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STORIA: I due papi

18 Luglio 2013

di Costanza Caredio

A vederli fanno tenerezza: candidi nelle vesti e nei capelli, in atteggiamenti fanciulleschi, una sorta di complicità da adolescenti immersi in un loro mondo visionario: quello della bontà e pace universale, da “figli dei fiori” al di là del tempo e in contatto costante con nuovi cieli.
Poi però c’è la realtà quotidiana. Il Clandestino nero o colorato che ti guarda con espressione accusatoria dietro alla sua inutile paccottiglia di fazzoletti di carta e ombrellini colorati e palloncini per bambini perplessi, usi ormai a giocare con l’I-pad.
I papi conoscono la nostra realtà quotidiana o temono di abbassarsi al nostro livello?
Gli interventi di papa Francesco possono avere un senso se riferiti all’America: se le banche strozzano il ceto medio e lo mettono sul lastrico ricacciandolo nella povertà, allora la “centralità del povero” può essere capita, ma rimane un’espressione vaga così come: “i poveri li avrete sempre con me” e i banchieri anche? Da noi bastano i poveri tradizionali e non avvertiamo il bisogno di un supplemento extra.
Chi nell’ambito della nostra gerarchia si fa interprete delle nostre esigenze nazionali? Vediamo vescovi che si esprimono solo in ordine sparso, conferenze episcopali dalle quali escono messaggi criptati. Non respingere né sanzionare i clandestini, significa togliere i confini nazionali conquistati con sangue dai nostri vecchi: senza questi limiti chi sarà garante per noi?

Inoltre è anche un’offesa per le nuove nazioni africane il cui compito non è quello di sbarazzarsi dei suoi abitanti scomodi, come facciamo noi con la spazzatura, ma è quello per il quale sono nate, cacciando i Bianchi di provvedere da sé al proprio destino.
Quanto alle Banche, è un assetto globale che viene richiesto e che coinvolge quindi tutte le religioni, che non possono pensare di eludere i problemi mettendo cattolici, ebrei e mossulmani gli uni contro gli altri.
Il papa parla ai Cattolici, ma che dicono gli Ebrei, i Protestanti, i Mossulmani ai loro banchieri? non li abbiamo sentiti. Stanno forse effettuando delle divisioni ad hoc: ai Cattolici la povertà, agli Ebrei la gestione dei soldi, ai Mossulomani nulla perché sono già ricchi di per sé. Possono godersi le primavere.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart