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STORIA: LUCCA: 20 dicembre: Bartolomeo Di Monaco: “Il Risorgimento visto da ‘Il Conciliatore’ toscano del 1849” – Marco Valerio Editore

19 Dicembre 2013

Nell’ambito della iniziativa assunta dal Museo del Risorgimento denominata “Un caffè con Garibaldi – i venerdì del Museo del Risorgimento nella Caffetteria di Palazzo Ducale, il 20 dicembre sarà presentato il libro di Bartolomeo Di Monaco: “Il Risorgimento visto da ‘Il Conciliatore’ toscano del 1849” – Marco Valerio Editore, 2011.
Questo il programma:

Ore 16, visita guidata al Museo del Risorgimento.
ore 17, presentazione del suddetto libro
Lettura di Sandra Tedeschi di alcune parti del testo.

Ingresso libero

Introduzione al libro:

La Prima guerra d’indipendenza ebbe praticamente inizio dopo le Cinque giornate di Milano del 18-22 marzo 1848, allorché il re di Sardegna Carlo Alberto dichiarò guerra all’Austria e il 23 marzo cinque divisioni passarono il fiume Ticino per andare incontro al feldmaresciallo Radetzky. Con Carlo Alberto si schierarono il Papa, il granduca Leopoldo II di Toscana e il re di Napoli. Iniziava così un periodo tormentato (l’esercito pontificio e l’esercito borbonico si sfilarono dall’alleanza, come più tardi Leopoldo II) con alterne fortune che ormai sono note grazie ai libri di storia (basti ricordare alcune battaglie: Pastrengo, Santa Lucia, Curtatone e Montanara, Coito, Vicenza, Custoza, Milano).
Il 1848 segnò quella che fu chiamata la prima campagna militare, che si concluse con la vittoria degli austriaci e la sottoscrizione, il 9 agosto a Vigevano, di una tregua, che già tutti prevedevano temporanea.

In questo periodo si annotano la fuga di Pio IX da Roma (24 novembre 1848) dove si insedia nel febbraio del 1849 la Repubblica Romana di Armellini, Mazzini e Saffi, e la fuga di Leopoldo II da Firenze il 30 gennaio per rifugiarsi su di una nave militare inglese e infine a Gaeta. Sono avvenimenti, questi, che già segnano il ritorno di un clima arroventato, che sfociò il 20 marzo nella rottura della tregua da parte di Carlo Alberto il cui esercito, però, subì una pesante sconfitta il 22 e 23 marzo a Novara, che lo costrinse ad abdicare in favore di Vittorio Emanuele II. La presente raccolta di alcuni articoli tratti da “Il Concilia-tore” toscano (di cui il lettore troverà notizie all’inizio del libro) comincia proprio con il numero del 1 aprile 1849, che porta un editoriale datato 31 marzo 1849.

Potremo seguire dunque, come accadessero oggi, gli avvenimenti più significativi: dall’entrata in guerra di Luigi Napoleone, che il 24 aprile 1849 inviò il generale Oudinot per abbattere la Repubblica romana (ciò che avvenne il 1 giugno), all’invasione di Firenze da parte dell’Austria, il 25 maggio 1849, le cui truppe erano guidate dal terribile lugotenente-feldmaresciallo Costan-tino d’Aspre (sue le efferatezze compiute nel Sacco di Livorno ai primi di maggio 1849). A Firenze, dopo la fuga di Leopoldo II si era costituita il 9 febbraio una Repubblica retta da un triunvirato composto da Guerrazzi, Montanelli (nonno del famoso giornalista) e Mazzoni, triunvirato sfociato poi nella dittatura di Guerrazzi proclamata il 27 marzo e infranta con una rivolta popolare il 12 aprile, che aprì la strada al ritorno del granduca, che avvenne il 28 luglio.
Leggeremo degli spostamenti di Garibaldi lungo la penisola, il viaggio verso l’esilio a Oporto di Carlo Alberto, e tanti altri episodi che ci trasporteranno e ci faranno rivivere quegli anni lontani.
Lessi questi articoli nella mia gioventù, ed oggi, che stiamo festeggiando i 150 anni dell’Unità d’Italia, non vedo occasione migliore per riproporli all’attenzione di tutti, e soprattutto dei giovani e degli studenti.


Letto 1870 volte.


1 commento

  1. Comment di zarina — 25 Dicembre 2013 @ 08:35

    Mi domando come sia possibile che in  epoche in cui non esisteva internet, i mezzi di cominicazione erano quello che erano, cioè zero,  il popolo riusciva comunque ad organizzare le rivoluzioni contro il potere.  Oggi con tutti gli strumenti che abbiamo,  che siamo tutti connessi tra di noi, non si riesce neppure a organizzare una manifestazione  unitaria di protesta. La “Rivoluzione” del 9 dicembre,  che pure era partita bene e aveva cominciato a destare qualche preoccupazione in alto loco,   è naufragata  miseramente. E’ stato un errore da parte del movimento di Ferro e Chiavegato ritirarsi  (si sono spaventati dall’inaspettata dimensione del fenomeno  o cos’altro?) dal partecipare il 18 dicembre alla “marcia”  su Roma.  Un’occasione persa per mettere un po’ di pepe sulla coda degli occupanti  abusivi e incostituzionali le sedi dei palazzi romani.

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart