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LIBRI IN USCITA: Fabio Strafforello: “Un volto… tanti sguardi”, CEI Editore

21 Maggio 2010

Neanche la morte saprà dirvi chi sono stato… con essa morirà anche chi ho tentato di essere.
In tutte le pagine precedenti di questo testo e nei testi precedenti, copertine comprese, ho cercato di mostrarvi quello che sono, ora cercherò di parlarvi di quello che ho tentato di nascondervi, come il volto doppio o forse ancor più, dei nostri sentimenti… alla fine di pensar bene di noi stessi, rischiamo di essere peggiori di quello che potremmo essere.

Non meravigliatevi di me, siate sufficientemente poco ipocriti, per non meravigliarvi di voi stessi. Certe volte ho riso quando avrei voluto piangere, e altre volte viceversa. Ho finto, ho odiato, ho tradito, ho offeso, ho deluso, ho rubato, ho disprezzato, ho giudicato, ho mancato, ho taroccato, ho ingannato, ho illuso, ho bestemmiato, non ho amato chi avrei dovuto… la situazione non è così grave come ho scritto in queste righe, ma non fatevi stupore di ascoltare un uomo per quello che è, e sappiate che in ognuno di voi c’è uno come me… tutto dipende dalle opportunità!
L’essere umano è un funambolo dei sentimenti, alla ricerca costante di un equilibrio, ove poter procedere sul percorso dei propri desideri e delle proprie sensazioni, educato e inquadrato da una cultura d’occasione o legata all’ambiente di formazione, specchio delle necessità corporali e di soddisfazione personale. Ho cercato di non pensare, ho cercato di non ascoltare… all’uomo serve tanto protagonismo, quanto è necessario per dargli una spinta ascensionale!

Non ascolto me stesso
non ascolto gli altri
convinto come sono
che tutto è nelle mie mani!

Quando vedrete di me quello che non avreste voluto vedere, o quello che non aspettavate altro che poter vedere, sappiate che voi stessi sarete l’espressione della felicità o della rabbia per quel che vorrete esprimere su di me, e allora io diventerò per voi l’oggetto delle vostre aspettative, belle o brutte che siano, a quel punto voi sarete lo strumento della vostra felicità.
L’unico modo per salvare noi stessi, è non condannare nessuno.

Disegno di copertina di Pierangela Fierro. L’autrice sta ultimando, insieme al marito Natale
Giovanni Trincheri, un libro sugli uccelli della provincia di Imperia, con notizie, abitudini, caratteri, curiosità e illustrazioni ad acquarello curate dalla stessa.

Indirizzo e-mail: mirtoeolivo@alice.it


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1 commento

  1. Comment di Fabio Strafforello — 16 Giugno 2010 @ 12:58

    Pubblico quì di seguito la recensione fattami dal Prof. Gian Gabriele Benedetti, e inviatami privatamente dallo stesso in relazione al brano sopra in oggetto, ringrazio  poi, oltre al Professore, anche Bartolomeo per avermi concesso tale opportunità.
    Fabio Strafforello. 

     

                Forse è tipico dell’uomo, arrivato ad un certo punto della vita, realizzare un bilancio del trascorso e di ciò che ha realizzato. È un ripiegamento su se stesso, per meditare a fondo sul vissuto e, di conseguenza, porsi domande essenziali. Già diversi grandi personaggi lo hanno fatto e tra questi citerei Sant’Agostino, che ne “Le confessioni” si richiama all’interiorità in cui ricerca e ritrova la certezza della propria esistenza e giunge a scoprire appieno Dio. Ed allora Fabio, fedele anche all’alto significato del Rasoio di Guglielmo Ockham, taglia di netto il superfluo e trova in sé le ragioni profonde e vere del suo essere uomo. E confessa a se stesso ed a noi le sue fragilità, i suoi errori, le sue debolezze, i suoi silenzi, gli impegni delusi, le sue cadute… È un onesto porsi di fronte alle responsabilità che sottendono la vita e di fronte a ciò che non si è potuto o voluto fare. Si tratta del profondo scavo di un uomo integro e consapevole nel proprio animo, per ritrovare le equazioni giuste: essere-esistenza, essere-azione, essere-coscienza, essere stesso-altro da te. Tutto ciò per ricondurre e ricondursi alla condizione che da sempre, anche se talvolta nascosta, ha covato nell’intimo dell’uomo che si confessa: il desiderio di comportarsi in modo concreto e giusto nell’arco del tempo concesso. E se l’uomo arriva a mettersi a nudo ed a riconoscere i propri limiti, è allora che manifesta la propria grandezza, la propria onestà intellettuale, la sua vera ragione d’essere. Diviene eccelso lui stesso e nobilita il suo approcciarsi all’umana condizione ed al mondo e, umilmente ma fortemente si avvicina a Dio, che ben sa della fragilità delle Sue creature.

                E noi non possiamo che restare ammirati di fronte a tanto sapiente coraggio. Il transfert, che si crea dall’autore di queste pagine a noi, ha un solo notevole significato: si fa, cioè, precisa e decisa testimonianza di come dobbiamo essere aperti e sinceri verso noi stessi, tanto da comprendere la nostra precarietà e le nostre insicurezze, tanto da riconoscere una certa nostra ignavia ed i nostri possibili errori, tanto da stigmatizzare la nostra superbia e l’arroganza che talvolta contraddistinguono il nostro agire, tanto da sottolineare le nostre debolezze e labilità umane. Solo così si diviene più “robusti” nello spirito, più vicini all’amore verso il prossimo ed alla benevolenza divina. E sicuramente più degni di noi stessi e della nostra natura.

                Ancora, dunque, un avvicinarsi ad una dimensione filosofica, questa di Fabio, dimensione che sempre più si fa configurazione interrogativa e risolutiva, immancabilmente focalizzata a trarre il meglio di sé e portata ad una disposizione verso una vita vera, sostanzialmente ricca di valori, e verso un rapporto più concreto e schietto con l’altro. Vita e rapporto che valgono la pena d’essere vissuti intensamente e più consapevolmente. Così da divenire “Un volto e… tanti sguardi”, un’alchimia felice di un mondo interiore, vasto quanto l’intera esistenza stessa e vario e deciso nei gesti d’amore e di fede.

                                   Gian Gabriele Benedetti

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Bart