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STORIA: Mussolini e Buonaiuti

30 Aprile 2014

di Costanza Caredio

Roma,1939. La Segreteria di Stato “avuto notizia che il Ministero dell’Istruzione del Cantone di Vaud aveva in animo di dare al noto prete spretato prof. Buonaiuti una cattedra in quella universitĂ  e dopo aver fatto gli opportuni passi per impedire tale nomina senza risultati chiaramente favorevoli, nel luglio 1939 si rivolse tramite l’Ambasciata d’Italia al Ministero degli Esteri perchĂ© il governo impedisse al Buonaiuti di espatriare. Il Ministero degli Esteri chiede quindi al dicastero dell’Interno che – si compiaccia di far ritirare il passaporto alla persona di cui trattasi – Bocchini, capo della polizia, ritira il passaporto, che sarĂ  restituito solo dopo il personale intervento del Duce, sollecitato dal Rettore dell’UniversitĂ  di Losanna, della quale Mussolini era dottore honoris causa”
Buonaiuti rifiuterĂ  poi la cattedra che comportava l’adesione ala Chiesa Evangelica di Vaud.
L’anticlericalismo di Mussolini era simile a quello di Buonaiuti.
Il fabbro di Predappio aveva sì battezzato i suoi figli, ma l’uno aveva il nome di Arnaldo (da Brescia) monaco contestatore che nel XIII secolo cercò di ripristinare l’antica repubblica romana. Fu mandato al rogo dal combinato disposto Nicholas Breakspear, unico papa inglese della storia, Adriano IV e dall’imperatore tedesco Federico Barbarossa.L’altro figlio lo chiamò Benito(Juarez) rivoluzionario messicano che aveva a suo credito la fucilazione di Massimiliano d’Austria.
PapĂ  Buonaiuti era un tubercolotico bottegaio romano padre di 8 figli, tra i quali Alarico, protagonista del sacco di Roma nel 410. Il clima è quello italiano di sempre: clericale ma anche anticlericale; il momento è quello del Modernismo che si affiancò al Futurismo nel primo ‘900 nel cercare di svecchiare la societĂ , la cultura, la teologia italiana.
Mussolini non aveva bisogno di maestri rivoluzionari socialisti, era pronto per una sintesi: accettare la lotta interna ed estera, ma promuovere la pace religiosa.
Il Concordato del ’29 fu confermato da un plebiscito: 8519559 voti a favore, 135716 contro. Vi fu un unanime consenso in Italia, ma preoccupazione al di lĂ  dei confini: un cattolicesimo armato non si era piĂą visto da secoli: occorreva porvi rimedio e ricondurlo al ruolo della rinuncia e del perdono.

Fonte: Margiotta Broglio-Pellegrino Nazzaro: Modernismo, Fascismo, Comunismo, Il Mulino, ’72.


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Bart