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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

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Romanzo: La scampanata/A novel: The Shaming (Trad. Helen Askham) #12/13

9 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

La scampanata #12

XVIII

Il 10 aprile la divisione corazzata sudafricana lasciò la città di Lucca, e così la casa di Angela tornò libera dai soldati, come pure quella di Caterina.
¬ęCome farai ora senza i tuoi marcantoni?¬Ľ le disse Caterina.
¬ęTu piuttosto come farai!¬Ľ
¬ęRitorno a Tombolo, ecco ci√≤ che far√≤.¬Ľ
¬ęMa come fai ad averne sempre voglia, non ti stufi mai?¬Ľ
¬ęNon bestemmiare, Angela. Non c’√® niente di meglio al mondo. Te lo dissi e te lo riconfermo. Anzi, ora che ho provato sono convinta pi√Ļ di prima. √ą la ricetta per vivere felici e per sentirsi sempre giovani.¬Ľ
¬ęVa l√†. Ci si sente giovani se abbiamo giovani gli anni. Altrimenti s’invecchia, ogni volta che un anno si carica sulle nostre spalle. E quando la tua carne metter√† qualche ruga, vedrai che gli uomini si allontaneranno da te, e tu non sarai pi√Ļ il miele che li attira. Sar√† il turno di altre ragazze, che avranno nella carne la tenerezza e la fragranza che tu avrai perdute.¬Ľ
¬ęCome parli bene, Angela, ma non mi inganni con le tue ciance. Si pu√≤ essere giovani a tutte le et√†.¬Ľ
¬ęVallo a dire agli uomini se preferiscono una vecchia o una giovane. Davanti ad una giovane l’uomo preferisce sempre lei. E tu ti sentirai colpita, ferita. Comincer√† una lunga agonia che ti dar√† solo dolore e umiliazione.¬Ľ
¬ęMi ha scritto Salvatore. √ą vicino a guarire anche lui, sebbene debba sottoporsi a dei controlli, e spera che la guerra finisca, per guarire definitivamente.¬Ľ
¬ęOrmai i nostri uomini stanno per tornare e presto dovremo rendere conto ai nostri sposi.¬Ľ
¬ęTu renderai conto, non io. √ą una canzone, questa, che ti ho gi√† cantata e non voglio ripetermi. Addio, carissima. Stammi bene.¬Ľ
Qualche giorno dopo, sul cielo della citt√† si avvert√¨ un frastuono. Era il 15 aprile e passavano, dirette in Alta Italia, formazioni di 12, 14, 18, 24, 40 ed anche 80 aerei. Aerei da bombardamento scortati da caccia. Sorvolarono la citt√† per oltre due ore, riempiendo il cielo come una grossa nube d’argento. Alla fine chi li aveva contati disse che erano passati circa 1.250 quadrimotori e pi√Ļ di cento aerei da caccia. Una visione macabra ed imponente.
Ormai i giorni correvano in fretta. Passò quasi un mese, durante il quale si accavallarono molte notizie, alcune belle, altre brutte. Infine il 7 maggio 1945 la radio annunciò la resa incondizionata di tutte le forze tedesche. Sì, la guerra era finalmente finita. 

Caro amore,

lo avrai gi√† saputo. La guerra √® finita. La guerra √® finita! Questo incubo √® finito. Solo se mi affaccio alla finestra mi rendo conto che questa tragedia √® accaduta. Essa mi tortura come un delirio della mente. Quando a tavola sono sola, quando al tramonto mi trovo sola, quando a letto sono sola, mi dico che la guerra c’√® stata. Per le strade le rovine mi dicono che la guerra c’√® stata. Le tombe del nostro piccolo cimitero mi dicono che la guerra c’√® stata. I capelli grigi, le teste canute che mi vedo intorno mi dicono che la guerra c’√® stata. Le rughe sul viso di mia madre che si sono moltiplicate mi dicono che la guerra c’√® stata, il mio sorriso che un poco si √® spento mi dice che la guerra c’√® stata. I fori delle mitragliatrici sui muri delle case mi dicono che la guerra c’√® stata. Gli esseri umani che non rivedr√≤ pi√Ļ, dispersi sui fronti di guerra, mi dicono che c’√® stata. Tutto nei mesi scorsi si √® trasformato nella guerra che c’√® stata. Anche i nostri sentimenti non erano i sentimenti della pace, ma quelli della guerra. In realt√† essa finir√† davvero quando tu sarai ritornato da me. Allora le cose potranno ricominciare a scorrere e le metteremo al loro posto come erano una volta. O Tonio, saremo pi√Ļ come prima? Lo spero tanto, ma ho paura, ho paura di me, di come sono stata e di come sar√≤ nell’avvenire, ho paura di te, che penso mutato non per tua scelta, ma perch√© √® il destino che ci √® toccato che ti ha mutato, e ha mutato me. Spero tanto che Dio sia misericordioso e che ci restituisca quella felicit√† che in principio ci era stata assegnata. Spero tanto che il tuo amore per me si sia conservato intatto, ed anzi si sia accresciuto nelle avversit√†, al punto di diventare un amore migliore ancora, un amore pieno di misericordia, di bont√†, di piet√† anche, e di perdono. Ora so che rester√≤ ancora poco tempo lontano da te, e poi ti vedr√≤ comparire un giorno, a sorpresa forse, nel nostro cortile, ti udr√≤ bussare alla porta e dirmi: “Angela sono qui, e ti porto in dono un amore che √® pi√Ļ forte, e lo sar√† sempre, delle nostre debolezze”. Le dirai queste parole? Le sceglierai per me, per la tua sposa? Oh s√¨, Signore, tu che hai sofferto le pene della croce, fa che il mio sposo le pronunci per me, per la sua sventurata Angela. Io ti amo, ti amo e ti ho amato, pur nelle difficolt√† dell’ora che abbiamo vissuto. Quando mi vedrai, prima ancora di parlare, ricordati questo: che io ti ho amato sempre, con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima. Ora ti aspetto. Mi siedo qua, sulla sedia di cucina, apro la finestra e aspetto il tuo ritorno. Chiamami, appena entrerai nel cortile. Chiamami a voce alta, perch√© sentano tutti che sei tornato; e se non avrai voce, sussurra il mio nome. Io ti sentir√≤. Ti sentir√≤, Tonio, e ringrazier√≤ Dio se vorr√† essere misericordioso con me. A presto, amore. Angela

Il giorno dopo la resa della Germania si fece festa dappertutto, non solo in Italia. Noi ci limiteremo ai luoghi della nostra storia.
Nelle corti furono organizzate delle feste, con orchestrine che suonavano gli ultimi balli alla moda. La corte di Angela era una delle pi√Ļ grandi, e l√¨ si radunarono in molti, provenienti da altre corti limitrofe. L’orchestrina fu disposta dirimpetto alle finestre di Caterina e Angela, e Angela avrebbe potuto godersi la musica e l’allegria di quella serata senza scendere nel cortile, ma Caterina la chiam√≤ da sotto, e tanto fece che Angela fu costretta a scendere. Tra la folla che si era radunata c’erano pure sua madre e Primetta. La sorellina aveva intorno a s√© delle amiche e anche qualche ragazzino; era carina e gi√† qualcuno le girava intorno. Angela se n’accorse subito, ma non disse e non pens√≤ nulla.
Erano comparsi uomini che prima non si vedevano per strada, erano renitenti alla leva, forse, o partigiani, e tutti in qualche modo conosciuti e festeggiati. Angela si trov√≤ a ballare con uno di questi, che aveva una barba lunga, non curata da chiss√† quanto tempo. La stringeva e la baciava in viso, e si scusava dicendo che era felice, immensamente felice. Angela cercava di impedirglielo, ma l’euforia era tanta che il giovanotto dimentic√≤ le buone maniere, e ogni tanto tornava a baciarla, finch√© Angela, finito quel ballo, si allontan√≤.
La mamma fu subito da lei.
¬ęQualcosa non va, Angela?¬Ľ
¬ęVorrei tornare a casa.¬Ľ
¬ęNon farlo. Vedi? Si √® tutti felici, la guerra √® passata e ora si √® disposti a dimenticare. Fai festa anche tu. Questa √® anche una vittoria che ti appartiene.¬Ľ
Rest√≤ e ballarono fino all’alba, quando le tenebre cominciarono a diradarsi e all’orizzonte, nella direzione di Lucca, apparve la prima luce rossastra del sole.
Era stanca; per fortuna l’indomani non doveva andare in fabbrica. Avrebbe dormito fino a tardi. Sua madre l’aveva invitata di nuovo a pranzo.
Caterina fu la pi√Ļ scatenata di tutte, quella sera; cambi√≤ un sacco di uomini, aveva lunghi i capelli e ogni tanto piegava il capo all’indietro e rideva, rideva cos√¨ forte da trasmettere a tutti la sua allegria.
Riusciva ad attirare gli uomini, e alla fine della nottata non ce ne fu uno che non avesse ballato con lei.
Prima di addormentarsi, come in una visione, ad Angela sembrò di vedere accanto a lei, nel suo letto, John.
Lo tenne con sé, nel suo sogno, finché non si alzò e non vide che il sole era già alto. Allora pensò a Tonio, e al suo ritorno.
Fuori, a poco a poco tutto riprendeva il ritmo di un tempo. La gente aveva fiducia; con la liberazione della citt√† tornavano l’ottimismo e la voglia di vivere. Nella corte di Angela si respirava un clima mutato. Non si temevano pi√Ļ le perquisizioni, e tanto meno le rappresaglie. Anche se erano ancora vicine nella memoria, esse appartenevano al passato, e il passato non si avvicina, come avviene al futuro, ma si allontana.
Si seppe anche per quale ragione i tedeschi erano piombati nella corte di Angela e se n’erano andati via arrabbiati di non aver scovato nessuno. Nella casa del vecchio con la pipa stavano nascosti degli uomini, erano giovani conosciuti, della zona, uno di essi era un partigiano.
Con Caterina, andò a fare una passeggiata a Viareggio.
¬ęMi ha scritto Salvatore; a causa della sua malattia non torner√† subito, ma dovr√† sostare in un ospedale di Merano, dove aspetter√† di essere completamente guarito. Solo allora, lo autorizzeranno a partire.¬Ľ
Si erano tolte le scarpe e camminavano sul bagnasciuga. L’acqua bagnava le caviglie e dava una sensazione di freschezza e di refrigerio.
¬ęAndrai a trovarlo?¬Ľ
¬ęS√¨. Me lo ha chiesto.¬Ľ
¬ęGli racconterai ci√≤ che hai fatto?¬Ľ
¬ęForse. Dipende.¬Ľ
¬ęDipende da che cosa?¬Ľ
¬ęIntanto da come lo trover√≤. Se √® ancora malato, non dir√≤ niente di certo. Prima dovr√† guarire, poveretto, mica sono una pervertita. Se invece lo trover√≤ in salute, allora cercher√≤ di capire se √® cambiato. Prima della guerra era un uomo buono, tollerava molti miei capricci.¬Ľ
¬ęMa questo non √® un capriccio come gli altri.¬Ľ
¬ęNon mi ha mai picchiata, comunque. Non √® mai stato un uomo manesco. Spero che si sia conservato tale e quale. Se sar√† cos√¨, non subito forse, ma non far√≤ passare molti giorni prima di rivelargli i miei tradimenti. Anche perch√© verr√† a saperlo; i maligni non mancano e, nonostante le pene che tutti si √® patito durante la guerra, ancora ci sono quelli a cui piace recare le brutte notizie, e capirai che questa √® anche una notizia piccante, che metter√† in curiosit√† molti nostri vicini, che, pure se gi√† lo sanno della vita che abbiamo fatto, ora aspettano di vedere come reagiranno i nostri mariti.¬Ľ
¬ęE se Salvatore reagisse male?¬Ľ
¬ęSe decider√≤ di parlare, significher√† che lo tengo in pugno. So fargliele le moine, io, e si sa che una donna, se ci ha l’arte giusta, di un uomo fa ci√≤ che vuole. Ed io voglio che Salvatore non solo accetti tutto quello che ho fatto, ma mi lasci libera di continuare a farlo. Sar√† la condizione che gli porr√≤.¬Ľ
¬ęE se non accettasse?¬Ľ
¬ęSe √® restato l’uomo che conosco, accetter√†. Altrimenti sar√≤ io ad andarmene. Non mi mancano certo gli uomini che sarebbero felici di prendermi in casa, non √® cos√¨, Angela?¬Ľ
¬ęTu li incanti, gli uomini.¬Ľ
Caterina fece una risata alla sua maniera, tirando il capo all’indietro e facendo dondolare alla brezza del mare i suoi neri capelli.
¬ęTonio non mi ha ancora scritto.¬Ľ
¬ęQuelli che stanno bene, li mandano subito a casa, dopo una semplice visita di controllo. Me lo ha scritto Salvatore. Vedrai che uno di questi giorni comparir√† nel nostro cortile il tuo bel Tonio. Tu glielo dirai, quello che hai fatto?¬Ľ
¬ęNon lo so ancora. A volte penso che sia meglio tacere.¬Ľ
¬ęNon crederai mica che non venga a saperlo mai?¬Ľ
¬ęDio potrebbe aiutarmi.¬Ľ
¬ęNon metterla su questo piano, Angela, perch√© non andrai molto lontano e ti troverai che un giorno Tonio torna a casa e ti riempie di botte. Lui s√¨ che √® capace di farlo, mica il mio Salvatore. E dalle botte non si sa mai che cosa possa sortire. Meglio se gli confessi la verit√† subito. Tanto prima o poi verr√† a saperla. Meglio se l’ascolta da te direttamente. Gli uomini sono fatti cos√¨: possono anche perdonare se √® la donna a confessargli per prima i suoi peccati.¬Ľ
¬ęHo paura, Caterina. Non sono forte come te.¬Ľ
¬ęCe la siamo goduta, i giorni sono stati belli, e cosa vuoi che sia se ora dobbiamo affrontare i nostri mariti. Io dico che ne √® valsa la pena, non sei d’accordo?¬Ľ
¬ęNon lo so. Anzi, ora che √® vicino il ritorno di Tonio, non vorrei averlo fatto. Anche se sar√≤ io a dirglielo, non per questo riuscir√≤ a togliermi di dosso la vergogna del mio tradimento. Gli avevo promesso di essergli fedele per tutta la vita. L’avevo promesso davanti a Dio.¬Ľ
¬ęO Angela, ma sei rimasta proprio una bambina. Lo sai quante promesse si fanno al vento? Migliaia, e forse molte di pi√Ļ.¬Ľ
Altra gente passeggiava sulla spiaggia, qualcuno si era messo sdraiato sopra un asciugamano e prendeva il sole. Qualche barca appariva in lontananza, barche di pescatori. Riprendeva la vita, e sembrava che volesse tornare ad essere bella. Tutto si risvegliava nella natura come per aiutare a dimenticare. 

Caro amore,

la resa della Germania √® stata accolta da tutti i prigionieri con un grido di gioia, che pareva un boato. Ci siamo precipitati fuori delle baracche e siamo corsi dappertutto come impazziti. I tedeschi se n’erano andati da poco in fretta e furia, temendo forse delle rappresaglie. Ma noi abbiamo pensato solo alla nostra libert√† riconquistata. La vittoria era nell’aria. Si era sparsa la voce anche della morte di Hitler. Nessuno di noi per√≤ ci crede ancora, e si pensa che se ne sia fuggito da qualche parte, e lo si scoprir√† prima o poi. Ho pensato subito a te, che sei ormai il mio unico punto di riferimento. Se non ci fossi tu, ora sarei uno sbandato che non saprebbe a chi confidare questa gioia che √® enorme, tale che non riesco a contenerla dentro di me. Devo vederti al pi√Ļ presto, per abbracciarti e parlarti, e comunicarti questo mio straordinario e vigoroso ritorno alla vita. Sto bene, ho riacquistata la salute di un tempo, anche se sono un po’ dimagrito, ma il mio corpo ha resistito, √® rimasto saldo come una volta. Un traliccio di ferro √® stato. Ne ho passate tante, ma ho resistito, sono vivo! Quando ti giunger√† questa lettera io sar√≤ gi√† stato in ospedale per un controllo e, poich√© sto bene, mi lasceranno andare subito, ed io mi trover√≤ in viaggio verso la mia Lucca adorata, la pi√Ļ bella citt√† del mondo, e verso il mio paese, il luogo della mia anima, e la mia casa, dove sei tu: la mia luce, l’aria che respiro, l’ossigeno che mi d√† la vita. La mia casa! dove sono le radici di ci√≤ che sono stato e sono diventato. Aspettami, amore. Ho da raccontarti tante cose, ma non lo faccio ora, in questa lettera che deve solo darti la bella notizia del mio ritorno. Ogni giorno che verr√† potr√† essere quello del nostro incontro. Stai all’erta, amore mio. Sto per tornare a casa. Un bacio a tutti e a te in particolare. Il tuo sposo¬†

Tutta la corte seppe della lettera scritta da Tonio, come aveva saputo qualche giorno prima della lettera di Salvatore. Tonio sarebbe stato il primo a ritornare dalla prigionia. Lo si attendeva con ansia e trepidazione, perch√©, dopo tanto dolore, il suo arrivo avrebbe recato gioia a tutti. Non si faceva in quei giorni che ricordare com’era. Ricordavano la sua bellezza statuaria, i suoi grandi occhi, i suoi capelli a spazzola, la sua allegria, ed anche rammentavano la sua forza fisica, e le imprese da lui compiute. Tonio e Angela erano senza dubbio la coppia pi√Ļ bella che si vedesse in giro per chilometri all’intorno. Quando si erano sposati, molti che non li conoscevano erano accorsi sul sagrato della chiesa sospinti dalle voci che si rincorrevano sulla bellezza di quegli sposi. La chiesa era gremita il giorno del loro matrimonio e la folla faceva ressa sul piazzale. Piovvero chili di riso sul loro capo, e la notte, davanti alla casa di Angela, ci furono canti e balli fino all’alba quando, levato il sole, Angela e Tonio si affacciarono a salutare e a scherzare con la gente. Ci furono celie a non finire, e stettero pi√Ļ di un’ora alla finestra ad intrattenersi con tutti.
Si ricordava quel matrimonio come se fosse avvenuto ieri e non ci fosse stata in mezzo la guerra.
¬ęSei emozionata, Angela?¬Ľ le domand√≤ sua madre, che trepidava quanto lei.
¬ęSai che ho tanta paura.¬Ľ
¬ęNon averne, fatti vedere allegra e contenta. Ti vuole cos√¨ Tonio, poi il Signore ti assister√†. Confida in lui, mia cara.¬Ľ
 

 The Shaming #12

XVIII

¬†¬†¬† On the 10th of April, the South African Armoured Division left Lucca and so there were no more soldiers in Angela’s house or Caterina’s.
¬†¬†¬† “How will you manage without your handsome men?” Caterina asked.
¬†¬†¬† “Better to ask how you’ll manage!”
¬†¬†¬† “I’m going back to Tombolo. That’s how.”
¬†¬†¬† “But how come you always want to? Don’t you every get tired of it?”
¬†¬†¬† “Don’t be silly, Angela. There’s nothing better in the world. I’ve told you before and I’m telling you again. In fact, I’m more convinced than ever. It’s the way to be happy and feel young forever.”
¬†¬†¬† “Nonsense. We feel young if we are young and after that, we just get older every time another year goes by. And when you start to get wrinkles, you’ll find the men’ll stay away. You won’t be the belle of the ball any more. It’ll be the turn of other girls with the soft scented skin you once had.”
¬†¬†¬† “You speak well, Angela, but you don’t fool me. You can be young at any age.”
¬†¬†¬† “Go and ask men if they prefer their women young or old. Given the choice, they always prefer a young one. And you’ll be hurt and upset. It’ll be the beginning of a long decline that’ll give you nothing but pain and humiliation.”
¬†¬†¬† “Salvatore’s written to me. He’s almost better but he still has to have some check-ups. He hopes the war will end soon so he can get completely better.”
¬†¬†¬† “Our men are about to come home and we’ll soon have to account for ourselves to them.”
¬†¬†¬† “You will, not me. But I’ve said all this before and I don’t want to repeat myself. Bye bye, dear. Take care.”
    A few days later, people heard a deafening noise in the sky above Lucca. It was the 15th of April and formations of twelve, fourteen, eighteen, twenty-four, forty and even eighty planes were flying north. They were bombers with an escort of fighter planes and it took them more than two hours to fly over the city, filling the sky like a great silver cloud. Those who were counting them said there had been about 1,250 four-engined aircraft and more than a hundred fighters. A macabre, imposing sight.
    The days were passing quickly now. Almost a month passed during which news reports followed in rapid succession, some good, some bad. At last, on the 7th of May 1945, came the announcement on the wireless that the German forces had surrendered unconditionally. The war was finally over.

    Dear Tonio

¬†¬†¬† You must know already. The war is over. The war is over! The nightmare is over. It’s only when I look out of the window that I realise this tragedy really happened. It makes me feel strange, as if I was delirious. When I sit alone at the table, when I’m alone at sunset, when I’m alone in bed, I tell myself there’s been a war. Out on the roads, the ruins tell me there’s been a war. The graves in our little cemetery tell me there’s been a war. The grey hair and white heads I see all around me tell me there’s been a war. There are more wrinkles on my mother’s face and they tell me there’s been a war. My own smile is a little sad and it tells me there’s been a war. The holes in the walls that the machine guns made tell me there’s been a war. The people we’ll never see again, the ones who died fighting, tell me there’s been a war. Everything in these past months turned into the war. Even our feelings weren’t the feelings of peacetime but of the war.
¬†¬†¬† But it will only be really over when you’ve come back to me. Then things can start again and we’ll put everything back to what it was before. Oh Tonio, will we be as we were before? I hope so, so much that we will, but I’m afraid. I’m afraid for myself, of what I’ve been and what I’ll be in the future. I’m afraid for you, that you’ve changed, not because you wanted to but because what has happened to you has changed you. I hope God will be merciful and give us back the happiness He gave us at the beginning. I hope so much that your love for me is still as it used to be, that it’s even grown in these adversities and become a better love, one full of compassion, goodness, pity even, and forgiveness.
¬†¬†¬† I know I have to be far away from you for a little longer but one day I’ll see you appearing in the courtyard, perhaps by surprise. I’ll hear you knocking at the door and saying, “Angela, here I am, bringing you the gift of a love that is stronger than our weaknesses and always will be.” Will you say these words? Will you say them for me, your wife? Oh Lord, You who suffered the agonies of the cross, make my husband say these words for me, for his poor Angela.
¬†¬†¬† I love you, I love you and have loved you in spite of the difficulties of the time we’ve lived through. When you see me, before you speak, remember this, that I’ve always loved you, with all my heart and all my soul. I’m waiting for you now. I’m sitting here in the kitchen. I open the window and wait for you to come home. As soon as you come into the courtyard, call my name. Shout it so everyone can hear you’ve come home. And if your voice isn’t strong, whisper it. I’ll hear you. I’ll hear you, Tonio, and I’ll thank God for having mercy on me.
    Till then, my love,
    Angela. 

¬†¬†¬† The day after Germany surrendered, there were celebrations everywhere, not just in Italy where parties were organised in the courtyards with bands playing the latest dance tunes. Angela’s courtyard was one of the biggest in the area and a lot of people from neighbouring courtyards gathered there. The band was in front of Angela and Caterina’s windows. Angela could have enjoyed the music and merriment of the evening without going down into the courtyard but Caterina called up to her and made such a fuss that Angela had to go and join in. Her mother and Primetta were there in the crowd. Primetta had her friends round her and there were boys there too. She looked very pretty and one or two of them were hanging round her. Angela noticed at once but she said and thought nothing of it.
¬†¬†¬† There were men there that hadn’t been seen for a long time, men who had failed to enlist, perhaps, or partisans, and all of them somehow known and welcomed. Angela found herself dancing with one of them, a man with a long beard that hadn’t been trimmed for a very long time. He held her close to him and kissed her cheek, then apologised, explaining that he was happy, very, very happy. Angela tried to stop him but the young man was carried away by the euphoria and kissed her again several times. When the dance was finished, Angela left him.
¬†¬†¬† Her mother came over at once. “Is something wrong, Angela?”
¬†¬†¬† “I’d like to go home.”
¬†¬†¬† “Don’t do that. Look. Everyone’s happy, the war’s over and now we want to forget. You must celebrate too. The victory belongs to you as well.”
¬†¬†¬† So she stayed. The dancing went on until dawn when the darkness began to fade and the first ruddy light of the sun appeared on the horizon towards Lucca. She was tired. Luckily, she didn’t have to go to work and could sleep late. Her mother had invited her to lunch.
¬†¬†¬† Caterina was in higher spirits than anyone else that evening and danced with one man after another. Every now and again, she threw back her head, her hair swinging, and laughed so infectiously that everyone joined in. Men gathered round her and by the end of the night there wasn’t one she hadn’t danced with.
    Before she fell asleep, Angela seemed to see John lying in the bed beside her, like a vision. She held him to her in her dreams, until she got up and saw that the sun was already high in the sky. Then she thought of Tonio and his return.
¬†¬†¬† Elsewhere, life gradually fell into the old rhythms. People had faith and optimism and the will to live had returned after Lucca had been liberated. There was a different mood in Angela’s courtyard now that people were no longer afraid of searches or reprisals. These were still fresh in their memory but they belonged to the past and the past doesn’t come closer as the future does, but gets further and further away. They also knew now why the Germans had raided their courtyard and why they’d been angry when they’d gone away without finding anyone. Some men had been hiding in the house of the old man with the pipe, young men from the area that people knew, and one of them was a partisan.
    One day, Angela and Caterina went to Viareggio for a walk.
¬†¬†¬† “I’ve had a letter from Salvatore. He can’t come home right away because he’s still ill. He has to stay in hospital in Merano but he expects to get well. They won’t let him leave until he’s OK.”
¬†¬†¬† They had taken off their shoes and were walking on the sand at the water’s edge. The sea lapped round their ankles. It felt fresh and cool.
¬†¬†¬† “Are you going to go and see him?”
¬†¬†¬† “Yes. He’s asked me to.”
¬†¬†¬† “Are you going to tell him what you’ve done?”
¬†¬†¬† “Maybe. It depends.”
¬†¬†¬† “What on?”
¬†¬†¬† “In the first place, on how I find him. If he’s still ill, I won’t say anything. He’ll have to get better first, poor boy. I’m not some kind of sadist. If he’s all right, however, I’ll try and find out if he’s changed. He was a good man before the war. He put up with all my nonsense.”
¬†¬†¬† “But this is different.”
¬†¬†¬† “He never hit me. He was never a man to do that. I hope he’s still the same. If he is, I maybe won’t tell him right away, but I won’t waste too much time before I do, partly because he’ll get to know anyway. There’s no shortage of malicious people around who like being the bearer of bad news, despite all the hardships that everyone suffered during the war. And, of course, this is a juicy titbit that a lot of our neighbours will be interested in. They know what we got up to and now they’re waiting to see how our husbands will react.”
¬†¬†¬† “What if Salvatore reacts badly?”
¬†¬†¬† “If I decide to speak, it’ll mean I have him in the palm of my hand. I know how to wheedle him and get round him and we all know that a woman with the right touch can make a man do anything she wants. And what I want is for Salvatore to accept everything I’ve done and leave me free to carry on doing it. That’s the condition I’ll offer him.”
¬†¬†¬† “And if he doesn’t accept?”
¬†¬†¬† “If he’s still the man I knew, he’ll accept. Otherwise I’ll be off. There’s no shortage of men who’d be happy to take me in. Am I right, Angela?”
¬†¬†¬† “You cast a spell on men.”
    Caterina laughed at the way Angela said this, throwing back her head and letting her black hair blow in the sea breeze.
¬†¬†¬† “Tonio still hasn’t written to me.”
¬†¬†¬† “The ones who’re well are being sent back as soon as they’ve had a medical. Salvatore told me. Some day soon, your handsome Tonio’ll just turn up. Are you going to tell him?”
¬†¬†¬† “I still don’t know. Sometimes I think it would be better to say nothing.”
¬†¬†¬† “You surely don’t think he’ll never find out?”
¬†¬†¬† “God may help me.”
¬†¬†¬† “Don’t plan on that, Angela, because it won’t get you very far and one day you’ll find Tonio coming home and thumping you. He’s capable of that, not like Salvatore. And you never know what that’ll lead to. Better to tell him the truth at once. He’s going to find out, one way or another, so it’s better if he hears it from you. Men are like that. A man’ll forgive the woman if she confesses before he finds out.”
¬†¬†¬† “I’m frightened, Caterina. I’m not strong like you.”
¬†¬†¬† “We enjoyed ourselves, those were good times and so what if we have to deal with our husbands now? It was worth it, I say. Don’t you agree?”
¬†¬†¬† “I don’t know. Now that Tonio’s almost home, I wish I’d never done it. Even if I’m the one that tells him, that doesn’t mean I’ll ever be rid of the shame of being unfaithful to him. I promised to be faithful to him for the rest of my life. I promised before God.”
¬†¬†¬† “Oh Angela, you’re such a child. Don’t you know how many promises like that are just so many words? Thousands, maybe much more than that.”
    There were other people on the beach, some of them lying on towels sunbathing. There were fishing boats coming into view in the distance. Life was beginning again and it seemed it was going to be beautiful. Everything in nature was reawakening as if to help people to forget.

    Dear love,

¬†¬†¬† Germany’s surrender was greeted by all the prisoners with a shout of joy that sounded like thunder. We dashed out of the huts and ran around like madmen. The Germans had just left in a great hurry. Maybe they were afraid we’d take revenge on them but we were thinking only of our refound freedom. Victory was in the air. There’s also been a rumour that Hitler’s dead. None of us can believe it yet. Some people think he may have gone into hiding somewhere and that he’ll be found some day. I immediately thought of you because you’re the only thing that matters to me now. If I didn’t have you, I’d be a lost soul not knowing who to talk to about my joy which is so great I can’t contain it. I must get home as soon as I can so I can hold you in my arms and talk to you and let you see how well I am and how wonderfully I’ve come back to life again. I’m as healthy as I used to be. I’ve lost a bit of weight but my body has come through it all and is as strong as ever. It’s been a rock. I’ve been through a lot but I’ve survived. I’m alive!
¬†¬†¬† By the time you get this letter I’ll already have been to the hospital for my medical. If I’m OK, they’ll let me leave right away and I’ll be on my way home to my beloved Lucca, the loveliest little place in the world, and my village, where my heart is, and my house, where you are – my light, the air I breathe, the oxygen that gives me life. Home! Where the roots of all I was and have become are. Be waiting for me, darling. I have so many things to tell you but I won’t at the moment. This letter must be only to give you the good news that I’m on my way. Each day that comes may be the day we meet again. Be on the watch for me, my love. I’ll soon be home.
    A kiss for everyone and you especially,
    Tonio

¬†¬†¬† Everyone in the courtyard knew about Tonio’s letter, just as they had known a few days earlier about Salvatore’s. Tonio would be the first to come back from the prison camp. They were looking forward impatiently to his arrival because, after all they had been through, his arrival would make them all happy. As the days passed they talked of nothing but him. They remembered his fine physique, his big eyes and his crew cut. They recalled his good humour and strength and the great things he had done. Without doubt, he and Angela had been the handsomest couple for miles around. When they got married, people who didn’t even know them had gathered on the steps outside the church, because they’d heard how lovely the bride was and how handsome the groom. The church was packed that day and the square was thronged with people. They showered rice on the young couple and, at night, they danced and sang outside their house till dawn. When the sun rose, Angela and Tonio appeared at the window to greet them all and laugh with them. The jokes went on and on and they stood at the window for more than an hour talking to everyone. People spoke about the wedding as if it had been the day before and not in the middle of the war.
¬†¬†¬† “Are you nervous, Angela?” her mother asked. She was nervous herself.
¬†¬†¬† “You know how frightened I am.”
¬†¬†¬† “Don’t be. Look cheerful and happy. Tonio wants you to be like that and God will help you. Trust in Him, my dear.”
 


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  1. Pingback di iPhone News » Blog Archive » Romanzo: La scampanata/A novel: The Shaming (Trad. Helen Askham) #12/13 — 9 Agosto 2008 @ 06:39

    […] Bartolomeo Di Monaco » HOME PAGE created an interesting post today on Romanzo: La scampanata/A novel: The Shaming (Trad. Helen Askham) #12/13Here’s a short outline di Bartolomeo Di Monaco [Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.] In calce il testo inglese La scampanata #12 XVIII Il 10 aprile la divisione corazzata sudafricana lasci√≤ la citt√† di Lucca, e cos√¨ la casa di Angela torn√≤ libera dai soldati, come pure quella di Caterina. ¬ęCome farai ora senza i tuoi marcantoni?¬Ľ le disse Caterina. ¬ęTu piuttosto come farai!¬Ľ ¬ęRitorno a Tombolo, ecco ci√≤ che far√≤.¬Ľ ¬ęMa come fai ad averne sempre voglia, non ti stufi mai?¬Ľ ¬ęNon bestemmiare, […]

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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart