Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone

TUTTI I MIEI LIBRI SU AMAZON qui

La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Piante e fiori del mio giardino e altre bellezze: qui

LIBRI IN USCITA: Meridiano Zero 18/2009

12 Novembre 2009

LE RECENSIONI
_____________________________________
L.R. CarrinoPozzoromolo – Euro 15,00
_____________________________________

www lankelot eu, 30-10-09
Una scrittura lirica e cruda, disperata, emersa dagli abissi della psiche; una struttura plastica, adatta all’irrazionalita’ e agli squilibri comportamentali del narratore, un ragazzo che adesso e’ diventato una ragazza, Gioia; un convulso citazionismo pop (da Mina a Patty Pravo, dai Nomadi in avanti) leggero italiano, e una denuncia – nuova e forte – delle condizioni dei nostri concittadini internati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari; una gran fame di giustizia d’una generazione cresciuta spesso senza padre o senza madre, e nel caso del narratore cresciuta con due spettri in vita, amati e detestati, implorati d’amore e poi abiurati, invocati e maledetti: questi gli assi portanti del nuovo libro di narrativa di Luigi Romolo Carrino, artista partenopeo classe ‘68, lanciato nel mainstream dopo anni di dura militanza nell’underground nel 2008, sempre da Meridiano zero, col fortunato “Acqua Storta”.
(segue Carrino…)

liberidiscrivere splinder com, 17.10.09
Presentiamo ai lettori di Liberidiscrivere il nuovo secondo romanzo di Luigi Romolo Carrino “Pozzoromolo” (Meridiano zero, 2009) l’ultimo nato di una casa editrice di Padova diretta dal simpatico Marco Vicentini che ci ha spesso regalato gradite sorprese. Ambientato in un manicomio criminale, all’ombra di una gigantesca quercia dall’aria materna e protettiva descrive con un linguaggio decostruito e nello stesso tempo poetico una discesa nell’inferno della follia.
(segue Carrino…)

www ilbrigante com, 13.10.09
L.R. Carrino torna con “Pozzoromolo”
L’autore di “Acqua Storta” torna con un nuovo romanzo, edito da Meridiano Zero
Gioia e’ l’amore dalle unghie laccate, i capelli biondi, l’ombretto verde, mentre la notte proietta luci bugiarde sulla parete. E’ rinchiusa in un manicomio criminale, ha la mente labile di una bambina, immobilizzata in un letto aspetta i farmaci che le sottraggono i ricordi. Ombre vengono a ghermirla: il braccio che esce dalla parete portando la brace di una sigaretta accesa, il volto immobile di un bambino dalla cui bocca esce un rivolo d’acqua. Tutto brucia, tutto annega in quegli sprazzi di vita. Lei non ricorda che crimine ha commesso, non sa perche’ e’ li’, i frammenti di memoria si contraddicono a vicenda.
(segue Carrino…)

www lankelot eu, 30-10-09
Qualsiasi cosa io faccia intorno o dentro questo libro suona sempre come una preghiera d’amore. Non mi riesce di essere professionale.
Anzitutto mi presento. Mi chiamo Valentina Petracchi, sono redattore per la Meridiano zero dal gennaio 2008. Ho lavorato a “Pozzoromolo” da quando e’ arrivato, insieme all’editore, a Luigi e a tutta la redazione. L’unica cosa che distingue me dal resto della redazione e’ che io non ho avuto distacco. Io nel pozzo di Luigi ci sono caduta dentro. E il mio senno e’ rimasto in lui. Luigi ha dato le parole, la cadenza, il tempo e la forma a ogni mio ricordo peggiore. Ora mi e’ impossibile prescindere dal suo passaggio nella mia mente, ha scavato un pozzo tutto suo, dove posso contenere i resti della follia. Ha aperto un passaggio sicuro per il peggiore dei mondi possibili, quello in cui e’ stato chi almeno una volta e’ impazzito.
Non so come spiegarvi quanto tengo a questo libro, quanto voglio che sia letto. Forse ho bisogno che sia letto perche’ non ne posso parlare da sola. Anche un libro bellissimo scompare se non viene comprato e prima ancora recensito. Ma dato che non sono nessuno, come faccio a comunicarvi la mia passione? Perche’ mi dovreste ascoltare? Magari ve lo leggo. Ci provo. E’ l’unica soluzione che mi viene in mente. Mi metto qui, voi vi distendete un attimo e mi ascoltate mentre io un po’ vi racconto e un po’ vi leggo Pozzoromolo, come si farebbe con una fiaba, sperando che per pura magia quello che ho da dirvi vi faccia venire voglia di calarvi nel pozzo. Le fiabe si leggono meglio di notte, se potete fate buio dentro di voi, sbarrate le finestre degli occhi. Il libro di Carrino comincia di notte…
(segue Carrino…)

blog libero it/VincenzoAiello, 19.10.09
L’infanzia tesoro o forno crematorio
E’ la storia di un’indifferenza che genera violenza malata e solitudine, questo secondo romanzo del 41enne scrittore napoletano L.R. Carrino “Pozzoromolo” (Meridiano zero)” che ritorna dopo il convincente “Acqua Storta” del 2008. Gioia e’ internata in un OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) e solo di notte quando stralci di luce artificiale promanano dalle sbarre e dalle fessure delle porte riesce nella nuova realta’ del suo buio a ricostruire la camera ardente della sua infanzia dove e’ iniziata la sua sofferenza di essere solo al mondo e dove si nasconde la sua ibrida identita’ sessuale.
(segue Carrino…)

cinemadadenuncia splinder com, 31.10.09
Rinchiusa da quasi venticinque anni in un ospedale psichiatrico giudiziario, Gioia, cerca di ricordare il motivo per cui si trova li’. Rielaborando le visioni notturne generate dalle ombre della sua camera, scrive un diario nel quale le figure della sua infanzia – e della fuga provvisoria dall’OPG – si manifestano con un’intensita’ variabile a seconda del trattamento farmacologico somministratogli e del periodo dell’anno, raggiungendo il picco di massima intensita’ nel mese di agosto. Il giorno 10.
Serenase, Diazepam, Remeron, Doxepina, Zyprexa, Rivotril, Anatensol, Haldol: questi alcuni degli psicofarmaci che narcotizzano la mente di Gioia, ingolfandone le facolta’, intorpidendone la memoria. Quando il trattamento farmacologico e’ meno anestetizzante, la sua sofferenza si acutizza, ma, insieme all’accresciuta persecutorieta’ dei fantasmi interiori, le immagini che Gioia trascrive sul pc si fanno piu’ precise, nette, imperiose. Un diario che fatica a comporsi poiche’ sull’orlo di un doppio baratro: quello della sedazione e quello della pazzia (“Ho imparato che sono malata ma non tutta malata, che questa malattia non dura, ma non dura a lungo nemmeno la mia tranquillita’”).
(segue Carrino…)

_____________________________________
Laura LiberaleTanatoparty – Euro 10,00
_____________________________________

omardimonopoli blogspot com, 2.11.09
In un panorama letterario asfittico e non di rado terribilmente provinciale come quello nostrano, non si puo’ che plaudire il coraggioso lavoro di scouting svolto dalle piccole case editrici italiane, sulle cui pencolanti spalle strette dalla morsa dei grandi gruppi editoriali si poggiano gli ultimi vitali e abbacinanti residui di uno sperimentalismo che altrimenti non troverebbe posto alcuno negli scaffali delle librerie italiche, intasate come sono dai tomi dei vari Vespa e Camilerri. Meridiano Zero ha saputo in pochi anni ritagliarsi una fetta di mercato importante, focalizzando – in tempi non sospetti – l’attenzione sulla narrativa giallo/noir. Meridiano Zero e’ tornata ad affacciarsi sul ribollente calderone della narrativa italiana grazie a romanzi intensi e molto discussi come “Acqua Storta” di Carrino, ma anche con questo originalissimo “Tanatoparty”, opera d’esordio di Laura Liberale, indologa e traduttrice piemontese classe 1969. Il libro (edizione economica e molto curata, altra peculiarita’ che non dispiace della casa editrice padovana) frulla senza troppi problemi Marilyn Manson e Chas Addams, offrendo al lettore una ballata macabra e ritmata in cui un nugolo di personaggi stravaganti si muove tracciando la propria storia: da Mina e Sergio, da Leo e Clotilde, ciascuno latore di un proprio scombiccherato mondo al cui vertice svetta Lucilla Pezzi, protagonista del romanzo, eccentrica e misteriosa performer che come una sorta di Alice nel paese delle meraviglie (ma in chiave decisamente gotica) ci accompagnera’ in un viaggio attraverso la negazione della morte.
(segue Liberale…)

www coolclub it
Ho il piacere di segnalare l’esordio nel romanzo di Laura Liberale, torinese, poetessa, traduttrice e bassista in una band di scrittori. Il suo “Tanatoparty”, opera breve dai toni dark, e’ una sorpresa che si traduce in un gioco in cui il lettore viene spinto a interrogarsi sulle regole sociali e morali che lasciano saldamente nascosto alla vista (e anche alle parole) l’indicibile della morte. Interamente occupato da uno dei grandi tabu’ della nostra societa’, ovvero il rapporto che abbiamo con le spoglie mortali, il romanzo ruota intorno alla figura di Lucilla Pezzi, performer estrema che, in occasione della sua dipartita, organizza un evento spettacolare incentrato sull’arcano del corpo, sul suo essere portatore di molteplici significati anche oltre l’atto di esistere, aldila’ dello smorzarsi del soffio vitale. Coniugando elementi naturali e artificiali, Lucilla pensa al nostro relazionarci con la tragedia: ecco la morte che si fa spettacolo.
(segue Liberale…)

scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato, 28.10.09
Laura Liberale ha scritto un grande romanzo contemporaneo sui corpi.
(…) Il linguaggio della scrittrice e’ un linguaggio sincopato, colto, con un suo precisissimo tempo e ritmo, che mi ha portato, a tratti, a leggere dei brani ad alta voce. Non una sbavatura. Qualcosa di musicale fra le righe, negli spazi, nei periodi. Una musica forte, non indolore.
(…) Il romanzo della Liberale, parlando di corpi e di morte riesce ad essere universale.
E’ questa e’ la sua incredibile potenza. Incredibile perche’, a vederlo, a vedere la copertina che colpisce, quasi lisergica, si potrebbe anche pensare che si tratti di un romanzo d’intrattenimento, leggera chick-lit da avvicinare alla Kinsella negli scaffali appositi.
Perche’ a sfogliarlo, si potrebbe pensare a un romanzo-esperimento, viste le frasi riportate che fanno quasi da mezza cornice alle pagine. Non e’ niente di tutto questo.
(…) E’ un romanzo che apre, apre percorsi inquietudini, spiragli, riflessioni, un romanzo che diverte, che srotola via i luoghi comuni e le paure comuni facendone coriandoli fluorescenti, una storia che si infila nelle pieghe purulente dei corpi, nelle contraddizioni del presente, che le fotografa con obiettivo macro, che non ha paura di affondare le mani nel fango e nel dolore, per poi trasfigurarlo con un personalissimo caleidoscopio.
Il romanzo di una scrittrice vera.
(segue Liberale…)

www stradanove net, 19.10.09
Una rivisitazione nera dell’Alice di Carroll
La morte e’ un efficacissimo addetto alle pubbliche relazioni, capace di ricongiungere, sia pure per l’estremo saluto, padri e figli, fratelli e sorelle, che la vita ha invece sapientemente allontanato.
Chiaro esempio ne e’ “Tanatoparty”, in cui Mina, sorella sbiadita agli occhi dei genitori, si risolve ad andare al funerale della piu’ nitida sorella, che anni prima aveva “abbandonato” la famiglia, per seguire una prorompente e brillante ispirazione artistica radicale. All’interno di una vera e propria cornice composta da frasi tratte dal libro tibetano dei morti, il lettore osserva i personaggi della Liberale rispondere al richiamo della falciatrice che, accantonati falce e sudario, si presenta in una linda ed ordinata reception e offre inviti per il regno dei morti, all’occasione allestito nei padiglioni di un’expo mortuaria.
Il libro della Liberale lascia dietro di se’ un pregante e persistente odore di fiori, tra i quali strisciano oscuri nuclei combattenti nostalgici, che ordiscono ostinati piani per riconsegnare alla morte la sua forma piu’ antica e distruttrice.
(segue Liberale…)

_____________________________________
Christian LehmannIl seme della colpa – Euro 13,50
_____________________________________
Bresciaoggi, 29.10.09
La deontologia del medico e la manutenzione del dolore del malato, lo strapotere delle case farmaceutiche e le connivenze omertose del sistema medico-ospedaliero, le luci della ribalta mediatica e il cono d’ombra della provincia in cui vive la gente comune. Sono temi sensibili quelli che vengono trattati ne Il seme della colpa di Christian Lehmann, medico francese con la passione della scrittura e della denuncia “dal di dentro”.
Il romanzo, breve ma denso, smaschera i guasti della malasanita’, le baronie della medicina, ma soprattutto getta uno sguardo alla palude dell’anima. Non esistono percorsi netti nelle esistenze degli uomini, ognuno e’ costretto a convivere con le miserie e i compromessi, a cominciare proprio dal protagonista che e’ voce narrante e portatore sano di sgradevole mediocrita’. Il merito di Lehmann e’ proprio quello di inficiare appunto la credibilita’ del testimone.
(segue Lehmann…)

www wuz it, 19.10.09
Una telefonata nella notte. Una voce di donna che parla tra le lacrime. Suo marito, Thierry Salvaing, medico di famiglia, e’ stato trattenuto in custodia cautelare, accusato di aver praticato l’eutanasia su una paziente. La moglie Beatrice vede un’unica possibilita’ di aiutarlo – far intervenire il vecchio amico, Laurent Scheller, che un tempo esercitava la professione proprio come Thierry e poi l’aveva abbandonata per scrivere un libro e diventare una stella televisiva. Laurent conosce tante persone, Laurent, con il suo ruolo pubblico, puo’ battagliare in favore di Thierry. E infatti Laurent lo fa, sconsigliato dal suo avvocato, che peraltro lui paghera’ di tasca propria perche’ assuma la difesa dell’amico. Laurent si mette al volante, raggiunge la casa dei Salvaing nei dintorni di Parigi, addirittura si offre come sostituto di Thierry nell’ambulatorio, si reca in visita ai pazienti a casa, si accattiva la simpatia dei tre bambini dell’amico. E della moglie, ahime’.
“Il seme della colpa” e’ un piccolo libro denso che offre una lettura veloce, colma pero’ di spunti di riflessione. Il tema centrale e’ quello dell’eutanasia (a scanso equivoci chiariamo che il libro e’ stato pubblicato in Francia nel 2002, ben prima, quindi, delle polemiche del caso Eluana in Italia), ma, per parlarne, Christian Lehmann – medico generico lui stesso, oltre che scrittore e giornalista – sceglie due personaggi che sono l’uno l’antitesi dell’altro.
(segue Lehmann…)

_____________________________________
Hugues PaganQuelli che restano – Euro 8,00
_____________________________________
www milanonera com, 30.10.09
Una prostituta uccisa in modo ripugnante. A invocare giustizia e’ il suo magnaccia. E la chiede a Chess, un passato in polizia e un presente annegato nel jazz (che vola sull’intera storia come un unguento salvifico dell’anima e del corpo) e sommerso dal numero di bicchieri di rum che gli si fermano in mano. Chess, convinto che si possa ancora apprezzare ogni nuovo mattino grazie alla presenza di Dinah, poliziotta col peso di esserlo. A dirigere esistenze e intrecciare sorti, Parigi. Livida, annerita, capace di essere ancora maudit solo per il sangue che non impedisce di versare. Impotente di fronte alla criminalita’ piu’ odiosa. Quella della stessa polizia.
“Quelli che restano” suona come un’indimenticabile suite nero pece, improvvisata da una formazione che raccoglie Artie Shaw, Duke Ellington, Count Basie, Lester Young (a cui l’autore dedica un’autentica dichiarazione d’amore con la splendida pagina iniziale del romanzo). E con al microfono la voce da uccellino di Billie Holiday.
Hugues Pagan ci regala una storia che, piu’ che altro, e’ una session di prova che ben poco sale verso il mondo ultraterreno dove, chissa’, regneranno armonia e pace. Su questa terra i suoni sono leggermente diversi. La medesima dissonanza di “Dead End Blues”.
Chess si muove come al di la’ dell’Oceano fanno i miti dell’hard boiled (e non e’ un caso che il pensiero raggiunga Sam Spade, mentre “In fondo alla notte” il richiamo toccava Philip Marlowe). Ma con un carico di sofferenza interiore simulata in una continua ricerca della solitudine che lo porta piu’ a frequentare i bar dove puo’ incontrare l’Alack Sinner di Munoz y Sampayo.
(segue Pagan…)

_____________________________________
Carl HiaasenCrocodile Rock – Euro 17,50
_____________________________________
colpodifulmine-lovebooks, 19.2.09
Jack Tragger e’ un reporter di successo, o meglio lo era fino al momento in cui non ha pensato bene di dire all’arrogante editore del suo giornale la sua opinione su di lui. Ora vive relegato alla sezione necrologi, tenacemente deciso a non abbandonare il suo posto di lavoro, e nella speranza che il decesso di qualche persona famosa gli offra l’occasione per riscattare la propria carriera. L’opportunita’ sembra arrivare con la morte di Jimmy Stoma, leader della storica band Jimmy and the Slut Puppies. Jimmy, a meta’ strada tra un Kurt Cobain e un Jeff Buckley, e’ annegato durante un’immersione. Unici testimoni: la moglie e il tastierista della band, James Burns. La sparizione delle nuove registrazioni di Stoma, la frettolosa cremazione del corpo senza autopsia, le versioni contrastanti date dalla vedova – Cleo Rio, mediocre cantante in cerca di notorieta’ – e la relazione di questa con Loreal, gretto produttore discografico, spingono Jack a indagare.
(segue Hiaasen…)


Letto 1759 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart