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VARIE: La mozione contro il razzismo, l’antisemitismo e l’odio

1 Novembre 2019

di Bartolomeo Di Monaco

Qui il testo della mozione approvata. Seguono alcune parti del suo contenuto:

“Esiste inoltre un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui partecipano le istituzioni che hanno la possibilità, in base alle loro competenze, di sensibilizzare i giovani a contrastare l’odio diffuso on line;
considerato che:
il fenomeno denunciato è purtroppo in crescita in tutte le società più avanzate. La comunità internazionale da anni sta cercando delle strategie di contenimento e di contrasto. La norma fondamentale che vieta ogni forma di odio deve essere considerato il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, adottato a New York il 19 dicembre 1966 e reso esecutivo nel nostro Paese dalla legge 25 ottobre 1977, n. 881, che, ex articolo 20, prevede che vengano espressamente vietati da apposita legge qualsiasi forma di propaganda a favore della guerra, ma anche ogni appello all’odio nazionale, razziale o religioso che possa costituire forma di incitamento alla discriminazione o alla violenza. Insomma l’insieme di quei fenomeni che oggi sono meglio noti come hate speech. La stessa legge prevede le relative misure e sanzioni penali.”

“Resta vero che una precisa definizione di hate speech è resa difficile dal fatto che la Convenzione ha stabilito vari standard di protezione, definendo la discriminazione come qualsiasi distinzione basata sull’etnia, sul colore o sulla nazionalità, che abbia lo scopo o l’effetto di annullare o indebolire il godimento di qualsiasi diritto umano o libertà fondamentale. È stabilito altresì che gli Stati considereranno reato punibile per legge le seguenti categorie di attività: ogni diffusione di idee basate sulla superiorità o sull’odio razziale, ogni incitamento alla discriminazione razziale, nonché ogni atto di violenza o incitamento a tali atti, rivolti contro qualsiasi gruppo di individui di diverso colore o origine etnica; andrà inoltre punita ogni assistenza ad attività razziste compreso il loro finanziamento;”

“la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca”.

Credo che sia quest’ultima parte ad aver creato perplessità nel centrodestra, poiché richiama da vicino gli interventi fascisti sulla stampa attraverso gli indirizzi dati dal famigerato Minculpop (Ministero della cultura popolare).

Da Enciclopedia Treccani, alla voce Ministero della Cultura popolare: “Le esigenze crescenti di organizzazione e direzione dell’opinione pubblica, la preparazione della guerra d’Etiopia e la proclamazione dell’impero spinsero l’apparato propagandistico del regime in direzione di una forte centralizzazione del controllo nel campo della comunicazione. L’antico ufficio stampa del presidente del Consiglio venne così elevato al rango prima di sottosegretariato per la stampa e la propaganda e poi di ministero, fino a questa nuova denominazione. Capo dell’ufficio stampa era stato fin dal 1933 G. Ciano, genero di Mussolini e uomo di primo piano del regime fascista. Nel 1937, il primo ministro della Cultura popolare fu D. Alfieri, già viceministro di Ciano alla Stampa e propaganda. Durante la Seconda guerra mondiale, il ministero esercitò il suo ferreo controllo sull’informazione e, più in generale, sul sistema della comunicazione culturale, a stretto contatto con le autorità tedesche in Italia. Fu soppresso il 3 luglio del 1944 dal governo Badoglio.”.

1 novembre 2019

Trovo questa proposta, che giudico interessante, fatta dalla comunità ebraica per giungere ad una mozione unitaria. Ci spero.
È una conferma delle perplessità che sono sorte nel centrodestra e hanno portato all’astensione.

“Per noi il voto è già un importante risultato di cui non possiamo che essere felici – sottolinea – Invito però a una riflessione anche la maggioranza per comprendere come poter ridisegnare un provvedimento seppur già votato. Bisogna cercare di capire alcune sfumature e qual è il distinguo sul tema nazionalismo che non può essere assimilato a iniziative di odio proprie del suprematismo, a cui molti signori dei social network si rifanno”. “Dobbiamo inoltre capire come portare quella parte che si è astenuta a unirsi e ad applaudire l’iniziativa di Liliana Segre, come accadde per l’istituzione della Giornata della Memoria, che ebbe un voto quasi unanime dal Parlamento – conclude – Sarebbe da irresponsabili lasciare che questa rimanesse solo un’iniziativa della maggioranza. La contrapposizione politica è il sale della democrazia però ci sono argomenti come questi che dovrebbero unire. Su questo faccio appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche”.

“Bene la richiesta di Riccardo Pacifici, esponente di primo piano della Comunità ebraica romana, di modifica della mozione Segre appena approvata in Senato affinché possa ottenere il consenso unanime delle forze politiche”. Lo dice all’Adnkronos Giorgia Meloni commentando la proposta dell’ex presidente della Comunità ebraica romana, di modifiche alla mozione Segre per arrivare a un sì unanime alla commissione contro l’odio, l’intolleranza e l’antisemitismo. “È stato un errore politico -continua la leader di Fdi- utilizzare questa preziosa occasione per dare vita a uno strumento di censura arbitraria delle idee non condivise dalle forze di maggioranza quali la difesa dell’identità nazionale e della famiglia naturale”. “Fratelli d’Italia -sottolinea ancora Meloni- è pronta a collaborare per l’istituzione di una Commissione che abbia come finalità il reale contrasto a ogni forma di intolleranza e antisemitismo, valori che devono essere patrimonio condiviso di tutti gli italiani e non pretesto di scontro politico”. (Leb/AdnKronos)”.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart