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STORIA: papa Alessandro II

9 Gennaio 2014

di Costanza Caredio

Se Firenze inaugura moschee benedette da vescovi e rabbini ma senza consultare la gente del luogo, per bilanciare tanto inquietante zelo, sarebbe utile per Lucca rileggere la propria millenaria storia di Stato Sovrano, con propria moneta e propria politica.
Vi troviamo protagonisti eccezionali come Anselmo da Baggio, vescovo di Lucca nel 1057, poi papa con il nome di Alessandro II. Perché questo nome non usuale? i papi scelgono un nome che indica il proprio impegno religioso-politico. Nella storia figura un solo Alessandro papa, agli inizi del II secolo (105-115), del quale non esistono altre notizie, e quindi il riferimento-continuità va ad Alessandro Magno che dedicò la propria breve e gloriosa vita a combattere le invasioni orientali.
Nel secolo X a Lucca prende consistenza una politica europea, sfociata poi nelle Crociate, di contenimento dei Mossulmani che stanno avanzando ai confini dell’Asia Minore e della Siria. Ad opera dei Turchi Selgiuchidi si avrà nel 1071 la disfatta di Manzikert dove l’imperatore bizantino Romano IV Diogene, sarà duramente sconfitto, tradito dai suoi, umiliato, restituito a Bisanzio dove fu accecato. Il nuovo imperatore Michele VII Dukas, si appella all’Occidente per aiuto e nel 1073 Gregorio VII è innalzato al papato e risponde con una strategia preparata e prevista dal suo circolo italo-germanico di riformatori.
Era stato preceduto da Alessandro II che coinvolge le plebi urbane (la Pataria a Milano) contro vescovi troppo ricchi e indipendenti che costruiscono un potere locale e personale.
Con la Riforma riprendono contro di loro le vecchie accuse di compravendita delle cariche (Simonia) che privilegia i poteri finanziari. Viene ripristinato l’obbligo di celibato per far sì che non si formi una casta né si disperda il patrimonio nelle rivalità di mogli e figli. I vescovi devono essere una squadra coesa per la difesa dell’Occidente. Alessandro II sfrutta la secolare rete di alleanze del papato: ottiene l’adesione del re Sancio d’Aragona, appoggia il duca di Normandia Guglielmo, che combatterà e vincerà sotto le insegne papali la battaglia di Hasting, conquistando il trono inglese.(1066); vero è che gli Angli avevano passato la notte a bere e a cantare (Gesta Regum). Il papa lucchese ha un formidabile alleato nella potente Contessa Matilde, in prima linea nel respingere le incursioni saracene sulla costa tirrenica, alle quali pose termine solo il “colonialismo” nell”800.
Su queste vicende straordinarie mancano nella nostra città convegni, premi, edizioni critiche di documenti, valorizzazione dell’archivio arcivescovile e quant’altro serve a costituire il patrimonio culturale comune.
Firenze, patria del Savanarola e di La Pira, non teme, ma accoglie “li turchi”, plaudendo al coro rossiniano: “viva viva il flagel delle donne – che di tigri le cangia in agnelle – chi non sa soggiogar queste belle – venga a scuola del Gran Mustafà”.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart