Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone

TUTTI I MIEI LIBRI SU AMAZON qui

La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Piante e fiori del mio giardino e altre bellezze: qui

STORIA: I MAESTRI: Napoleone: Fu vera gloria?

21 Maggio 2015

L’eco della Rivoluzione
di Jacques Godechot
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, domenica¬† 4 maggio 1969]

Lo storico francese di oggi che giudica Napoleone si sforza soprattutto di essere obiettivo. Un’obiettivit√† diffi¬≠cile da raggiungere perch√© Napoleone √® stato via via rap¬≠presentato come un terribile mostro, il peggiore dei cri¬≠minali, e come un eroe in¬≠comparabile, un salvatore del¬≠l’umanit√†. La personalit√† di Napoleone √® circondata da una doppia leggenda, una ¬ę leggenda nera ¬Ľ e una ¬ę leg¬≠genda dorata¬Ľ. Mentre vive¬≠va, i suoi nemici, che erano numerosi, in ispecie gli ingle¬≠si e i monarchici, si compiac¬≠quero nel dipingere l’¬ę orco corso ¬Ľ che divorava i suoi figli come l’angelo sterminato¬≠re, l’Anticristo annunciato da S. Giovanni, o anche come un ¬ę mito solare ¬Ľ che non sareb¬≠be mai esistito. Ai giorni no¬≠stri, dopo le dittature della prima met√† del XX secolo, taluni sono tentati di assimi¬≠lare troppo facilmente Napo¬≠leone, Mussolini e Hitler. Co¬≠si, recentemente, il maestro elementare di un piccolo vil¬≠laggio del centro della Fran¬≠cia scriveva al Figaro litt√©- raire che aveva appena de¬≠dicato parecchi numeri a Na¬≠poleone: ¬ę I soldati di Napo¬≠leone sono stati complici di orrori di ogni sorta, degni delle orde di Gengis-Khan o della soldataglia hitleriana. Come francesi, hanno diso¬≠norato il loro nome; come cattolici, hanno perduto le loro anime. E quando questa fol¬≠lia sanguinaria √® cessata, il loro paese √® restato esangue, disonorato, impicciolito, con¬≠segnato agli stranieri… Gli italiani hanno ucciso e appe¬≠so il loro Mussolini – e il ca¬≠davere di Hitler √® scompar¬≠so nel fango e nelle macerie ‚ÄĒ degna fine per quei mo¬≠stri ‚ÄĒ Napoleone, lui, riposa in mezzo a un popolo ‘che ha tanto amato’! ¬Ľ.

Inversamente, l’apologia ec¬≠cessiva, l’agiografia iperboli¬≠ca si impadronirono di Na¬≠poleone mentre era vivo. D’al¬≠tronde egli stesso conduceva abilmente una notevole pro¬≠paganda, che esercitava at¬≠traverso la stampa, il teatro, le arti. A Sant’EIena, egli tes¬≠s√© la trama della propria leg¬≠genda. Appena fu morto, i poeti esaltarono le sue gesta. Sono celebri i versi di B√©ranger:

On parlera de sa gioire

Sous le chaume, bien longtemps,

e Victor Hugo, nel 1840, scris¬≠se con II ritorno delle ceneri un inno a Napoleone. Il se¬≠condo Impero e gli anni che precedettero la prima guer¬≠ra mondiale videro apparire numerose opere nelle quali gli elogi a Napoleone non erano temperati da alcuna ri¬≠serva. Ancora oggi Napoleone conta numerosi fedeli, e il Figaro litt√©raire, se pub¬≠blicava una lettera di un suo detrattore ne stampava un’al¬≠tra, di un lettore del Qu√©bec, che affermava: ¬ę Penso che Napoleone sia stato il vero fondatore del mondo moder¬≠no e che tutti i soldati che morirono proclamando la loro fedelt√† all’imperatore, lo fe¬≠cero per la libert√† dei po¬≠poli. I francesi dovrebbero es¬≠sere fieri d’aver scritto la pi√Ļ bella pagina della storia uni¬≠versale, una pagina insanguinata, sicuro, ma di sangue puro ¬Ľ.

Lo storico deve stare in guardia contro questi due ec¬≠cessi. Deve sforzarsi di fare un bilancio dell’opera di Na¬≠poleone, di vedere in che co¬≠sa l’Imperatore fall√¨ e in che cosa riusc√¨. Scacco incontestabile: la creazione, in Fran¬≠cia, di una dittatura militare, e in Europa di un ¬ę Grande Impero ¬Ľ che riuniva i popo¬≠li di una met√† del continen¬≠te sotto l’autorit√† di uno stesso uomo. L’una e l’altro sprofondarono nel sangue in meno di quindici anni. Il ten¬≠tativo di restaurazione del¬≠l’Impero, tentato nel 1852 dal nipote di Napoleone primo, non ebbe sorte migliore. Dopo ogni esperienza la Francia si √® trovata territorialmente smi¬≠nuita, economicamente inde¬≠bolita. Fu una riuscita, vi¬≠ceversa, la restaurazione in Francia della pace interna con la fine delle guerre civi¬≠li e dei conflitti religiosi, con il consolidamento dell’opera della Rivoluzione del 1789, il riconoscimento definitivo del¬≠l’eguaglianza davanti alla leg¬≠ge, la fine degli ¬ę ordini ¬Ľ pri¬≠vilegiati, caratteristici del vec¬≠chio regime. ¬ę Non abbiamo definitivamente acquisito la Repubblica e non l’avremo, disse Napoleone, se non get¬≠teremo sul suolo della Fran¬≠cia alcuni massi granitici ¬Ľ. Questi ¬ę massi di granito ¬Ľ sono le istituzioni, alcune del¬≠le quali durano ancora. Mol¬≠te erano state create dalla Ri¬≠voluzione; Napoleone ebbe il merito di conservarle e di perfezionarle: amministrazio¬≠ne dipartimentale, con i pre¬≠fetti e i sotto-prefetti; servi¬≠zio militare obbligatorio e per tutti; sistema giudiziario mo¬≠derno, con i suoi tribunali di diversi gradi e i suoi magi¬≠strati inamovibili; banca di Francia e ¬ę franco di germi¬≠nale¬Ľ (che visse fino al 1926), tributi diretti semplici e di facile riscossione da parte di un personale di funzionari specializzati; concordato con la Chiesa cattolica (in vigore fino al 1905); codice civile, universit√† ¬ę napoleonica ¬Ľ, in¬≠taccata soltanto nel 1968.

Ma, soprattutto, Napoleone √® stato, forse senza saperlo, il grande divulgatore delle idee rivoluzionarie in tutta la Europa, dal Guadalquivir al¬≠la Moscova. Il grande scrit¬≠tore francese Charles P√©guy disse molto bene; ¬ę Napo¬≠leone pensava di aver fon¬≠dato un immenso impero: non bisognava credergli. Egli propagava delle libert√†… Tut¬≠ti i popoli che hanno respin¬≠to l‚Äô ‚ÄėImpero‚Äô hanno impie¬≠gato centocinquant’anni per non riuscire nemmeno a ri¬≠conquistare qualcuna delle li¬≠bert√† di cui l’ ‚ÄėImpero‚Äô era ap¬≠portatore, inconsapevolmen¬≠te, con le aste dei suoi lan¬≠cieri, nelle cantine delle sue vivandiere ¬Ľ. E se i soldati di Napoleone diffusero le ¬ę con¬≠quiste ¬Ľ della Rivoluzione, l’imperatore si sforz√≤ di in¬≠staurare in tutti i paesi che gli erano sottomessi o soltanto alleati le istituzioni che, secondo lui, facevano la forza della Francia, ed era¬≠no, in fin dei conti, dovute alla Rivoluzione. E’ ben Na¬≠poleone il fondatore dell’Eu¬≠ropa moderna, ma egli non l’ha fondata che nella misu¬≠ra in cui ha diffuso idee e istituzioni dell’epoca rivolu¬≠zionaria.

Non bisognerebbe dimenti¬≠care, neanche, che Napoleo¬≠ne √® responsabile dell’accre¬≠scimento della potenza poli¬≠tica e economica dell’Inghil¬≠terra. Certo, nel 1789, grazie all’invenzione della macchi¬≠na a vapore, dell’altoforno e dei telai meccanici per fila¬≠re e tessere, l’Inghilterra ave¬≠va gi√† vent’anni di vantaggio sul continente. Ma durante l’epoca rivoluzionaria e im¬≠periale, il continente non ri¬≠guadagna il suo svantag¬≠gio, mentre, per lottare con¬≠tro Napoleone, l’Inghilter¬≠ra perfeziona la sua industria e continua la sua corsa. Il vantaggio √® di almeno trent’anni, nel 1815; esso si di¬≠stingue con l’instaurazione, a partire da quest’epoca, di un regime ¬ę capitalista ¬Ľ in Gran Bretagna. Allo sviluppo eco¬≠nomico, l’Inghilterra aggiun¬≠ge un’egemonia marittima quasi totale, conquistata gra¬≠zie alle vittorie su Napoleone. Anche gli Stati Uniti ap¬≠profittarono dell’epoca napo¬≠leonica per affermare la lo¬≠ro indipendenza. Se l’Inghil¬≠terra non fosse stata impe¬≠gnata in Europa dalle guer¬≠re contro la Francia senza dubbio gli americani non avrebbero potuto sconfigger¬≠la nel 1814, e mantenere le posizioni economiche che ave¬≠vano conquistato su tutti i mari dopo il 1789. Cos√¨, in¬≠direttamente, Napoleone √® il responsabile della fisionomia che ha preso, nel 1815, non soltanto l’Europa, ma il mon¬≠do intiero. Si pu√≤ odiare Na¬≠poleone, si pu√≤ ammirarlo, non lo si pu√≤ ignorare.


Letto 1732 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart