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STORIA: La risposta: Ercole o Ulisse?

17 Giugno 2013

di Costanza Caredio

All’inizio il culto di Ercole era destinato ad illustrare e conservare lo “splendore di Era” (Graves), la divinità femminile che presiedeva alla maternità e quindi alla continuità della famiglia e alla fertilità di tutto, femmine, terreni e piante. Templi ad Ercole sono disseminati in tutto l’arco del Mediterraneo: era di casa in Spagna ai limiti dell’Oceano (colonne d’Ercole), ma anche in Libia, dove subito provvide a nuove sorgenti. A Roma ebbe uno scontro con i santuari locali, ma nell’Illiria era molto popolare. Tutto questo accadeva intorno al I° millennio a.C. Poi l’assetto dei popoli si complicò. I Fenici estesero i loro mercati su tutte le sponde, dietro essi, gli Assiri conquistarono Egitto e Siria, deportarono Israele, sottomisero la Giudea. La Grecia e l’Italia avvertirono il pericolo e rafforzarono le loro difese. Ercole assume la statura di un eroe invincibile: va in aiuto agli dèi dell’Olimpo che senza di lui non possono avere la vittoria contro “divinità primordiali”, libera il territorio da animali mostruosi (o macchine da guerra), ripara le ingiustizie, si pone al servizio di re locali come Euristeo nel Peloponneso, ma anche della regina Onfale che governa la Lidia e fa sapere che suo padre Zeus è contrario al sacrificio dei fanciulli.

Ma Ercole gioca anche nel campo avverso: stermina i propri figli, è imprevedibile per i suoi accessi di pazzia, taglia nasi, orecchie e mani alla moda orientale e sopratutto la sua città è Tebe, gemella della Tebe egiziana dalle cento porte. Ercole è il titolo assunto dal dio Merkart, protettore di Tiro, massimo centro di espansione fenicia e i suoi simboli, clava e pelle di leone appartengono ai popoli barbari. Egli procede verso un patriarcato-guerriero, ma infine è incastrato e messo al rogo dalla moglie, Deianira.

L’establishment greco si indirizza quindi verso Odisseo: un eroe locale con uno status di onori indiscusso: la conquista di Troia, cioè l’accesso dei mercanti greci ai porti del Mar Nero.
Ulisse è audace, ma prudente, libero, ma affezionato alla famiglia (Penelope), sensibile al fascino femminile (Circe), ma i suoi figli sono quelli legittimi, ingegnoso nelle soluzioni, non assetato di sangue come il trace Diomede. La sua costante protettrice è Atena. Non si rinnega il matriarcato ma lo si definisce meglio: dedito alla scienza e alle arti, ma anche provvisto di elmo e di corrazza e pronto alla lotta.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart