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Lo stile di uno scrittore

20 Gennaio 2008

Mi piacerebbe confrontarmi con questo tema. Parlo dello stile di uno scrittore, ovviamente, anche se alcune delle cose che dirò potrebbero attagliarsi allo stile di vita, che ognuno dovrebbe avere, e forse ha, in modo inconsapevole.

Intanto occorre dire che quando si parla di stile nella scrittura, ci si riferisce a qualcosa che è innato, così come innato è il carattere di una persona. Un po’ come la calligrafia. E ciò che è innato ce lo portiamo dietro per sempre come nucleo centrale e principale della nostra evoluzione. Si può migliorare? Credo proprio di sì. E allora, mi permetto di indicare una strada, partendo da questa constatazione: sia quando parliamo, sia quando scriviamo, noi saremo sicuramente compresi da chi ci ascolta o da chi ci legge, se useremo un linguaggio semplice. A mano a mano che il nostro linguaggio si fa più complesso, noi, in realtà, operiamo una selezione in chi ci ascolta e in chi ci legge. Se questo è vero, torniamo allo scrittore. Non vi è dubbio che egli – come ogni artista, del resto – desidera essere letto e compreso dal maggior numero di lettori possibile. Dunque, la strada non può che essere quella della scelta di un linguaggio semplice, che significa la scelta di parole semplici e la scelta di una sintassi semplice. Se guardiamo alla letteratura passata, abbiamo la conferma di opere che si sono tramandate grazie al rispetto di questa regola elementare. Ciò vale per la prosa, ma anche per la poesia. Ovviamente, la semplicità non significa banalità: anzi, la scrittura semplice è quasi sempre un traguardo per ogni scrittore, e la si consegue dopo una lunga esperienza; essa è frutto di una fatica e di una intelligenza che eccedono la norma. Come ci si arriva? La lettura dei classici è un passaggio indispensabile. Attraverso di essa, si scoprono le difficoltà incontrate dall’autore del libro che si sta leggendo e le soluzioni stilistiche e di linguaggio scelte. Chiunque ami scrivere deve avere un percorso di letture che accompagni il suo cammino. Scrivere e leggere i maestri della letteratura procedono di pari passo.


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5 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 8 Marzo 2008 @ 18:24

    Condivido tutto quello che hai riportato, Bart.
    Non credi che, se c’è poca gente che legge, è perchè la maggior parte degli scrittori che vengono pubblicati è tortuosa, supponente e soporifera? Una volta nelle case editrici c’erano gli scrittori a selezionare il materiale da pubblicare. Hai idea che tipo di gente c’è adesso? Credo che siano grandi uomini che, nonostante la laurea appuntata al muro dell’ufficio, ignorano le tue sacrosante verità.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Marzo 2008 @ 21:16

    Come hai potuto vedere, Felice, sto pubblicando, a ragion veduta, nella sezione I Maestri, pagine di scrittori che hanno oltrepassato il loro tempo e che hanno dato molto.
    Questo ti dice già cosa ne penso del momento attuale. Si contano sulle dita di una mano gli scrittori che valgono. Ho sempre fatto il nome di Sgorlon, Abate e Nigro. Oggi aggiungo Cappelli. Il resto è ahimè inconsistente e caduco, per lo più. Ci sono amici che si dànno da fare, ma devono percorrere ancora molta strada.

    Hai scoperto il mio piccolo blog!
    Ciao.

  3. Commento by Felice Muolo — 9 Marzo 2008 @ 18:08

    Non illuderti di sfuggirmi, Bart: ti tengo il fiato sul collo. Anche se a fatica. Sei come Giulio Mozzi, una ne pensi e cento ne fai.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Marzo 2008 @ 18:35

    Desidero che il sito, con Le mie letture e con il materiale raro che pubblico e pubblicherò sulla rivista Parliamone, resti come una specie di Fondo a disposizione dei giovani e degli studenti in special modo.
    Non so se ce la farò in 3/4 anni a mettere a disposzione parte del materiale che possiedo. Mi sforzerò di farcela. Poi, gli anni, ahimé, mi cadranno addosso come una cappa di piombo…

    Fa piacere sapere che c’è qualcuno che mi insegue e non mi fa sentire solo in questo percorso complicato.

  5. Commento by Felice Muolo — 11 Marzo 2008 @ 17:51

    Il piacere è tutto di chi insegue, Bart!

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart