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STORIA: La caduta della Dea Bianca

23 Agosto 2012

di Costanza Caredio

Il predominio della Grande Madre come colei che popola la Terra, ha termine con il passaggio dall’età del Bronzo (IV-III-II millennio a.C), epoca di ricerca in tutti i campi e elaborazione della scrittura, all’età del Ferro (II e I millennio a.C.). Ora si afferma la lotta fra gruppi umani organizzati e la sperimentazione dei mezzi di difesa-offesa. Questi processi hanno luogo ovunque, ma sono particolarmente evidenti nel Vicino Oriente e sono puntualmente registrati nel sistema ideologico-religioso.
A capo della comunità c’è ora una divinità maschile che difende il territorio all’esterno e mantiene l’ordine e la giustizia all’interno. Variamente subordinati e coordinati i nmerosi altri dèi segnano i diversi aspetti della società. Il massimo dell’equilibrio si ha nell’Olimpo greco e romano con ugual numero di divinità maschili e femminili e Giove primo inter pares.Il massimo dell’autoritarismo e della tirannide nelle regioni orientali è espresso da ASSURNASIRPAL (884-859), re del grande impero semita assiro babilonese (III-II-I millennio a.C.): qui la violenza e il terrore sono assunti a Ragion di Stato.
ASSURNASIRPAL registrava puntualmente nell’archivio del suo palazzo reale in scrittura cuneiforme le deportazioni dei popoli, i cumuli di teste tagliate e di corpi smembrati, i roghi delle famiglie reali avversarie comprese donne, bambini, servi, amministratori e scribi, impalamenti, scuoiamenti, crocifissoni. (Pettinato, Semiramide; Sabatino Moscati, Il volto del potere).
E’ quindi evidente perché i Greci e i Romani scelsero, come loro manifesto, l’uomo e la donna, perfetti, intatti, nudi. L’uomo greco trae la propria forza non da carri e macchinari, ma dal suolo (mito di Ercole e Anteo), dalla natura che muore e che risorge (mito di Proserpina e Core), da forze universali fisiche e psichiche (Eros, Logos).
La donna deve abbandonare il potere perché non regge il confronto in campo tecnico e militare: la costruzione di macchinari di assedio, i carri da combattimento veloci, le opere in muratura, l’abilità nel maneggiare le armi, esaltano la forza fisica del maschio.
Allora Eva è cacciata dal Paradiso, Giunone è riciclata a casalinga scontenta, Afrodite a “riposo del guerriero”. Debora, mitica giudice e profetessa nel regno di Israele, leader di 10.000 guerrieri, è messa a riposo e soffre come modello Ester, arrampicatrice regale.
Come nemico-protagonista si staglia la figura di ASSURNASIRPAL, re-simbolo della lotta crudele, della “pulizia etnica e culturale”, vera espressione dell’età del Ferro. Vedremo come ne saranno affascinate e condizionate le generazioni a venire.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart