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VARIE: Il Parlamento dopo il referendum e Mattarella

23 Settembre 2020

di Bartolomeo Di Monaco

Viene sostenuto, ed è una tesi che ha le sue ragioni, che nonostante l’esito del referendum, questo Parlamento è legittimato a legiferare fino alla sua naturale scadenza, salvo che non intervenga una crisi di governo che non abbia soluzioni alternative.

Ho qualche perplessitĂ .

Non mi pare che ci sia una norma che abbia previsto come regolarsi nel caso di una tale riforma costituzionale, la quale va a toccare il piĂą importante organo dello Stato: quello che fa le leggi, o che ci sia un precedente di tale rilievo.

Quali effetti ha prodotto il risultato del referendum? Quello di essere immediatamente esecutivo, allo stesso modo che è immediatamente esecutiva una sentenza della Corte di Cassazione o della Corte Costituzionale.

La domanda è: Perché una decisione del popolo italiano non deve avere la stessa efficacia di un organo dello Stato quale è la Magistratura, quando l’art. 1 della nostra Costituzione sancisce addirittura che la sovranità appartiene al popolo?

Nel caso del referendum, non è forse il popolo che ha deciso? Dunque, tale decisione non può che essere immediatamente esecutiva!

E Mattarella?

L’illustre costituzionalista Costantino Mortati, nell’esaminare il potere del capo dello Stato di sciogliere anticipatamente le Camere, stabilì che una delle situazioni che poteva consentire l’esercizio di tale potere era la accentuata differenza tra la maggioranza esistente nel Paese e quella formatasi a seguito delle elezioni precedenti.
Mattarella, l’anno passato quando cadde il governo gialloverde, non intese agire secondo questa ipotesi. A mio avviso sbagliando.

Ora la situazione si è accentuata, visto che l’opposizione ha guadagnato una nuova regione, le Marche, ed oggi anche la Valle d’Aosta, con ciò dimostrando che il trend favorevole ad essa continua a espandersi.
In sovrappiù, il popolo, esercitando direttamente la sua sovranità, ha sancito con il referendum che l’attuale numero dei parlamentari deve essere significativamente ridotto.

Può Mattarella aspettare fino al 2023, cioè ben 2 anni! per dare esecuzione alla volontà popolare, avversa alla maggioranza che ci sta governando e ad un Parlamento che ha considerato pletorico?

Credo che il persistente immobilismo di Mattarella di fronte alle nuove determinazioni politiche manifestate a grande maggioranza dal popolo italiano risulterebbe complice dell’esistente e colpevole nei confronti del risultato referendario.

Ricordo che quando scoppiò lo scandalo di Mani Pulite, Scalfaro, un presidente da me non amato e considerato con Napolitano il peggiore della nostra storia repubblicana, non ebbe alcuna esitazione a sciogliere nel 1994 il Parlamento (senza aspettare sentenze di condanna da parte della magistratura), e a indire nuove elezioni.

Dunque Mattarella si muova, nel rispetto della volontĂ  popolare.


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