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VARIE: A Lucca una giunta fascista?

30 Ottobre 2019

di Bartolomeo Di Monaco

A Lucca una giunta fascista?
È da domandarselo, visto che in Consiglio comunale è stata bocciata la mozione che chiedeva solidarietà per il segretario di Casa Pound, Fabio Barsanti, al quale Facebook ha chiuso il profilo.

La Legge Scelba e l’articolo 21 della Costituzione addotti come scusa dalla maggioranza di sinistra sono fuori luogo in quanto Casa Pound è un partito ammesso nell’arco costituzionale ed è chiamato infatti a partecipare alle elezioni.

Delle due, l’una: o viola l’articolo 21 della Costituzione e allora deve intervenire la magistratura e ordinarne la chiusura, oppure non lo viola e allora non lo si può censurare e il Consiglio comunale di Lucca deve concedere la propria solidarietà, in quanto la censura è illegittima, oltre che pretestuosa.

Per essere precisi questo è il VERO CONTENUTO DELL’ART. 21 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.”.

Non è, dunque, l’art.21 della Costituzione che andava richiamato ma la norma transitoria n. XII che recita:

“XII

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.”.

Sulla base di tale norma transitoria si addivenne alla promulgazione della legge Scelba n. 645/1952:

“La legge n. 645/1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.”.

Quando Giorgio Pisanò costituì il partito denominato: Il movimento Fascismo e Libertà affrontò diversi processi e tutti furono archiviati, anche tenendo conto della detta legge Scelba n. 645/1952.

“Il Movimento Fascismo e Libertà è stato fondato nel 1991 dal senatore Giorgio Pisanò; ha affrontato alcune decine di processi per ricostituzione del partito fascista, ma la precisazione «del disciolto partito fascista» è stata sufficiente per ottenere in tutti i casi l’archiviazione o l’assoluzione, con la motivazione che il fatto non sussiste. La motivazione di ciò è che, in sostanza, la legge vieta la ricostituzione di un partito, ispirato al disciolto partito fascista, che mira al ritorno di una dittatura fascista.”.

Se la maggioranza del Consiglio comunale di Lucca non ha creduto di esprimere la propria solidarietà a Fabio Barsanti (regolarmente eletto membro del Consiglio comunale), gliela esprimo io, in difesa del principio dichiarato e garantito proprio dall’art. 21 della Costituzione.

Qui, da Wikipedia.

Qui l’articolo che riguarda la decisione del Consiglio comunale di Lucca.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart