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STORIA: Papi romani

26 Gennaio 2014

di Costanza Caredio

Il ralliement sotto le bandiere papali per la difesa e la riscossa dell’Occidente, avvenne dopo che i Saraceni erano dilagati per tutto il Med. e l’impero bizantino si dimostrava incapace alla difesa, o anche tentato di farne oggetto di scambio come era accaduto con il sacco di Roma nel 410. La posta era in questo periodo una “pacifica convivenza” con l’Islam a spese nostre. Alla metà del 1000, le due Chiese, Roma e Costantinopoli, si separarono sul “filioque”; che riprendeva il dibattito sulla natura del Cristo, e lo chiudeva rifiutando l’uguaglianza con il Padre. Significava che l’Occidente, il Cristo-Logos, erede di Roma e della Grecia, della loro storia e civiltà (natura umana), doveva essere subordinato all’Oriente, al Dio degli eserciti, semita, onnipotente.
Il popolo di Roma che era solito eleggere i Papi, guidato dall’energica Marozia, scelse una propria soluzione di autonomia: piazzò in Vaticano i capi delle fazioni armate locali più combattive: i Crescenzi e i conti di Tuscolo: essi si dimostrarono all’altezza dell’emergenza.
Benedetto VIII (Teofilatto dei conti di Tuscolo) “provocò in una battaglia durata tre giorni, la disfatta dei pirati saraceni ricomparsi in Toscana e affacciati su “Roma”(Bocci) e cacciò i Bizantini dalla Puglia con l’aiuto dei Normanni. Alla sua morte divenne papa il fratello Romano, senatore laico, con il nome di Giovanni XIX. La sua azione fu diplomatica. Incoronò a Roma imperatore Corrado II il Salico. Alla cerimonia (1027) erano presenti: Canuto II, re di Danimarca, Inghilterra e Norvegia, impegnato in patria a castigare il perfido Macbeth. Re Canuto era figlio di Svevo Barbaforcuta di Danimarca, e padre di Araldo piè di lepre.

Era presente anche Rodolfo di Borgogna, detto il fannullone, che aveva promesso a Corrado II il proprio regno,comprese le insegne, la spada e la lancia di S.Maurizio.
Il nipote Benedetto IX, moderatamente antitedesco, ottenne il controllo dell’abazia di Montecassino. Bisogna ricordare che i grandi monasteri, provvisti di milizie, di denari e di tenute agricole, erano roccaforti contro incursioni ostili. Benedetto, giovane e bello, avversato dalla fazione dei Crescenzi, vendette poi il papato alla famiglia dei banchieri ebrei Pierleoni (Gregorio VI), si dimise dalla carica e sposò una sua cugina. Queste vicende, drammatizzate dai monaci (gli intellettuali del tempo) e in seguito demonizzate dagli anticlericali dell”8-900), fornirono l’occasione ai Tedeschi di scendere in Italia per “moralizzare l’ambiente”. I tre papi (Crescenzi, Tuscolani e l’Ebreo) furono sostituiti da Clemente II, il vescovo di Bamberga, primo della serie di papi tedeschi. Lo scontro con l’Oriente doveva essere affrontato dall’Europa Unita: da Roma o dalla Germania?


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Bart