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ROMA: Ettore Frani e Leonardo Bonetti dal 19 marzo al 30 aprile

15 Marzo 2010

                                                                                                                                            Dal 19 marzo al 30 aprile 2010

Ettore Frani  Elegia
con le poesie di Leonardo Bonetti
Roma
GALLERIA MANIERO
Via Dell’Arancio 79 (00186)
+39 0668807116 (info), +39 0668807116 (fax)
galleriamaniero@fastwebnet.it
www.galleriamaniero.it
orario: da martedì a sabato dalle 16 alle 20
biglietti: ingresso libero
vernissage: 19 marzo 2010 ore 18.30
autore: Ettore Frani
genere: arte contemporanea, personale

La Galleria Maniero presenta Elegia, una selezione di opere di Ettore Frani in cui la pittura si apre ad un dialogo silenzioso con la parola poetica di Leonardo Bonetti.

Sulla sterile superficie bianco-laccata del mdf, Frani opera una paziente stratificazione di velature con l‚Äôuso esclusivo di nero e olio di lino. Prendono forma luoghi desertici e liminali che trattengono in bilico sulla soglia, in una continua sospensione tra profondit√† e superficie. Alcune opere, la cui ‚Äėpelle‚Äô trasuda umori, tracce, impronte di un rimosso sconosciuto, vengono a volte scalfite dall‚Äôartista che lascia riaffiorare il bianco del supporto. L‚Äôimmagine dipinta ne esce cos√¨ sacrificata, bucata o viceversa, in altre opere, negata sotto una fitta coltre di nero. Da queste alchimie, ossidate e riscaldate dal tempo, ecco un‚Äôinattesa ‚Äėfioritura‚Äô nella poetica di Frani: perturbanti fiori che pendono inafferrabili, le¬†Elegia¬†e¬†Rosa di Nulla. Lo sguardo meduseo scolpisce l‚Äôeternit√† nel trascorrere del tempo attraverso questi esili corpi scorticati, che nella grazia della loro pesante leggerezza cristallizzano la luce di un attimo, gettando la propria ingannevole ombra sulla superficie. Sono custodi d‚Äôattesa, orfani esiliati e recisi, sradicati dal loro mondo e definitivamente sospesi sull‚Äôinfinito della lontananza. Come feticci, dalla funzione apotropaica, rimandano continuamente di l√† da se stessi a qualcosa che non potr√† mai essere afferrato o posseduto, intimi ed estranei al luogo in cui dimorano. Da queste figure, che sembrano voler alludere alla condizione esistenziale dell‚Äôuomo, emerge, silenzioso, il senso religioso-sacrale della pittura di Frani, cos√¨ come nelle opere¬†Colloquium¬†e¬†Tentativo di ascensione.¬†Infine, nel trittico¬†Rosa di nulla,¬†l‚Äôartista abbandona la profondit√† del paesaggio. Attraverso l‚Äôinganno della pittura e l‚Äôausilio del bianco acrilico egli fa emergere, dietro rose appassite, consunte tele, simulando superficie su superficie.

Impreziosiscono l‚Äôesposizione le tre poesie composte da Leonardo Bonetti ed ispirate, non solo ad alcune delle opere in mostra, ma pi√Ļ in generale all‚Äôultimo periodo di ricerca di Frani. Queste sembrano voler indagare tre aspetti molto profondi della sua pittura. Emerge, secondo Bonetti, una tripartizione involontaria: le tre liriche sottolineano gli aspetti complementari delle opere. L‚Äôuna si sofferma sullo sfondo, sul bianco, sull’attesa, sull’assenza; l‚Äôaltra sul fiore, o parte di esso, nel suo rapporto di ombre con il fondo che lo accoglie; l‚Äôultima, sull‚Äôocchio interno al mondo pittorico di Frani che lo stesso Bonetti definisce ‚Äúun‚Äôisola-sguardo‚ÄĚ, come presenza umana interna al mondo rappresentato nelle opere. La voce del poeta intesse, con il filo puro della parola lirica, un¬†colloquium¬†vivo con l‚Äôopera pittorica per attraversare il silenzio e restare sospesi in un momento di infinita attesa.

Elegia è il canto malinconico e compassionevole di un coro a due voci.  (Paola Feraiorni)            

Ettore Frani è nato a Termoli (CB) nel 1978, vive e lavora a Roma.
Dal 1998 espone in personali e collettive in numerose gallerie  e musei italiani.
Ha iniziato dal 2004 una collaborazione con Leonardo Bonetti (1963, autore e compositore) realizzando gli artworks degli ultimi due album degli Arpia, di cui Bonetti √® uno dei fondatori e, nel 2009, la copertina del suo primo romanzo dal titolo¬†‚ÄėRacconto d‚Äôinverno‚Äô, Marietti¬†1820.


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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart