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MUSICA: IN A SENTIMENTAL MOOD

17 Maggio 2010

di Mauro Cristofani
(La sua galleria di quadri qui)

(un concerto immaginario di Emiliano Loconsolo)

     Sera, la strada ora porta sicuramente alla mèta, chissà dove chissà quando, fra poco o fra un milione di anni. Ma questo è il luogo, forse La Taverna Dei Sette Peccati o forse L’Angelo Blu non importa. Quel che è certo che fra poco apparirà lei, Marlene, e io professor Unrath impazzirò ancora una volta sentendola intonare Da Capo A Piedi Sono Orientata All’Amore, e lo farà solo per me. Emiliano canta ed è tante voci insieme in un climax senza dimensione né profondità, e sono acrobazie fonetiche e temporali, vette su cui s’inerpica la mia immaginazione e terreni scivolosi su cui planare spensieratamente, pianure immense dove spaziare senza fine….

     Café Carlyle di New York, c’è Woody con la sua Jazz Band che m’inondano con vecchi standards, inebriandomi. Quando attaccano My Old Kentucky Home provo un brivido di strana nostalgia, quella che fa male perché morde il cuore a tradimento. Vecchio caro Woody ti sei scelto un passatempo easy e distensivo che ti ritempra  fra un ciak e l’altro, ma Tracy è sempre là e ti aspetta, e tu correrai da lei sulle note della Rapsodia In Blu aumentando il pathos. Non correre vecchio Allen, sai che lei sarà sempre là, è un fermo-immagine e non partirà mai, e tu arriverai un minuto prima che la porta s’apra perché il cinema è magìa e realizza i desideri dei suoi eroi ma soprattutto i nostri sogni…

     La voce evocatrice di Emiliano trasforma ora il suo gilé in un abito di raso nero che nasconde curve sinuose, l’atomica esplosiva canta Put The Blame On Mame sfilandosi un guanto in un gesto masturbatorio e provocante. Non t’arrabbiare Johnny, ama te, vuol solo farti ingelosire per regalare un tuo schiaffo alla movie-eternità. Oh incantatrice, good bad girl imperante nell’immaginario post-bellico, Amado Mio imprendibile e di sempre nella sala buia t’ho sognato seduto sul bancone della bisca di Ballin, suonavi la chitarra e languidamente cantavi Love Me Forever And Let Forever Begin Tonight…

     Canta Emiliano, alimenta la mia oramai sfrenata fantasia approdando a lidi lontani ed improbabili come Casablanca, dove al Rick’s CafĂ© Americain il vecchio fedele Sam suona per Ilsa  facendola morire di rimpianto e nostalgia. Ah il bel tempo di Parigi che non torna piĂą, quando ballavamo stretti al suono di Perfidia e i rumori di guerra erano forti come i bĂ ttiti del cuore, quanto eravamo felici e innamorati. Ci ritroviamo qui uno di fronte all’altro, per un attimo nemici e invece devastati dall’amore, meravigliose ombre in bianco e nero consumate dagli sguardi dei Sognatori nel buio, Ilsa e Rick come due Fate Morgana sfuggenti nelle esistenze deserte. You Must Remember This, A Kiss Is Just A Kiss, A sigh Is Just A Sigh, The Fundamental Things Apply As Time Goes By…

     Emiliano, The Song Is You. Voce che saltella agile sul pentagramma, che resta appesa un filo senza spezzarsi mai, che cammina sicura su una corda tesa fra vertigini immense. Stanco di cantare, con una piroetta acrobatica  Emiliano si fa tromba struggente di Chet Baker, oh melanconia di When Your Lover Has Gone oh dolcissima My Funny Valentine oh  Tenderly stillante di note come lacrime di gioia, non c’è confine stasera allo spleen. Sprezzante sorso di gin e sigaretta drogata, bel giovanotto col ciuffo che giaci affidando alla notte i tuoi sogni più oscuri e splendenti d’ un paradiso artificiale…

     Emiliano conosce bene i classic singers, è cresciuto con buone maniere e ottime compagnie musicali. Tipo Sinatra e The Lady Is A Tramp, Barbra Streisand e The Way We Were, Vic Damone e An Affair To Remember, Dinah Washington e Blue Gardenia. E ci giurerei che almeno per una sera è rimasto a lungo ad ascoltare Audrey Hepburn con chitarra che di lassù dal balcone sussurrava dolcissima Moon River Wider Than A Mile, I’m Crossing You In Style Some Day, Oh Dream Maker, You Heart Breaker. Sicuramente si è anche immaginato almeno per un momento di essere nei panni de Sally Bowles e di attaccare con voce accorata nella luce abbagliante d’un occhio di bue tutto per sé Maybe This Time, mentre Joel Grey beffardo le fa eco All Is Cabaret Is Cabaret…

     Emiliano s’è pasciuto di perle di soundtracks, la voce di Al Bowlly e It’s All Forgotten Now dal gran gala finale nell’ Overlook Hotel kubrickiano, quella di Marilyn e I Wanna Be Loved By You di A Qualcuno Piace Caldo, quella di Eddie Karam che come un’eco risuona nella piovosa e sovrappopolata Los Angeles futuribile e così attuale, One More Kiss Dear One More Kiss, prima che ci sfiori per un attimo l’eternità…
      Emiliano, voce alfine affaticata nel Midnight Mood , io Perdido nel capire All The Things You Are.

     Grazie, dalla prima all’ultima nota grazie, hai indicato stasera una mèta allo sperso viandante. Grazie  per The Shadow Of Your Smile, per  The Touch Of Your Lips.  Con la tua musica e te, ho volato nel My Blue Heaven preferito e ora…I’m In The Mood For Love.

Salutato dalla critica come un’autentica promessa nel canto jazz, Emiliano Loconsolo (www.emilianoloconsolo.com ) ha lavorato con musicisti high-standard del panorama internazionale. Di origine milanese, Emiliano è considerato uno dei più suggestivi e singolari vocalist emergenti del panorama italiano. Alle sue interpretazioni jazz ha aggiunto un repertorio vasto e affascinante che include classici dell’American Songbook, Villanelle, arie del sei-settecento italiano e contemporary art songs. Nel 2002, ha ricevuto negli Stati Uniti il Berklee College of Music’s International Best Talent Scholarship e ha conseguito il diploma di conservatorio presso il New England Conservatory di Boston con specializzazione in Jazz Performance.  


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart