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ROMA: 1 giugno: Presentazione “Lo Strazio” di Maria Antonietta Pinna

24 Maggio 2013

1 GIUGNO: PRESENTAZIONE LIBRO LO STRAZIO DI MARIA ANTONIETTA PINNA, PRESSO VRADIA LIBRERIA ESOTERICA, VIA BELLEGRA 34, 00171, ROMA.

SARANNO PRESENTI:
L’AUTORE MARIA ANTONIETTA PINNA
L’ARTISTA GRAZIANO CECCHINI
… LO SCRITTORE MARIO LOZZI
MARCO SAYA EDITORE

ORE 19,00

SINOSSI:

C’è chi ritiene che la poesia sia destinata agli animi istericamente ipersensibili, figli di una natura sdolcinata con spiccate tendenze romantiche. Niente di piĂą falso. Attraverso l’immaginazione poetica è possibile costruire effetti ironici, drammatici e sanguinosi. Alla fine lo scopo è quello di creare sensazioni e trasmetterle sulla carta. Non è detto che queste sensazioni debbano consistere in uccellini che cantano o in profumate rose che sbocciano al centro di meravigliosi giardini. Non troverete niente di tutto questo ne Lo strazio. Del resto, il titolo stesso è indicativo a questo proposito. Le rose sono infestate dai parassiti, i frutti corrosi dai vermi, gli uomini sono soli, tormentati da se stessi, dubbiosi, omertosi, infami, venali, sadici, minchioni o indiscutibilmente morti. E le donne? Algide e irraggiungibili dame? No. Spie, povere peripatetiche, madri castranti, astute spennagrulli, avvelenatrici, spose fedifraghe o stucchevoli, a seconda dei gusti. Gli animali? Sì, gli animali ci sono, c’è un adèspoto cane di strada pieno di pulci, un onagro come sottoprodotto delle nostre perfette istituzioni scolastiche … Uhm, ah, sì! C’è anche un maiale, un lupo e una volpe, ma sono soltanto metafore di mali intollerabili. Poi ci sono tre mosche. Simboleggiano in un pugno, la quintessenza del nulla. Credetemi, non c’è niente che sia perfetto.Visualizza altro.



Immaginiamo una gabbia con un passerotto dentro. L’animale non ha le chiavi per uscire, ma vorrebbe prendere il volo. Cerca soluzioni. Inizialmente sbatte le ali e la testa contro le sbarre. Ma l’evidenza satanica della loro forza gli impedisce di vincere. Le sbarre, fredde e dure non si spaccheranno sotto il peso del suo corpo per concedergli l’agognata libertà. Il passerotto è solo. Ogni tanto presenze si agitano attorno alla gabbia, ma si guardano bene dall’aiutarlo ad uscire. Il povero uccello grida. Non è negli altri che troverà l’essenza della libertà. Appena capisce questo si calma. Smette di frullare le ali, si liscia le piume, si mette un paio di occhiali da passero, si siede e comincia a leggere. Le sbarre della gabbia non si aprono, però l’uccello viaggia e conosce cose di cui mai avrebbe sospettato l’esistenza, pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, egli apprende che se il corpo è prigioniero perché è fortemente limitato dalla materia, dalle circostanze e sfavorevoli congiunture, la mente ha un valore superiore. Può essere libera e mai rassegnata alla prigionia. “Lo strazio” nasce in un clima di forzata reclusione in una stanza d’ospedale. Nasce per caso, per ingannare il logorante ticchettio di una sveglia dozzinale appesa alla parete. Invano vi sforzerete di trovarvi fiori, colori, immagini rievocanti felici idilli e fresche primavere, perché questa raccolta è la poesia del verme, della terra, della luna che cade, del marcio svelato, della nausea del dogma, del rifiuto del buon senso di matrice catto-borghese. Questa raccolta nasce e si esaurisce nella galoppante e pulsante visione di flash evocanti spesse negatività, oscure pulsioni, giochi psicologici di logorante e perinatale evidenza. Il passero chiude il libro, tira fuori la chiave da sotto un’ala, apre la porta e vola. La vera libertà è quella del pensiero. Un corpo in catene con una mente in catene è morto, un corpo libero con una mente in catene è morto, il corpo libero con una mente libera è libero, il corpo in catene con una mente libera, si libererà prima o poi perché la creazione nasce dal pensiero e rafforza l’ego. Il corpo è spesso esso stesso una gabbia. Soltanto la mente lucida e sicura di chi crede in sé può trovare la chiave evitando le illusioni, le false credenze, l’oro di re Mida. Ognuno di noi è la sua casa. Se questa casa non ha porta tocca a noi costruirla.

Maria Antonietta Pinna


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart