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PITTURA: I MAESTRI: Tiepolo tra barocco rococò

5 Febbraio 2019

di Rodolfo Pallucchini
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 26 settembre 1968]

Rivedere a distanza di tem¬≠po un capolavoro dell’arte fi¬≠gurativa o rileggerne uno lette¬≠rario costituisce sempre un’av¬≠ventura che affrontiamo non senza esitazione. Con il passare del tempo tante nostre idee possono mutare, seguendo lo svolgimento del gusto.

Per la terza volta mi recavo a W√ľrzburg, in Baviera, per ri¬≠vedere la Residenza Arcivescovile edificata da Balthasar Neu¬≠mann ed affrescata da Giam¬≠battista Tiepolo. Se il ricordo della prima visita, anteguerra, mi appariva sfuocato, quello del mio ritorno una dozzina d’anni fa era molto pi√Ļ vivo: anche perch√© si era concretato nelle pagine dedicate a tale impresa del Tiepolo nella mia ¬ę Storia della pittura veneziana del Settecento ¬Ľ.

Il giorno precedente ero ri¬≠salito, nella vallata del Meno, fino al Santuario del Vierzehnheiligen, che si pu√≤ considerare una delle opere fondamentali del Neumann, anche se non in¬≠teramente eseguito sotto la sua direzione e secondo i suoi pro¬≠getti. Uno degli effetti pi√Ļ nuo¬≠vi e calcolati del tempio √® quel¬≠lo del contrasto tra l’esterno di pietra locale, pi√Ļ calda del tra¬≠vertino romano, d’una severit√† maestosa nonostante il movi¬≠mento borrominiano della fac¬≠ciata stretta fra i due campa¬≠nili, e l’interno, dove la luce traboccante sembra esalti il candore delle superf√¨ci, che si sno¬≠dano e si interrompono nel gio¬≠co di elissi, contrappuntate dal¬≠le guarnizioni rocaille a stucchi dorati. Un tale contrasto valo¬≠rizza in senso rococ√≤ quell’esplosione di luce che rende dina¬≠mica, con effetti che in musica ha ottenuto solo il Vivaldi, la spazialit√† interna del tempio.

Solo dopo aver intuito, nel Santuario di Vierzehnheiligen la genialit√† in chiave rococ√≤ del Neumann, ho afferrato tutta la complessit√† del discorso archi¬≠tettonico da lui realizzato, in venticinque anni di lavoro, nel¬≠la Residenza di W√ľrzburg. Che gli Sch√∂nborn, a cui si deve l’iniziativa della costruzione, avessero l’ambizione di rivaleg¬≠giare con Versailles √® probabile: sta di fatto che i risultati ot¬≠tenuti dal Neumann e dai suoi collaboratori, fra i quali il von Hildenbrandt, sono assoluta¬≠mente nuovi ed originali.

Anche a W√ľrzburg il Neumann gioca sulla poetica dei contrasti : l’esterno dell’immenso palazzo √® caratterizzato da una auste¬≠rit√†, non senza licenze, dove gli accenti berniniani e borrominiani sono accordati con una scioltezza barocca.

Dall’atrio tenuto basso, e frammentato in piccole volte sostenute da colonne, si accede al trionfale scalone a doppia rampa; esso conduce il visita¬≠tore verso l’illusione di un mon¬≠do di fantasiose immagini, evo¬≠cato dal Tiepolo nel soffitto a volta.

Un ¬ęandante maestoso¬Ľ √® il tono di questo immenso am¬≠biente in cui si snoda lo sca¬≠lone, mentre tutt’attorno gira una balconata che permette di partecipare, da tutti i punti di vista, all’evocazione pittorica dei quattro continenti, che si svolge sui bordi del cornicione. La posizione dello scalone nel contesto del palazzo comporta, per via di alcune finestre al pri¬≠mo piano, una illuminazione di¬≠screta.

Il Tiepolo ha calcolato la quantit√† di luce che aveva a disposizione, rinforzando l’or¬≠chestrazione cromatica delle fi¬≠gure disposte sul cornicione e delle nuvolaglie calde nella zo¬≠na centrale, sulle quali si sca¬≠lano i rappresentanti dell’Olim¬≠po. Direi che nello scalone pre¬≠dominano dei valori architet¬≠tonici ancora barocchi, e che la decorazione tiepolesca ha rispet¬≠tato questa enfasi nobilissima, senza tentare nel ciclo una trasparenza illusiva che la luce reale dell’ambiente non era in grado di reggere. Ma subito il visitatore, appena passata la so¬≠glia per entrare nella sala ¬ę bianca ¬Ľ, √® sorpreso dalla chia¬≠rit√† delle pareti, decorate se¬≠condo le flessuose rocailles a stucco del ticinese Giuseppe An¬≠tonio Bossi: un fare ilare, da ¬ę minuetto ¬Ľ, che rincorre da parete a parete e che sembra l’invito ad entrare nella grande sala rettangolare dagli angoli smussati prospiciente il bellis¬≠simo parco, detta la ¬ę Kaisersaal ¬Ľ.

Questo ambiente si raccorda, oltre il cornicione, al soffitto altissimo per mezzo di vele; tra le vele s’incuneano spicchi con finestre ovali, che immettono una \luce piena e vibrante a completamento delle grandi sor¬≠genti luminose, costituite dai finestrati che si aprono sul par¬≠co. Sopra il cornicione, nei due lati minori del salone, putti di stucco sollevano i tendaggi mo¬≠dellati anch’essi nello stucco fa¬≠cendoci assistere, come da una cavea, alla rappresentazione di due episodi storici, le ¬ęNozze del Barbarossa ¬Ľ e l’¬ę Investitu¬≠ra del Vescovo Aroldo¬Ľ: due rappresentazioni condotte nei modi del Veronese, ma con il brio tiepolesco. Nel soffitto ova¬≠le, sostenuto dalle immense ve¬≠le, il Tiepolo ha spalancato un ciclo che, negli effetti di nu¬≠volaglie scalate e sovrapposte, da alla sala l’illusione dello spazio aperto ¬ę ad infinitum ¬Ľ.

Come a Vierzehnheiligen il Neumann ha calcolato il con¬≠trasto tra l’esterno sobrio e maestoso del palazzo e questo spazio interno, inondato di luce, innervato nel gioco delle rocail¬≠les dorate che si rincorrono, segmentando ancor di pi√Ļ quel¬≠lo spazio con l’intensit√† di un ¬ęallegretto¬Ľ; ma, a differenza del Santuario, qui gli effetti sono pi√Ļ complessi, modulati nei vari passaggi di ambiente, soprattutto nel contrasto tra il passo barocco dello scalone e il fremito rococ√≤ della Kaisersaal.

Il Tiepolo, che ha iniziato la sua attivit√† cominciando dal¬≠la decorazione di questo am¬≠biente, commissionatagli dal Principe Vescovo Carlo Filippo di Greiffenclau, ha compreso appieno il linguaggio architet¬≠tonico del Neumann, alleggeren¬≠do e schiarendo negli episodi laterali il pi√Ļ possibile il colore, quasi pi√Ļ del Veronese, crean¬≠do il soffitto pi√Ļ audacemente luminoso di tutta la sua carriera.

Quasi unica, nell’et√† barocca, l’unit√† raggiunta a W√ľrzburg tra pittura, architettura e deco¬≠razione plastica: una legata al¬≠l’altra in una interdipendenza pienamente orchestrata in sen¬≠so decorativo. Il Tiepolo intu√¨ quale occasione gli si presenta¬≠va decorando il salone del Neu¬≠mann: nel soffitto con l’alle¬≠goria delle ¬ę Nozze ¬Ľ egli raggiunse un ritmo cos√¨ vibrante e mosso che veramente sembra contrappuntato negli svolazzi delle cornici. Il pittore, abitua¬≠to in patria alle quadrature di gusto emiliano, s’affid√≤ con en¬≠tusiasmo al gioco eccitante del¬≠la decorazione rococ√≤, tanto da non creare un limite preciso al¬≠l’evocazione del ciclo aperto, fa¬≠cendone traboccare gli elementi in qualche punto delle zone sottostanti, con effetti illusori e divertenti. Ed ha insistito in questo gioco delle illusioni evo¬≠cando, sull’orlo del cornicione, figure decorative, per lo pi√Ļ realizzate dal figlio Domenico, che negli spicchi aperti condu¬≠centi alle finestre sporgono, ri¬≠tagliate in legno; dentro le nic¬≠chie, che si aprono nelle pareti minori del salone, alcune statue di stucco di divinit√† sembrano modellate dal Bossi su suoi disegni.

Gli studi sul barocco e sul rococ√≤ si sono infittiti in que¬≠sti ultimi anni, rivalutando una sensibilit√† che va intesa nel suo complesso, nell’interdipendenza di vari mezzi espressivi rivolti ad un solo fine, orchestrato nell’interezza di una struttura for¬≠male spettacolare ed illusiva, direi l’ultima vampata irrazio¬≠nale del barocco trasformato in rococ√≤, subito contraddetto dal¬≠l’illuminismo neoclassico.

Una decina d’anni pi√Ļ tardi il Tiepolo, chiamato a Madrid ad illustrare i fasti della monarchia spagnola, avvertir√† che il nuovo astro del gusto √® il neoclassico Mengs. Solo il Goya riuscir√† ancora a comprendere il Tiepolo, ma in tutt’altro senso.

 


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Bart