovrana lettrice”, di Alan Bennett

23 Gennaio 2008

di Paolo Cacciolati
(Paolo Cacciolati vive e lavora dalle parti di Torino, ha vinto vari concorsi di narrativa e ha pubblicato racconti e recensioni su riviste letterarie e sui siti Nazione Indiana, Lapoesiaelospirito, Bottega di lettura e con Fandango per la raccolta “Una palla di racconto”. In marzo 2008 è prevista l’uscita del suo primo romanzo, Mirco Michichi, generatore di entusiasmo per le Edizioni TEA, collana Neon!)

Quando la lettura sarà un’attività estinta da millenni, e il verbo “leggere” sarà ricordato come una buffa azione degli ominidi che nella notte dei tempi abitavano il pianeta da loro chiamato Terra,

quando la funzione dei libri sarà assolta da messaggi neuronali che si invieranno tra loro i Polipi Veganiani (ovvero i nuovi occupanti del suddetto pianeta in luogo dei suddetti ominidi annientatisi vicendevolmente), quando un GranPolipo Studioso delle “civiltà” primigenie vorrà approfondire il curioso passatempo di cui sopra, ebbene mi auguro che in quel futuro momento il Supremo Studioso si imbatta in un reperto preistorico come il libro di Alan Bennett, La sovrana lettrice. Allora potrà di certo chiarirsi le idee sul perché del successo di tale attività tra gli ominidi.
Ma, tornando al presente, La sovrana lettrice non è certamente l’unico libro uscito negli ultimi tempi ad occuparsi del piacere della lettura. Uno su tutti: L’arte di leggere (aforismi sulla lettura) pubblicato da Einaudi con la supervisione di Paolo Mauri. Il florilegio richiede qui almeno un contributo:
“… i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità. Nei libri ho incontrato l’universo: assimilato, classificato, etichettato, pensato, temibile anche; e io confuso l’ordine delle mie esperienze libresche con il corso casuale degli avvenimenti reali.”
(Jean-Paul Sartre, Le parole)
In merito alla sovrana lettrice, non voglio dilungarmi troppo sulla trama, piuttosto sempliciotta e del tutto strumentale per parlare di altro, cioè del piacere della lettura .
In breve, la regina ha scoperto quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus della lettura a chiunque incontri sul suo cammino. Seguono ripercussioni e vicissitudini varie che coinvolgono l’entourage, i sudditi, i servizi di sicurezza, il primo ministro. Fino alla colpo di scena finale, sorpresa manco troppo sorprendente.
La sovrana non aveva mai letto perché “ leggere non è agire. E lei è una donna d’azione!”
Al contrario, dopo avere scoperto i libri, finisce per considerare come futili tutte le sue precedenti attività, tutti i suoi impegni e obblighi di corte. Il leggere diventa l’unica azione interessante. Perchè perdere tempo? In parlamento si può andare con un libro nascosto in carrozza. La sovrana è diventata così brava che sa leggere e salutare contemporaneamente. Naturalmente adempie ai propri doveri con scarso slancio , con meno cura per i suoi abiti, per i suoi gioielli: leggere è il suo primo pensiero.
Come dicevo, la parte più interessante non è questa, quanto piuttosto le riflessioni innescate dalla scoperta della lettura. La sovrana ha scoperto che i libri non sono un passatempo, parlano di altre vite, di altri mondi. E lei che aveva girato il mondo e visto tante cose dal vero scopre che leggere è un dovere per indagare la natura umana. “…i libri si infischiano di chi li legge, non sono ossequiosi..tutti i libri sono uguali: ecco la gioia dell’anonimato, della condivisione, della normalità.”
La lettura l’aveva cambiata..si godeva la lettura..divorava libri, leggeva senza metodo, iniziava due o tre libri contemporaneamente, con la matita a portata di mano trascriveva i passaggi che l’avevano colpita (vi ricordate i post apparsi in Vibrisse su come leggiamo?).
Totale: non solo umorismo. Vero che Alan Bennett (scrittore, scenografo e commediografo) l’avrei visto bene come autore dei telefilm George e Mildred (qualcuno li ricorda?), ma qui c’è qualcosa di più.Con l’occasione della storiella edificante, l’autore instilla nel lettore più di un dubbio e più di una questione interessante. Tipo: la lettura è un’attività autoconclusiva oppure può essere funzionale ad altro? Può limitarsi a un atto di sana e consapevole libidine o finisce per trascinare impulsi a costruire una rete di nuove relazioni, desideri e urgenze?
Nella prima parte del libro, quando la regina scopre la nuova attività, sembra prevalere un significato esclusivamente ludico o godereccio dell’azione del leggere. Ma durerà poco. Presto arriva una sciagurata quanto inevitabile idea: leggere non basta più, occorre passare allo scrivere, e naturalmente una regina come lei mica potrà accontentarsi di un’operetta, no, scriverà l’autobiografia e non un’autobiografia qualunque, ma…
Alcuni in rete si dichiarano entusiasti del libro, lodano l’idea di umanizzare la figura della regina, per il fatto che si appassiona alla lettura, forse intesa come un’attività che dà la patente di umanità. Chi non legge non sarebbe umano.
E se fosse vero il contrario? Magari la regina diventa tanto più inumana quanto più legge. In tal senso la regina più che avvicinarsi ai suoi sudditi e umanizzarsi farebbe esattamente il contrario. Però ci pensa lo svolgimento della trama a riportare il tutto su una dimensione molto umana. Nessun dubbio che, se leggere è inumano, scrivere certamente è umano, eccome.
Comunque, un libro molto british, e non potrebbe essere diversamente. Del resto il 2008 è stato dichiarato dal Governo di Sua Maestà “anno della lettura”. Da noi al massimo potrebbe essere decretato anno della spazzatura. C’è anche una piccola differenza di case regali. Dico, nella sciagurata ipotesi cha da noi, nel ’46, avesse prevalso la monarchia, ce lo immaginiamo un rampollo del Regno di Sardegna leggere, in una pausa estiva, i 12 libri della Recherche? Al massimo il manuale sui cento modi per sopprimere i disturbatori in gommone.
Alan Bennett, La sovrana lettrice, Adelphi, 12 euro.


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