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LIBRI IN USCITA: Leonardo Bonetti: “Racconto di primavera”, Marietti 1820

14 Ottobre 2010

Introduzione di Walter Pedullà

Ha la madre in un istituto di cura sin da quando era bambino, ma è come se non avesse nemmeno il padre il laureando in giurisprudenza che è il protagonista del secondo, indocile, sospeso e allarmato e ben disegnato romanzo di Leonardo Bonetti. L’orfano non avrà pace finché non surrogherà sia l’assenza del genitore sia la perdita dello scopo affidato alla rivoluzione sociale e politica. Proverà a far nido dentro una famiglia cui danno il ritmo le donne, dalla inquieta e sfuggente Gaia a sua madre, una ucraina che non si integra nella provincia marchigiana. A disagio nel perpetuo tran tran della esistenza piccolo-borghese, tutti provano a ribellarsi in forme estreme che denunciano solo la loro alienazione: Lorenzo, l’amico più caro, fa parte di un gruppo anarchico insurrezionalista; altri coltiva la nostalgia della lotta partigiana. Quando Gaia trova il suo compagno ideale in un nomade in cui prende corpo il suo desiderio di fuga, il protagonista si scopre solo, abbandonato al suo destino di uomo che non sa mettere radici.  È un’alternativa la natura che affascina la sua vista e la sua fantasia?

Sinossi

La vicenda si svolge nella settimana di Pasqua del 1989 tra Arcevia, piccolo paese dell’Appennino marchigiano, e Urbino.

Il protagonista, un giovane studente universitario alle prese con la sua tesi in giurisprudenza, vive da un anno una relazione con Gaia. La giovane, persi entrambi i genitori in un incidente automobilistico, risiede ad Arcevia insieme agli zii (Guerrino e Mira, in attesa del terzo figlio) e alle loro due bambine Ghiga e Titti, di cinque e dodici anni. Il narratore, una sorta di autolesionista alle prese con la propria educazione sentimentale, nutre nei confronti di Gaia una passione e una gelosia ambigue. Reduce da un’infanzia con la madre malata e il padre primario di ortopedia sempre assente, si sente incapace di radicamento, smarrito. Per questo cerca di trapiantarsi all’interno della famiglia di Gaia, desideroso di entrare in contatto con l’universo femminile che vi abita: le bambine con il loro mondo di ingenuità imperfetta; la ragazza che non gli concede quell’intimità in grado di donargli vera completezza; Mira, la zia (proveniente dall’Ucraina e poco integrata nel paese) che, però, non perde occasione di ricordargli la sua inettitudine. Ma il desiderio del protagonista è anche di trapiantarsi in quei luoghi, dove un mondo ormai al tramonto si incarna nel sentimento religioso e nell’ideologia della resistenza.

Siamo nella Pasqua bassa del 1989, a cavallo dell’equinozio di primavera e, preannunciata da alcune scosse di terremoto e dell’attentato a un traliccio sotto Fabriano, una novità sembra scuotere l’apparente inerzia della vita di provincia: il protagonista, infatti, scopre che nella vita di Gaia c’è un altro uomo, proprio quando, per un banale incidente causato dalle bambine, Mira rischia di abortire.

A seguito di questi fatti Ghiga e Titti scompaiono. Inizia allora una ricerca affannosa, proprio mentre Lorenzo, uno degli amici del protagonista, viene fermato con l’accusa di appartenere a un gruppo anarchico-insurrezionalista. Il protagonista, intanto, dopo aver partecipato alla ricerca delle bambine con il resto del paese, decide di prendere una strada solitaria tra i monti fino al S. Angelo, teatro d’un grave eccidio compiuto dai nazisti durante la resistenza; intanto Olga, la “pazza” del paese, viene sorpresa in atti blasfemi dentro la cattedrale: è lo stesso piccolo mondo tra religione e ideologia che sembra venir meno.

Quando il protagonista, nascosto tra la vegetazione, ritrova le bambine, non può che spiare con stupore il loro colloquio con gli alberi, nel bosco, vero genius loci della comunità. È lì che si custodisce una verità tanto dolorosa quanto umana.

L’autore

Leonardo Bonetti, nato a Roma nel 1963, ha pubblicato presso Marietti il suo romanzo d’esordio Racconto d’inverno, che ha collezionato numerosi riconoscimenti tra i quali il Premio Nabokov 2009, il Premio Speciale Targa II Molinello 2010, il Premio Speciale della Giuria Historium 2010.

La quadrilogia delle stagioni

Racconto di primavera, così come Racconto d’inverno, fa parte di una vera e propria quadrilogia delle stagioni in cui l’indagine sul ciclo del tempo si articola secondo timbriche e gradazioni diverse. Ma è la passione imperfetta, l’inconcludente frequentazione universitaria, l’incapacità di radicarsi in un mondo dove ogni tradizione è in dissolvimento a segnare il destino di questo romanzo, ambientato nella Pasqua bassa del 1989, vera non data, dove la storia sembra gettarsi in una dimensione di rinuncia, di euforica impossibilità. Libro “indocile, sospeso e allarmato” (Walter Pedullà) quanto l’altro poteva apparire disperato.

Rappresentazione di un mondo in cui si apre a tratti una possibilità, un’eco, una redenzione o solo una nostalgia, nel momento in cui prendono corpo le voci dei bambini e degli alberi. E la primavera si incarna nel mito come una ferita e una possibilità di salvezza.

Il successo di Racconto d’inverno (il precedente romazo)

Il primo romanzo della quadrilogia, Racconto d’inverno (Marietti 1820, 2009) ha riscosso attenzione sia da parte della critica che dei lettori. Ne sono testimonianza la selezione in molti premi nazionali, le numerose recensioni e la vasta eco ottenuta nei social forum dedicati ai libri come aNobii, dove il romanzo, oltre ad aver ottenuto un gradimento altissimo, è stato al centro di approfondite e avvincenti discussioni.

Premi Racconto d’inverno

Finalista Premio Carver 2009 – VII edizione
Vincitore Premio Nabokov 2009 – IV edizione
Prefinalista Premio Città di Siderno 2009 – VI edizione
Premio Speciale Targa il Molinello 2010 – XIV edizione
2° classificato Premio Garda Lo rea 2009 – XX edizione
2° classificato Premio Musco 2010 – IV edizione
Premio Speciale della Giuria Histonium 2010-XXV edizione

Breve rassegna stampa

Racconto d’inverno

«Uno sbandato che fugge, una casa abbandonata, un antico bosco di faggi, una guerra civile tra le montagne: opera d’ esordio un po’ gotica, un po’ filosofica, un po’ romanzo d’avventura»
Annalisa Usai, La Repubblica, 2 gennaio 2010

«Uno stile particolare, una prosa raffinata e poetica, un’inversione di marcia netta nello scenario culturale italiano»
Fabrizio Oddi, II Sole 24 Ore, 13 dicembre 2009

«Affascina la prosa densa, ricca di una fantasmagoria di suoni, di parole, uguale e varia… Fra tanti scrittori acerbi e non che usano la lingua come fosse uno strumento frusto da asservire a vicende intriganti e rocambolesche, oppure scarsi termini limitati e scarni, Leonardo Bonetti dà prova di una competenza linguistica che non può non colpire»
Lidia Are Caverni, La Clessidra, anno XV, n. 2, dicembre 2009

«Un romanzo d’avventura che è anche un poema in prosa»
Giuseppe Marchetti Tricamo, Leggere Tutti, 17 luglio 2009

«Un affascinante prisma allegorico le cui facce, illuminate ad intermittenza, portano impressi i nomi di fiducia, fede, sete di conoscenza, speranza, desiderio, amore»
Guido Gambacorta, Pulp Libri, n. 79, maggio/giugno 2009

«Un romanzo che è come una Pietà di vetro, barbagli ante, accecante, che pretende tutto»
Davide Brullo, Il Domenicale, 28 marzo 2009

«Un libro dalla scrittura densa, ostile, superletteraria, con motto centrale, “ogni cosa è già scritta una volta per tutte”».
Davide Brullo, La Voce di Romagna, 19 marzo 2009

«Pagina dopo pagina si è trascinati in una atmosfera gotica, eiaustrofobica, con una maestria enorme. Racconto d’inverno è uno dei migliori romanzi che abbia letto negli ultimi mesi. Un must per gli appassionati dell’horror filosofico»
Andrea Marrone, Vero, 8 agosto 2009


Letto 1957 volte.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart