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LUCCA: 26 novembre: Gianni Locchi: “Porto Franco”, Ed. Il Quadrifoglio

18 Novembre 2010

Venerdì 26 novembre 2010
alle ore 18,00
nei locali di Palazzo Tucci (g.c)
via Cesare Battisti, 13, Lucca
Luciano Luciani
presenta il romanzo storico di Gianni Locchi
Porto Franco
Ed. Il Quadrifoglio – Livorno
letture di Sandra Tedeschi

Siamo nella prima metà del Cinquecento. A Livorno, terra di frontiera e porto franco, s’incontrano un lui e una lei: si amano da subito, perdutamente. Ma c’è un cattivo che vorrebbe godersi le grazie della bella giovane e, per farla sua, la imprigiona… Non mancano, però, i buoni che aiutano l’innamorato a salvare l’amata, brigantia, sbirri, lotte di religione e invasione di stranieri e, per fortuna, un grande evento che aiuta a sbrogliare l’intricata matassa. Insomma, le somiglianze con I promessi sposi non sono piccole né poche. Invece, non è così perché Manzoni non avrebbe mai potuto ambientare il suo romanzo a Livorno, dove niente e nessuno è abbastanza serio e importante. Inoltre, invece di prendersi la briga di andare a risciacquare i panni in Arno, l’Autore s’è accontentato dello Scolmatore, canale che a quel fiume volta le spalle per tuffarsi nel mare di Livorno. Insomma, la sua, come potrete leggere, è davvero tutta un’altra storia.

Gianni Locchi è nato a Lucca nel 1936. Dopo aver lavorato a lungo in Italia e all’estero come amministratore, si è dedicato alla scrittura. Ha già pubblicato La promozione, Mpi, Lucca 2001, Quels Juifs, Numilog, Bagneux – Paris, 2005. In questi ultimi anni si è impegnato soprattutto nella elaborazione di testi teatrali di contenuto storico-religioso, in francese e in italiano, rappresentati o in via di rappresentazione (cfr: Locchi.centerblog.net). Vive, pensa e scrive a Livorno.

 Alla fine un amichevole buffet


Letto 3107 volte.


4 Comments

  1. Comment di Andrea — 21 Gennaio 2011 @ 18:30

    Sto leggendo questo libro e non so se continuerò a farlo!

    L’intero romanzo si basa su errori storici clamorosi!!!!!

    La prima legge livornina é del 1591, nel romanzo si cita il 1421 e gli episodi principali si basano sull’iimigrazione tipica che la stessa causò al tempo di Galileo cento anni prima!

    Tutto é sbagliato, tutto é irreale; addirittura si cita l’incontro clandestino di un ebreo cacciato via dalla spagna da isabella a fine 15° secolo che veniva a livorno a vivere sfruttando le livornine con una nobile signora in provincia di lucca…..

    Quando a livorno vennero si gli ebrei, ma di terza generazione di quelli mandati via dalla cattolicissima isabella !

    Vergogna, scrivere un romanzo storico con questi presupposti é da perfetti ignoranti.

     

    Andrea Manni

    ( Elettricista)

  2. Comment di Andrea — 3 Febbraio 2011 @ 18:10

    A distanza di qualche giorno provo a spiegare meglio i clamorosi errori del libro!

    Il racconto comincia con un ragazzo di nome Guccio che scopre di essere un corno fatto dalla madre in età giovanile; la madre, in viaggio verso Montecarlo di Lucca si ferma ad una locanda e conosce un ebreo bellissimo in fuga dalla Spagna e diretto a Livorno.

    Il tizio in questione spiega alla cornificante che lui é di origine nobile ma é stato spodestato da tutto a seguito dell’editto di espulsione dei reali spagnoli nei confronti degli ebrei nel 1492 e che vuole rifugiarsi a Livorno perchè li vigono le “Livornine”, ovvero leggi che garantiscono immunità a diverse etnie ,religioni e condannati di vario genere;

    La donna ammagliata dall’individuo colto e gentile ci va a letto e concepisce Guccio…

    E qui comincia il romanzo!

    Peccato che un episodio così nella realtà non sarebbe mai potuto accadere!

    Cominciamo col dire che gli Ebrei cacciati da isabella ( sefarditi) ,non vennero mai a Livorno  perchè le livornine vennero emanate 100 anni dopo.

    Gli ebrei cacciati dalla spagna si rifugiarono in Portogallo e vennero quasi tutti convertiti a forza, cambiando anche cognome( cristianizzato) ed i loro eredi vennero a livorno, con le leggi livornine, in terza generazione nel 1600 inoltrato.

    In tutto il romanzo si parla delle livornine e dei loro effetti, tipo l’affluenza di varie popolazioni perseguitate e dei vari avanzi di galera che vennero ad abitare a livorno e diversi episodi del libro nascono proprio da queste “basi ambientali”! peccato però che il romanzo é ambientato agli inizi del 1500 e la prima livornina é stata emanata nel 1591!!!

    L’autore si é confuso di circa 150 anni.

    Tralasciando questo particolare non da poco, nel romanzo risalgono scazzottate alla Bud Spencer , libertinaggi clamorosi che nel 1500 non sarebbero mai avvenuti ed allegre mangiate di prosciutto dolce e pappardelle di mare e verdurine di contorno!

    Insomma, l’ho trovato in uno scaffale di storia di livorno, farebbero meglio a metterlo accanto al vernacoliere……….

  3. Comment di Gianni Locchi — 15 Maggio 2012 @ 23:36

    Gentile sig. Andrea,
    Mi scuso di rispondere con tanto ritardo ma sono vecchio e non ho dimestichezza con Internet. Su questo blog e sul suo commento ci mi ci sono trovato come per caso.
    Grazie di aver letto tutto il libro, grazie per l’accostamento col Vernacoliere. Ma é sicuro che il cinquecento sia stato un secolo tanto castigato? Boccaccio aveva appena finito di scrivere il Decamerone, Machiavelli scrive la Mandragola, e tutti fanno un gran parlare di Papa Alessandro VI Borgia che va a letto con la figlia. Infine mi ricordo d’aver letto che il termine “Livornine” fosse all’inizio una denominazione popolare generica già adottata all’epoca della Repubblica di Firenze per tutte le leggi tendenti a liberalizzaie il Porto di Livorno. Comunque ha ragione, non é un libro storico,  d’altronde i miei studi sono stati fino all’andata in pensione solo e rigorosamente giuridici. I riferimenti storici presenti nel romanzo dovevano servire a creare un sfondo alla vicenda. Ho cominciato da poco a studiare la storia più seriamente, in funzione del mio ultimo libro “Sono i Palestinesi i veri ebrei”. Se Le interessa gliene posso inviare una copia.
    Cordiali saluti
    Gianni Locchi

     

  4. Comment di Andrea Manni — 4 Giugno 2012 @ 23:00

    Il Decamerone é del ‘300 ( anche perchè Boccaccio é morto nel 1375 ).

    Il ‘500 é stato sicuramente un secolo meno pudico del precedente, ma sicuramente non era il periodo ” sessantottino” che a volte si intravede nella lettura del suo libro…..

    Durante le repubbliche fiorentine, non sono mai state emanate leggi che favorivano l’immigrazione a Livorno o atte a migliorare la sua situazione commerciale-portuale.

    Il termine Livornine non é del XVI secolo ma molto più recente, perchè all’epoca, le leggi, o costituzione Livornina , venivano chiamate  ” Bandi di popolamento”.

     

    Va bene che si occupava di giurisprudenza, ma se uno si mette a scrivere qualche storia ambientata nel passato ( che comunque in letteratura si chiama romanzo storico ), sarebbe bene documentarsi!!

     

    Allora domani, mi metto a scrivere un romanzo ambientato durante la campagna di Russia Napoleonica con protagonisti i Bolscevichi , Lenin , Stalin ed il suo grande amico Trozky…….     tanto faccio l’elettricista posso permettermelo!!

    Oppure una bella storia d’amore ambientata nel ‘700 tra un Nazista delle S.S ed una cortigiana di Luigi XV….

    Spero non si offenda ma un Livornese le avrebbe detto ” Bevi meno Ponci!!!!!”

    Saluti

     

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Bart