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Tra poche ore avremo il bolscevismo al potere

27 Novembre 2013

Ad accoglierlo a braccia aperte sarà l’ex comunista Napolitano, soprannominato l’uomo di Budapest per aver plaudito in nome del socialismo reale al massacro ungherese di vecchi, donne, bambini e vigorosi e sfortunati magiari in lotta per la libertà.

Le truppe erano schierate da tempo, ma solo dal 2010, con il coinvolgimento di Gianfranco Fini, il bolscevismo ha capito di avere partita vinta. Questione di poco tempo, e con l’aiuto della magistratura di regime (simile a quella che comminava pene su commissione al tempo del fascismo in Italia) il sogno del vecchio Pci, il più forte partito comunista d’occidente, di impadronirsi del nostro Paese sarà realtà.

L’umiliazione della democrazia e la cancellazione della libertà saranno un fatto compiuto. Inneggeranno i soliti scribacchini che hanno servito la causa dando un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma la vergogna e il rigetto verranno dalla Storia, che li considererà come pattumiera del peggior sodalizio antidemocratico della vicenda italiana.
Chi sa che stasera il tricolore che sventola sul Cremlino italiano non si sfilacci e vada in pezzi per l’onta subita.

Ma il brindisi dei bolscevichi di casa nostra è destinato ad andar loro di traverso.
L’uomo che tra mille errori e mille difetti, tanto umani che politici, ha cercato di fermare (uno dei pochi che lo aveva intravisto) il bolscevismo della gioiosa macchina da guerra, subisce una cocente sconfitta, ma non perde la guerra. Pur acciaccato dalla pesantezza degli attacchi, dalle malattie e dai tradimenti, mostra una resistenza che ha dell’incredibile. Difficile piegarlo, e in queste ultime ore la sua ostinazione a non darla vinta all’odiato bolscevismo, mi pare lo abbia perfino convinto che la galera sarà per lui lo stesso laticlavio che fu per uomini come Mandela e Gandhi.

I bolscevichi italiani hanno il destino segnato. Saranno sconfitti con vergogna. Banchetteranno per poco tempo, poiché gli italiani hanno imparato a loro spese a riconoscere il fascismo sotto ogni colore, sia esso nero, come fu nel passato, sia rosso, come si è mascherato oggi. I falchi del Risorgimento e della Resistenza sono già al lavoro. Dopo anni di incertezze finalmente hanno preso coraggio e si sono moltiplicati i punti di resistenza, sia su internet, sia sulla stampa cartacea e sia perfino in tv, dove i soliti bolscevichi talk show cominciano a subire un significativo calo degli ascolti, segno che il loro inganno è finito.

Probabilmente il nuovo che nascerà dalla decadenza di Berlusconi avrà aspetti stupefacenti ed inattesi, che dimostreranno come la nemesi non abbia dimenticato le prepotenze alla democrazia e alla libertà perpetrate da uomini che avrebbero dovuto difenderle. A cominciare da Napolitano, il quale, proprio ieri ne ha combinata un’altra delle sue, senza che i costituzionalisti abbiano elevato la sia pur minima protesta. Egli farà valere il voto di fiducia alla legge di stabilità che sarà espresso da una risicata maggioranza, anche come voto di fiducia ad un governo che non è più sorretto dalla precedente maggioranza e che, a norma della costituzione, dovrebbe rassegnare le dimissioni e riottenere un nuovo incarico da Napolitano e subito dopo presentarsi in parlamento per sottoporsi allo specifico e obbligatorio voto di fiducia. Napolitano ha pensato bene di approfittare del suo autoritarismo e del silenzio dei costituzionalisti che è riuscito ad imporre, per fare della costituzione carta straccia, pur di imporre la propria volontà, sacrificando non solo la sovranità popolare, ma anche il solo organo, il parlamento, che può vitalizzare e autorizzare l’attività di un governo che ha cambiato maggioranza.

La sorpresa che i bolscevichi non si aspettano, sicuri che la caduta di Berlusconi li legherà al potere per sempre, è che dalla decadenza di Berlusconi la nuova Forza Italia dei falchi (necessari come lo furono nel Risorgimento e nella Resistenza) esprimerà nuovi leader motivati da una lotta che richiama alla loro coscienza quelle lontane e memorabili battaglie. Nessuna dittatura avrà mai più la possibilità di insediarsi al potere in Italia se non per l’espace d’un matin.

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Qui la prima pagina del giornale.it


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart