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STORIA: Fascismo: di Destra o di Sinistra?

15 Agosto 2013

di Costanza Caredio

Forse è bene distinguere i vari periodi: il Fascismo degli inizi era formato da migliaia di reduci di tutte le classi sociali che avevano combattuto duramente in trincea dal ’15 al ’18 e avevano fatto argine a Caporetto. Una volta smobilitati si trovarono di fronte socialisti e cattolici, molti dei quali erano rimasti a casa imboscati e magari si erano anche arricchiti. I Socialisti (Sinistra) sotto la spinta della Rivoluzione Russa, aspiravano ora alla guida della Nazione, mobilitando lavoratori agricoli e delle fabbriche. I Reduci, sotto la guida di Mussolini, li fronteggiarono. Nel triennio 19-22, si ebbero, da ambedue le parti, centinaia di morti (sullo stillicidio giornaliero delle vittime fasciste vedi i resoconti del Chiurlo, su La storia del Fascismo, reperibile presso la Biblioteca Governativa di Lucca). Quindi lo scontro allora era tra nazionalisti (Destra) e internazionalisti (Sinistra).

Battuta l’insurrezione di Sinistra che imperversava in tutta Europa, si ebbe il governo Re-Mussolini, che fu in carica fino al 25 luglio ’43. Sostanzialmente era un governo di centro che mirava ad una soluzione concordata dei conflitti attraverso il corporativismo in una società ancora agricola e patriarcale e a cercare uno sbocco per i giovani – indottrinati ad hoc anche per contrastare il pacifismo cattolico – nelle colonie vicino casa, e non nelle Americhe, come era accaduto alla fine dell’800.
Di nuovo da ricordare il colonialismo dominante a livello mondiale delle vecchie potenze europee, eccetto la Germania, già estromessa dall’Africa.

I Fascisti ebbero cura dei Reduci e delle loro famiglie, promossero la scolarizzazione e l’igiene pubblica e privata, avviarono un percorso di modernità per le donne per sottrarle al monopolio cattolico, evitarono disastrose speculazioni bancarie e monetarie e così via, avendo come idea ufficiale l’interesse ma sopratutto la Gloria del Paese.
Ridurre questa politica a Destra-Sinistra non è adeguato. Un’ideologia fascista specifica si avviò negli anni ’30 a cura del Min-Cul-Pop, ma con poco successo nel campo letterario, maggiore in quello dell’arte e dell’architettura. Che la parola “fascista” sia utilizzata ora come un insulto sotto copertura politica, è un fatto negativo, che permette però di non dimenticare l’importanza di quel movimento e la necessità di reinserirlo con le sue luci e le sue ombre nella storia d’Italia.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart