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VARIE: Con Sardine e Bestia il PD si iscrive al club degli ittiologi e degli zoologi

4 Dicembre 2019

di Bartolomeo Di Monaco

Giampaolo Pansa, che ho stimato per i suoi libri revisionisti e continuo a stimare per la qualità della sua limpida scrittura ha pubblicato un libro, “Il dittatore”, riferendosi a Matteo Salvini, che rappresenta, a mio avviso, una caduta della sua capacità di analisi della storia d’Italia. Come si è visto, Salvini non è affatto un dittatore, e la stessa sinistra ha dovuto prenderne atto.

Allo stesso modo sta prendendo una gran cantonata il PD (non dico la sinistra, poiché, come ho documentato in un post precedente, a sinistra del PD non si fa ricorso agli stessi riferimenti), quando accoglie senza alcuna seria analisi, le caratteristiche di un movimento, quello delle ‘sardine’, che nei fatti lo sostiene e continua a manifestare dovunque, cosa insolita nelle democrazie occidentali, contro l’opposizione.
Il PD adotta, dunque, le sardine senza se e senza ma, per il solo fatto che sono schierate dalla sua parte, con una scelta aprioristica, da esperto ittiologo. I suoi fedelissimi elettori, già da tempo un po’ smarriti e in attesa di nuovi ordini, subito eseguono, e sciamano, entusiasti ed eccitati, per le piazze a mostrare cartelli con l’effigie del celebre pesce azzurro quasi fosse il loro primo grande amore. Presi dalla foga, da principio gridano sfacciatamente contro Salvini e mostrano disegni avventati che ne augurano la morte. Poi un repentino contrordine suggerisce di far scomparire quei dettagli fin troppo smascheratori del loro vero obiettivo, ossia il sostegno all’attuale governo.

Ma poiché, invece che diminuire come si auguravano il Pd e le sardine, l’opposizione continuava continua a crescere, non solo per quanto riguarda l’odiata Lega di Salvini, ma pure per il partito che sta alla destra della Lega, il partito di Fd’Italia della ‘fascista’ Meloni che è arrivata addirittura a raddoppiare i consensi, si doveva correre ai ripari.
Si sono domandati: Se la piazza non basta, che cosa si deve ancora inventare? La Bestia! La Bestia?! Ma che cavolo è? Calma e sangue freddo. Non fatevi prendere dall’emozione. Lasciate il xanax in farmacia.
La Bestia sarebbe un algoritmo, o qualcosa del genere, che un Leonardo moderno, di cui non si sapeva nulla fino a qualche mese fa, Luca Morisi, classe 1973, avrebbe inventato per attirare il consenso degli elettori verso la Lega, e, dunque, verso Salvini.

Questo Morisi-moderno Leonardo deve avere fatto un patto con il diavolo, come la nobildonna lucchese Lucida Mansi per conservare la sua bellezza, poiché nessuno degli attuali partiti in circolazione è in grado di costruire una macchina del consenso così efficiente e ambita, al punto che la pagherebbero volentieri al prezzo di una Gioconda, e forse anche qualcosa di più: facciamo una Gioconda più uno dei Girasoli di Van Googh. E ancora oltre, se non bastasse: facciamo tre, aggiungendo un qualunque Bruegel il Vecchio, a scelta.

Secondo i saggi del Pd sarebbe dunque la Bestia e non la politica della Lega ad attrarre l’alto consenso degli italiani, così che, ragionando a questo modo, più che infantile, non si accorgono di ripetere l’errore fatto con le sardine, della mancanza, ossia, di una analisi seria su ciò che sta accadendo. Il movimento delle sardine, infatti, nato per supportarlo, finirà con il sottrarre voti al solo Pd, e non certo alla restante sinistra e men che meno al centrodestra.

Allo stesso modo, accreditare la Bestia significa scegliere di stare in poltrona in giacca da camera e pantofole, guardando in tv le piazze gremite dalle sardine e ignorando che una di esse, senza neppure bussare alla porta, potrebbe entrare e ingiungere: Uscire, prego, qui si chiude bottega.

La Lega e Salvini non ottengono consenso grazie all’algoritmo di Morisi, ma perché girano le piazze di tutta Italia, ci mettono la faccia, non frequentano i salotti dei radical-chic, incontrano e parlano con la gente.

Ad agosto, ritirandosi dal governo, hanno mostrato di non essere attaccati alla poltrona, e di preferire che a decidere su chi deve governare il Paese possono essere, nella confusa situazione attuale, solo gli elettori, quale risposta ad una crisi di governabilità che era intervenuta nel governo gialloverde, e che si ripete, moltiplicata, nel governo giallorosso che gli è succeduto.

Si sappia: chi non si scolla dalla poltrona non potrà mai mantenere il consenso né delle sardine né degli elettori.

Leggere anche qui.

 

 


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart