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STORIA: Siria: patrimonio dell’Umanità

12 Luglio 2012

di Costanza Caredio

La Siria non è solo Libanio e la sua accorata implorazione Pro Templis in difesa dei santuari pagani , o Elagabalo e la sua corte di regine orientali poco adatte a gestire eserciti romani o città ellenistiche sempre sull’orlo di una crisi di nervi dove Ebrei e Greci si combattevano di santa ragione con ogni pretesto.
La Siria è l’impero di Ebla del III millennio a.C, città sepolta e dimenticata sotto la collina di Tell Mardikh e riportata alla luce grazie all’impegno instancabile di archeologi italiani a partire dagli anni ’70.
Contemporanea delle più antiche piramidi egiziane , Ebla era situata nella regione nord della Siria, in vicinanza del Mediterraneo. La città, terminal di vie carovaniere e commerciali, gestiva, nel suo momento di massima espansione intorno al 2500 a.C. rapporti con innumerevoli città-stato dell’area mesopotamica e orientale. I suoi sovrani alloggiavano in un grande palazzo provvisto di magazzini e aree di servizio. I suoi segretari e amministratori tenevano la contabilità di grandi somme in oro e argento. Nella biblioteca erano sistemate con ordine migliaia di tavolette in caratteri cuneiformi che il compianto professor Giovanni Pettinato, grande assirologo e epigrafista, leggeva con la stessa rapidità e sicurezza , come noi i quotidiani del mattino.
“Quasi 500 siti archeologici scavati nella Mezzaluna fertile e circa 10.000 ancora da esplorare”
“Siamo convinti che i numerosi tell della Siria e della Mesopotamia nascondano tesori forse più preziosi di quelli venuti alla luce a Ebla, anzi il mio augurio è che si intensifichino gli scavi nel Vicino Oriente Antico, affinché altre città emergano dalla polvere dei millenni e altri documenti vengano riportati alla luce in modo che le nostre conoscenze di questo mondo meraviglioso, si arricchiscano sempre di più” Giovanni Pettinato, La città sepolta.
Noi, assillati dall’economia, teniamo gli occhi puntati sul petrolio, sulle banche, sul Mercato, sullo spread , e questo ci fa dimenticre la necessità di sapere come eravamo, per decidere come vogliamo essere. La Siria non può essere lasciata in balìa di incontrollabili bande armate che depredano e distruggono le memorie. Essa deve essere dichiarata “patrimonio dell’umanità” oltre che del suo popolo.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart