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STORIA: Excursus sull’antifemminismo vaticano

7 Gennaio 2013

di Costanza Caredio

L’antifemminismo del Papato è piuttosto politico che dogmatico, percorre tutta la sua storia, e può esser fatto risalire allo scontro con l’impero pagano di Roma, mentre la guerra aperta fu condotta e persa dagli Ebrei (66-70, 117, 132-35 d.C.) in alleanza con i Parti e i Babilonesi.
A partire dal II secolo d.C., il movimento di opposizione, guidato ora dai Cristiani, si riorganizzò, rifiutò la lotta armata, emarginò le comunità ebraiche e si attenne al “fatevi eunuchi per il Regno”. I santi sono coloro che rifiutano di pagare le tasse, di combattere, di avere figli, cioè gli eremiti e i monaci, e perciò la sessualità è “una trappola del demonio”. Con Costantino (IV secolo) l’impero divenne cristiano: il divieto di matrimonio e della sessualità rimase come segno di santità, obbligatorio per i vescovi e i preti, ora funzionari dell’ impero. Esso permise ai nuovi imperatori un buon controllo del territorio, chiudendo i giovani più irrequieti nei monasteri, estenuandoli con digiuni e preghiere ininterrotte; i loro compiti pratici erano di far fruttare le terre e riscuotere le tasse (decime); il divieto del sesso li esponeva alle punizioni dei superiori: erano infatti controllati da vescovi e abati e privi di armi.Fu però questa dura organizzazione che permise di unificare l’Europa e dare ad essa una lingua, una cultura, una struttura civile.

Nel 1453 cadde l’Impero Romano d’ Oriente per mano dei Turchi: il Movimento Protestante può anche essere considerato una risposta al nuovo pericolo: Principi e Re del nord chiusero i conventi, imposero il matrimonio, misero sul mercato la “mano morta”, rafforzando così il loro territorio di uomini e avviando a prosperità la nuova borghesia. All’Italia -dominio imperiale- non fu concesso,anzi, si moltiplicarono chiese e conventi.
Il caso di don Piero Corsi è inquietante per il rifiuto della Chiesa di prendere atto dei cambiamenti politici e sociali dell’Italia non più feudo imperiale. don Piero Corsi non è una persona felice e richiede comprensione. è vittima di un sistema antiquato. Un prete sposato creerebbe una famiglia esemplare: si tratta di uomini di cultura e non violenti. Con l’obbligo del celibato essi sono privati di uno dei più importanti diritti umani: quello di trasmettere se stessi e i propri valori ai figli. Inoltre un uomo che non ha radici di famiglia, non è disposto a difendere con la propria vita il proprio paese.
C’è poi il fatto poco rassicurante di un Vaticano “aperto” all’Islam: le decisioni sull'”accoglienza, l’incontro, il dialogo”, spettano ai Battezzati, sui quali ricadranno gli obblighi, e non alla Gerarchia.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart