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MUSICA: Giuseppe Maria Puppo

9 Dicembre 2007

di Stelvio Mestrovich

[Alcune pubblicazioni di Stelvio Mestrovich: “Appunti di archeologia musicale”, Pagnini, 2002, “Il caso Palinuro”, Pagnini, 2003, “Venezia rosso sangue”, Flaccovio, 2004, “Delitto in casa Goldoni”, Carabba, 2007]

Sfido la maggior parte dei lucchesi a dirmi chi fu Giuseppe Maria Puppo. Oddio, già è difficile ottenere risultati positivi con Alfredo Catalani che di popolarità ne ha avuto certamente di più.

Eppure, sebbene finito nell’oblìo, anche nella città natale, il suo nome nella storia della Musica lo ha lasciato, eccome!
Puppo fu violinista e compositore.
Nato a Lucca il 12 giugno 1749, allievo prima di Fortini e poi di Carcajus al Conservatorio S.Onofrio di Napoli, nel 1768 successe a Manfredi nell’incarico di direttore d’orchestra a Lucca. Poi iniziò una serie di fortunatissime tournées concertistiche a Parigi, in Spagna, a Lisbona e infine a Londra per qualche anno.
Nel 1784 si stabilì a Parigi e vi rimase per ventisette anni, primo violino e chef d’orchestre fino al 1790 al Thèatre de Monsieur su nomina del compositore di Fontanetto Po Giovanni Battista Viotti, quindi al Feydeau e al Théatre de la République.
Il Thèatre de Monsieur fu aperto da Viotti, in veste di impresario teatrale, e da Léonard Autié, primo parrucchiere della Regina. Fu patrocinato dal fratello cadetto di Luigi XVI, il Conte di Provenza. E fu inaugurato nel gennaio 1789 con “Le vicende amorose” del compositore di Altamura Giacomo Tritto, libretto di P.A.Timido, e “La serva padrona” di Pergolesi.

Fayolle raccontò questo episodio: “Quando Viotti si trovava con Puppo, di cui apprezzava il talento violinistico, era ancora più malizioso di lui. Sapeva che il nostro Lucchese si vantava ovunque di essere allievo di Giuseppe Tartini, e invece non lo era affatto. Viotti allora pregava M.Lahoussaye, vero allievo del compositore di Pirano d’Istria, di suonare alla maniera del suo maestro, in presenza di Puppo e diceva a costui: Amico mio, ascolta attentamente Lahoussaye, e avrai un’idea del suono di Tartini.
Per un po’ di tempo Puppo si dette all’insegnamento privato e alla composizione.
A Parigi pubblicò 2 concerti per violino e orchestra, 3 duetti per 2 violini, 6 Fantasies per violino (poi trascritte per pianoforte) e 8 études.
Lasciata la famiglia, tornò a Napoli nel 1811, dove fu primo violino e secondo direttore al Teatro San Carlo sino al 1817.
Ridotto in miseria, si trasferì a Lucca. Abbandonò la città natale per Pontremoli dove visse a stento impartendo lezioni di violino.
L’ultima tappa della sua vita fu Firenze dove, nel 1826, grazie a E.Taylor, fu ricoverato in un ospizio.
Morì il 19 aprile 1827.


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3 Comments

  1. Commento by Sergio — 9 Dicembre 2007 @ 11:36

    Sono un Lucchese che vive a Lugo di Ravenna da tanti anni.
    Voglio fare i miei complimenti a Stelvio Mestrovich, che di lucchese deve avere poco dato il cognome, per avere portato alla ribalta diversi miei concittadini del 700 e dell’800(Gastone Boccherini, Betti, Catalani, Bonaccorsi e altri) non ultimo questo Giuseppe Maria Puppo, colmando una lacuna davvero vergognosa.
    Bravo! Continua su questa strada.

  2. Commento by Maria — 10 Dicembre 2007 @ 11:56

    Mi chiamo Maria. Abito e vivo a Udine.
    Leggo sempre con piacere Stelvio Mestrovich, sia come autore di gialli sia come musicologo e musicofilo.
    E’ un grande studioso della storia della Musica del 700 e dell’800. Con una lodevole prerogativa in più: quella di dedicare i suoi maggiori sforzi alla riscoperta di tesori musicali nascosti dalla polvere dei secoli e dall’ignoranza delle ‘umane genti’.
    Qualcuno, prima o poi, gliene sarà riconoscente?

  3. Commento by Stelvio Mestrovich — 10 Dicembre 2007 @ 16:36

    Rispondo ai due commenti degli amici Maria e Sergio.
    Voglio ringraziarli delle loro parole di stima nei miei confronti e di lode in ciò che scrivo.
    Raddoppierò il mio impegno di archeologo musicale, setacciando gli italici terreni al fine di riportare alla luce ‘reperti’ di indubbio valore e di restituirli al loro splendore.

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