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STORIA: Giuseppe Flavio: la tregua

12 Agosto 2013

di Costanza Caredio

Giuseppe rimase a Roma dalla caduta di Gerusalemme alla morte di Domiziano: dopo, non abbiamo di lui più notizie. Soggiornò in Egitto, dove i rapporti fra Greci ed Ebrei erano pessimi – la resa dei conti si avrà nel giro di pochi anni- e dove fu accusato di aver organizzato una rivolta anti romana.Ebbe quattro mogli.
A Roma aveva soggiornato a lungo anche S.Pietro: forse faceva parte di un gruppo di seguaci che si era formato intorno a Clemente, cugino di Vespasiano.

Dopo la distruzione del Tempio, i rapporti di Roma con la Palestina, dovevano essere ricostruiti: la regione era un caposaldo contro la spinta dei popoli orientali: dalla Scizia, all’Armenia, alla Persia, alla Mesopotamia, all’Arabia. Inoltre dovevano essere mantenute in pace le comunità della diaspora, in Africa e in Occidente. Giuseppe Flavio non era più utile. Lo era Gamaliel, notabile palestinese della grande famiglia di Hillel, già attivo, ma moderato nel mantenere l’ordine. Ricordiamo che nel I° secolo la setta cristiana era formata da Ebrei nazionalisti: Gamaliel, fariseo, aveva fatto rilasciare Pietro, che fu condannato a una buona dose di legnate, ma trovò poi aperta la porta della prigione.(Atti,5e23); anche Paolo era stato discepolo di Gamaliel.

Si trattava ora di rifondare a Roma un centro che custodisse memorie, leggi e consuetudini, che fosse un punto di riferimento per tutta la diaspora, che si tenesse fuori dalle lotte interne per la gestione dell’impero (Clemente fu giustiziato), e riconducesse il movimento messianico (cristiano) a un nucleo di rivendicazioni accettabili sia per Roma che per la diaspora.Pietro e Paolo furono dichiarati santi e martiri, utili per rappresentare un nazionalismo e un eucumenismo teorici.
La nuova Chiesa sarebbe stata un Verus Israel, esemplare per tutti i popoli.

Si chiuse il Canone Biblico al quale aveva iniziato a dare forma Tolomeo II Filadelfo (III secolo a.C) con traduzioni in greco, si aprì il confronto sul canone del Nuovo Testamento: sintesi difficile tra l’eredità dei vecchi capi ebrei che avevano aspramente combattuto il Cristo e i suoi seguaci e i Gentili, con tradizioni e civiltà loro proprie.C’era da discutere almeno per tre secoli.
In disparte Giuseppe Flavio si dedicò alle sue opere e alla difesa di se stesso e della sua gente.

(Segue)


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart