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STORIA: Ucraina

20 Marzo 2014

di Costanza Caredio

La carestia programmata da Mosca durante il regime comunista si può anche leggere come una misura preventiva contro l’Occidente, essendo l’Ucraina la regione più esposta ad influenze occidentali. Tuttavia, dopo che la Russia è riuscita a liberarsi dalla tirannide comunista e non è più preda di tribù nomadi, si possono considerare altre prospettive per questa regione di confine. Nei secoli passati, l’Ucraina non è stata una barriera invalicabile contro le invasioni asiatiche né di protezione al reale baluardo a guardia del Mediterraneo come i Romanoi di Bisanzio. Nei secoli XIV e XV non riuscì a contenere la spinta del grande Impero Mongolo conosciuto in Europa come l’Orda d’Oro, dalla tenda d’oro del capo BATU, nipote di Gengis Kahn e Kiev fu conquistata nel 1240. Seguirono gli attacchi dei Turchi Ottomani, che distrussero Constantinopoli, facendone un trampolino per la conquista dell’Europa.
Tutti i Pontefici Romani cercarono invano di porre fine allo scisma con il Patriarcato ortodosso, voluto nel 1050 da Michele Cerulario e dal suo imperatore Costantino IX, e di unificare l’Occidente a difesa.
Dopo la caduta di Costantinopoli (1453), il patriarca spostò la propria sede a Mosca nella Russia invincibile, data la sua smisurata dimensione. Essa assunse così il suo ruolo nell’eredità e nel peso della civiltà occidentale.”Due Rome sono cadute, ma la terza vive e una quarta non vi sarà”: questa la profezia-testamento del monaco Filoteo di Pskov. Insieme alle rivendicazioni del sacerdozio, ci fu quella politica: il capo della Russia è lo Zar (Caesar) consacrato e discendente da Augusto. Ci può essere dunque una strategia comune tra la Santa Russia e l’Europa.
Ricordiamo che i Savoia, dinastia millenaria e quindi esperta nel conservare e aumentare il proprio potere e perciò stesso prontamente scaricata e diffamata nell’Italia vinta, avevano impostato alleanze ad Est, attraverso il matrimonio di Vittorio Emanuele III con la regina Elena di Montenegro.
Fare della Crimea e dell’Ucraina una minaccia per Mosca, significa perderla per la difesa del continente Europa.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart