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VARIE: A.D. 2022. Elezioni del nuovo Presidente della Repubblica

11 Gennaio 2020

di Bartolomeo Di Monaco

Perché è necessario andare al più presto al voto anticipato?
Perché va sconfitto il maldestro e dispotico tentativo dell’attuale maggioranza giallorosa di conservare tale privilegio numerico allo scopo di garantirsi l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.
Un tentativo tanto ripugnante da esigerne il rigetto per una ragione di principio.

Vediamo perché.

Ormai è arcinoto che l’attuale maggioranza parlamentare che sostiene il governo non esiste più da tanto tempo nel Paese. Non sono soltanto i sondaggi a dirlo, ma le numerose elezioni regionali che nel frattempo si sono tenute con la schiacciante vittoria della parte avversaria: il centrodestra.
Tutti gli esperti prevedono che se si andasse ad elezioni in questi mesi sarebbe il centrodestra a vincere e toccherebbe ad esso eleggere il capo dello Stato.

Che cosa ne consegue?

Che l’attuale maggioranza (solo parlamentare) impedisce alla maggioranza degli elettori (quella nel Paese) di esprimere un capo dello Stato vicino alle proprie posizioni.

Come chiamereste questo tentativo, se andasse in porto?

Dire dittatura è troppo poco. Poiché vi si aggiunge il manifesto disprezzo dell’elettorato con in più la volontà di annichilirlo in una prova di forza autoritaria, che ambisce a dare una lezione ai cittadini dimostrando che il Palazzo conta più di loro, e si mettano in pace.

Può l’attuale capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha messo in piedi questo obbrobrio che sta distruggendo la dignità del nostro Paese, continuare nel preoccupante silenzio e nel complice immobilismo?

Non può. Deve chiamare il Presidente del Consiglio e chiedergli di rassegnare le dimissioni. Potrebbe farlo anche prima che si svolgano le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria. Anzi sarebbe meglio, poiché ciò restituirebbe alla politica una sana competizione elettorale, non più contaminata da interessi conservativi di ogni tipo e tutti degradanti.

Svegliati Mattarella!


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart