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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

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Romanzo: La scampanata/A novel: The Shaming (Trad. Helen Askham) #11/13

8 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

La scampanata #11

XVII

Intanto si era cominciato a ricostruire, soprattutto a ripristinare ponti e strade distrutti dalle bombe. Anche a Montuolo, ai primi di gennaio del 1945, la stazione ferroviaria riprese la sua piena funzionalità, e vi transitavano i treni fino a Lucca.
Agli americani si erano sostituiti i soldati inglesi provenienti dal Sudafrica.
Molti di essi furono alloggiati nelle case; la casa della madre di Angela venne messa a disposizione di sei soldati, e lei e la sorellina si trasferirono da Angela, dove ospitarono anche due sudafricani, due pezzi di marcantoni, alti e muscolosi. Quando la madre li vide presentarsi alla porta, si pentì di aver convinto la figlia ad accoglierli, ma non poté tornare indietro. Appena entrarono rimasero stupiti della bellezza di Angela, che li intimidì. Col passare dei giorni divennero più affabili e nacque una maggiore confidenza. Il loro italiano era molto limitato e dapprima si esprimevano soprattutto coi gesti, ma Primetta prima, Angela in seguito, cominciarono ad insegnar loro le parole necessarie a sostenere una semplice conversazione. Uno di questi era simpaticissimo, e tali erano le sue mimiche per farsi intendere, che dispiaceva dei progressi che faceva nell’apprendere l’italiano. Ma restò simpatico anche quando riuscì a spiccicare più di una parola ed, infine, a tenere una conversazione.
Tre sudafricani dormivano anche da Caterina, che non volle nessuno a tenerle compagnia, e non badò alle chiacchiere. Tutti nella corte erano convinti che ci facesse all’amore, ma Caterina quando si presentava fuori dell’uscio era fresca e superba come una giovinetta. Il suo passo si era addirittura aggraziato, e teneva i capelli lunghi che le scendevano sulle spalle. Sì, a tutti sembrò che fosse, per una qualche diavoleria, ringiovanita. Con Angela non ebbe peli sulla lingua.
«È l’amore che mi ringiovanisce, e non invecchierò mai, me lo sento.»
«Pensa a quando ritornerà Salvatore» le disse Angela.
«Salvatore? Nemmeno me lo ricordo più.»
«Bada di non rimanere incinta, Caterina. Nascerebbe un figlio, rammentalo, e saresti lo zimbello di tutti. Anche tuo figlio sarebbe segnato per sempre.»
«Tu semmai stai attenta, che ce li hai anche tu due marcantoni in casa, e visto che tua madre è vecchia, con chi vuoi che la gente pensi si sfoghino? Con te, no? Se ci fai o non ci fai all’amore sul serio, questo non importa. Tu per la gente ci vai a letto come ci vado io, ti piaccia o non ti piaccia. Ma dimmi la verità, davvero non ci fai all’amore con quei due giganti? Sono più belli dei miei, iolai, e ti invidio; l’avessi a casa mia, non uscirei più per settimane e settimane.»
«Smettila di scherzare, Caterina, io non ne ho voglia.»
«Guarda che io scherzo solo a metà. Io le sento le chiacchiere qui in corte, e per la gente tu ci vai a letto con i tuoi marcantoni. Se non ci vai, invece, ti consiglio di farlo alla svelta, che tanto la nostra reputazione è segnata e nessuno ci ridarà la verginità al cospetto dei nostri sposi. Sono cornuti per la vita, e noi per la vita siamo puttane. Puttane, capito? Mettitelo bene in testa. E anche se qualche volta ci vedono in chiesa, mica per questo ci redimono e cambiano il giudizio su di noi.»
«Mi fai paura, Caterina.»
«Paura o non paura, le cose stanno così, e bisognerà che ci si pensi.»
«Ho paura di come reagirà Tonio, quando verrà a saperlo.»
«Mica ti ucciderà. Dopo aver messo il muso i primi giorni, capirà che non potevi starlo ad aspettare per tutto questo tempo. Anche noi abbiamo le nostre esigenze, come gli uomini. Che credi? Lui in prigionia c’è stato con le donne, sai, ammesso che ne avesse la forza. Intorno ai campi di prigionia girano certe prostitute coi fiocchi che, pur di buscare qualche soldo, vanno anche coi malati di tbc. I tedeschi, mi hanno detto che chiudono un occhio, e lasciano che gli uomini abbiano il loro sfogo. E noi non siamo diverse dagli uomini. Almeno io non lo sono e credo che anche tu non lo sia, altrimenti non venivi a Tombolo a trastullarti con John. Anche noi abbiamo le nostre esigenze. Mica ti sei pentita, vero?»
«No, per questo no, non mi sono pentita, ma ora ho paura di Tonio.»
«Io a Salvatore nemmeno ci penso. Quando sarà qui, vedremo, e allora sono sicura che con due paroline e due moine Salvatore si metterà a cuccia e farà tutto quello che vorrò. Perché io agli uomini, ormai, non ci rinuncio, e anche se Salvatore si mettesse in ginocchio, queste sarebbero le mie parole: “Salvatore caro, io stasera esco e vado a fare all’amore con uno più maschio di te. Se ti va è così, se non ti va, dimmelo e non mi vedrai più.” Che cosa credi che farà il mio Salvatoruccio? Mi darà ragione e mi dirà che se quella è la mia natura, è giusto che l’assecondi. Sarà questa la sua risposta, e vivremo insieme felici e contenti.»
«Vorrei che anche Tonio mi dicesse così, anche se io non ho più intenzione di tradirlo. Ma invece ho paura di lui, di come la prenderà.»
«Non te la posso levare io la paura. Devi riuscirci da sola. È una prova di carattere che devi fare, mia cara Angela. Non sei più una bambina, ma una donna, che ha i suoi diritti anche in fatto d’amore.»
«Fortunata te. Ti invidio, Caterina.»
«Non invidiarmi, ma impara da me e comportati allo stesso modo.»
«Ce la farò mai ad essere come te?»
«Sì, se lo vorrai.»
Il 26 marzo 1945, nell’alveo del fiume Serchio, nella zona di Ponte San Pietro, la 52a divisione corazzata sudafricana tenne una parata militare a cui accorsero molti cittadini. Poiché vi partecipavano anche i soldati che vivevano nella corte di Angela, vi andarono pure lei e Caterina, oltre alla mamma e a Primetta.
Lo spettacolo fu imponente e suggestivo, anche se la guerra, che ancora non era finita, lo tingeva un po’ di malinconia. 

Cara Angela,

il trasferimento è stato sospeso; i tedeschi hanno ben altro a cui pensare! Qui siamo tutti convinti che la guerra stia per finire. Sul cielo che sovrasta le nostre baracche continuano a volare gli aeroplani dell’esercito alleato, e anche Berlino è stata bombardata. Contiamo i giorni. Questa lettera te la invio per un altro tramite, poiché siamo isolati da tutto. I tedeschi pare abbiano perso la loro sicurezza. Hanno paura, si vede, e nessuno di loro immaginava che si potesse arrivare a bombardare Berlino. So che lo stesso Hitler teme per la sua vita e si nasconde. Lui che è responsabile di tutte le atrocità che sono state commesse, dovrà pagare un giorno, se si riuscirà a prenderlo. La fucilazione è poca cosa per un criminale di quella specie. Io gli infliggerei le torture che ha fatto patire ai poveretti che sono finiti sotto le grinfie dei suoi soldati, alcuni veramente malati e folli. Non ti dico le crudeltà a cui ho assistito coi miei occhi. Ho visto morire molta gente a causa delle sevizie sofferte. Ma non voglio parlarti di questo. Continuo a ricevere regolarmente le tue lettere. Forse c’è qualche anima buona che pensa di recapitarmele, nonostante le notizie contrarie ai tedeschi che vi metti. Ma ormai sono voci che corrono per l’Europa e ci sono dei tedeschi che ne approfittano per ribellarsi, essendo stati costretti alla guerra, come siamo stati costretti molti di noi italiani. Sì, dovremo parlare a lungo quando tornerò, ma prima vorrò baciarti e fare all’amore con te. Una notte intera dovremo stare abbracciati, e guai se ci faremo prendere dalla tristezza e dai ricordi di questa guerra infame. Le hai scoperte le nostre stelle? Spero di sì, non me ne parli mai. Alzi mai gli occhi al cielo? Trova il tempo per farlo, pure se sei stanca. Non ti sarà difficile riconoscerle. Anche perché ti parleranno di me, vi sentirai vibrare il mio cuore e il tenero sentimento che lo mantiene in vita. Ho fatto amicizia con un russo, che vive in Ucraina. È molto buono e mi parla della sua terra con le lacrime agli occhi. Ci ha invitato ad andare a trovarlo, quando sarà finita la guerra, ed io gliel’ho promesso, anche a tuo nome, visto che il rifiutarmi gli avrebbe procurato tanto dolore. Ho detto russo, ma in realtà è un cosacco e porta due baffi grandi così. È un gigante. Mi ha detto che alleva cavalli e che bravi come i cosacchi sono soltanto i cavalieri tartari. Non so se sia vero, ma dal modo come lo dice devo credergli. Da quando gli ho promesso che andremo a visitarlo, la nostra amicizia si è rafforzata. Naturalmente l’ho invitato a venire poi da noi, in Italia. Ha detto di sì con entusiasmo, e mi ha abbracciato dandomi un bacio così forte che lo hanno sentito anche i compagni, mettendomi un po’ in imbarazzo. Vedremo cosa ci riserva la vita e se potremo mantenere la promessa. Sono contento che la guerra non abbia scalfito la tua salute e l’amore che provi per me. Lo temevo, ti confesso. La lontananza è sempre un castigo, anche se può rafforzare le unioni. Io la temo la lontananza, non mi piace. Altra cosa è averti sempre davanti ai miei occhi e abbracciarti e parlarti tutte le volte che mi va. Presto, ne sono convinto, lo faremo di nuovo, e ricominceremo finalmente a vivere. Dài un forte bacio alla tua cara mamma e a Primetta, che non vedo l’ora di rivedere. A te tutto il mio cuore di sposo. Tonio

La sera, dopo che non lo aveva fatto le altre volte, Angela si affacciò alla finestra e si mise a scrutare le stelle. Cercava quelle tre luminose stelle che Tonio le scriveva essere una sotto l’altra, facili a riconoscersi. Guardò, scrutò e finalmente le vide. Fu immensamente felice, e si rimproverò di non averle scoperte prima. Ne scaturiva una quiete che scendeva con dolcezza nel suo animo. Sentiva di avere ora un punto nuovo di speranza. Poteva dialogare con lui ogni sera, ora, e forse scoprire, prima che tornasse, se l’avrebbe perdonata.

 The Shaming #11

 

XVII

    Meanwhile, rebuilding had begun, in particular to repair the bridges and roads that had been bombed. By the beginning of January 1945, the railway station in Montuolo was back in operation and trains were running from there to Lucca.
    The Americans had been replaced by soldiers from South Africa. Many of them were billeted in private houses. Angela’s mother made her house available to six soldiers and she and Primetta went to stay in Angela’s house. Also staying there were two tall, strong, handsome South Africans. When Angela’s mother saw them arriving at the door, she was sorry she’d persuaded her daughter to take them in but there was no turning back. When they first met Angela, they’d both been very struck by how pretty she was and this had made them shy. As the days passed, however, they became more friendly and at ease. They had very little Italian and to begin with communicated chiefly with signs, but first Primetta and then Angela began to teach them enough words to carry on a simple conversation. One of them was full of fun and so good at making himself understood without words that the sisters were almost sorry when he started to make progress. He was still fun, however, when he managed to string a few words together and, at last, to have a conversation.
    There were three South Africans in Caterina’s house. She had no wish for a chaperone and took no notice of the gossip. Everyone in the courtyard was sure she was having sex with them but she would appear at the door looking as fresh and proud as a girl. There was a new grace in the way she walked, her hair falling loose to her shoulders and some magic making her look younger.
    She was quite frank with Angela. “It’s love that makes me look young. I don’t think I’ll ever grow old.”
    “Think of when Salvatore gets back,” Angela said to her.
    “Salvatore? I can’t even remember him any more.”
    “Take care you don’t get pregnant, Caterina. If you had a baby, everybody would make fun of him. He’d be marked forever as well.”
    “If anything, you’re the one who should be careful with two good-looking men in the house. Your mother’s old so who do you suppose people think they’re having sex with? With you, that’s who. You can have sex or not, but it won’t make any difference. Like it or not, as far as other people are concerned, you go to bed with them, just as I do. But tell me the truth. Do you really not have sex with them? They’re better looking than mine by a long way. If I had them in my house, I wouldn’t go out for weeks on end.”
    “Stop joking, Caterina. I don’t want them.”
    “Actually, I’ll only half joking. I hear the gossip around here and people believe you go to bed with your gorgeous men. So if you don’t, I advise you to do so soon. After all, you already have a reputation and no one can give us back our virginity in our husbands’ minds. They’re cuckolds for life and we’re prostitutes for life. Prostitutes, got it? Get that into your head. People may see us in church from time to time but that’s not going to redeem us in their eyes or change their opinion of us.”
    “You’re frightening me, Caterina.”
    “Frightening or not, that’s the way things are and you’d better think about it.”
    “I’m frightened of how Tonio will react when he finds out.”
    “He won’t kill you. He’ll mope for a few days and then he’ll understand that you couldn’t wait for him all this time. We have needs too, just like men. And what do you think he’s been up to? I’ll bet he’s been with women in the prison camp, when he’s up to it. There’re certain fine prostitutes who walk round the prison camps and they’re willing to go with men with TB as well, just to get the money. I’ve been told the Germans turn a blind eye and let the men go and get what they need. And we’re no different from men. At least, I’m not and I don’t think you are either, or you wouldn’t have come to Tombolo to enjoy yourself with John. We have our needs too. And you don’t regret it, do you?” 
    “No, I don’t regret it but now I’m afraid of Tonio.”
    “I don’t even think about Salvatore. When he gets here, we’ll see, but I’m sure it’ll take just a few sweet words and one or two caresses and Salvatore will go to his basket and do everything I say. Because I’m not giving up men and even if Salvatore goes down on his knees, this is what I’ll say. Dear Salvatore, this evening I’m going out and I’m going to make love with someone who’s more of a man that you are. If that’s all right with you, OK. If not, say so and you’ll never see me again. And what do you suppose my dear little Salvatore will do? He’ll say I’m right and tell me that if that’s the way I am, then it’s right for me to act that way. That’s what he’ll say and we’ll live happily ever after.”
    “I wish Tonio would say the same to me. I’ve no intention of being unfaithful ever again, but I’m afraid of him and how he’ll take it.”
    “I can’t stop you being frightened. You have to do that for yourself. It’s a test of character, Angela. You’re not a girl any more. You’re a woman and you have rights, and that includes making love.”
    “You’re lucky. I envy you, Caterina.”
    “Don’t envy me. Learn from me and act the same way.”
    “Can I ever be like you?”
    “You can if you want.”
    On the 26th of March 1945, the 52nd South African Armoured Division held a military parade in the dried-up riverbed of the Serchio near Ponte San Pietro and a large crowd went to watch. The soldiers living in Angela’s courtyard were taking part so she, her mother, Primetta and Caterina went too. It was an impressive, evocative sight but the war wasn’t yet over and this tinged it with sadness.

    Dear Angela,

    The transfer has been postponed because the Germans have other things to think about! All of us here are sure the war will soon be over. Allied planes fly over our huts all the time and even Berlin has been bombed. We’re counting the days. We’re completely isolated here so I have to find another way of sending you this letter. The Germans seem to have lost confidence. You can see they’re frightened and none of them ever imagined that Berlin would be bombed. I hear Hitler fears for his life and has gone into hiding. He’s responsible for all the atrocities that have been committed and he’ll have to pay one day, if they ever manage to capture him. Shooting isn’t good enough for a criminal like that. I’d inflict the tortures that he inflicted on the poor souls who fell into the clutches of his soldiers, some of whom are truly sick and mad. I can’t tell you the cruelties I’ve seen with my own eyes. I’ve seen people die because of the tortures they suffered.
    But I don’t want to talk to you about that. I still get your letters regularly. Perhaps there’s someone up there making sure they’re delivered to me, despite the news you send about the Germans. In any case, there are rumours all over Europe now and some Germans are taking advantage of this and rebelling. They were forced into this war just as many of us Italians were.
    Yes, we’ll have to talk for a long time when I get back but first I’ll want to kiss you and make love to you. We must spend a whole night in each other’s arms and we mustn’t let ourselves give into the sadness and memories of this horrible war.
    Have you found our stars? I hope so, though you never mention them. Do you ever look up at the sky? Find some time to do it, even if you’re tired. You won’t find it difficult to recognise them. And because they’ll speak to you of me, you’ll feel the beating of my heart and the tenderness that keeps me alive.
    I’ve made friends with a Russian, from the Ukraine. He’s really nice. He talks to me about his country with tears in his eyes. He’s invited us to go and see him when the war is over and I promised him we will because it would’ve hurt him if I’d said no. I said Russian but in fact he’s a Cossack, very tall with a huge moustache. He told me he breeds horses and that only the Tartars can ride as well as the Cossacks. I don’t know if that’s true but from the way he said it I have to believe him. Our friendship has got stronger since I promised we’d go and see him. Naturally, I invited him to come and stay with us in Italy. He said yes, very enthusiastically, then hugged me and gave me such a big kiss that people round about heard it which was a bit embarrassing. We’ll see what life brings and if we’ll be able to keep the promise.
    I’m glad the war hasn’t affected your health and your love for me. I was afraid, I have to admit. Distance is always a trial but it can also strengthen a relationship. I’m afraid of the distance. I don’t like it. It’s quite another thing having you there with me and putting my arms round you and talking to you whenever I want. I feel sure we’ll soon be doing that again and we’ll finally start to live again. Give your dear mother a big kiss and Primetta too. I’m longing to see them.
    All my heart to you,
    Tonio

    That evening, Angela did what she hadn’t done before. She went to the window and looked up at the stars. She looked for the three bright stars that Tonio had said were one under another and easy to find. She looked carefully and found them at last. She felt immensely happy and reproached herself for not looking for them before. A sense of peace spread gently through her soul and she felt as if she’d found new reason to hope. She would be able to speak to him every evening now and perhaps before he came back she would know if he had forgiven her or not.

 


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart