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VARIE: STORIA: Fascismo e Comunismo

1 Dicembre 2019

di Bartolomeo Di Monaco

Ieri ho avuto una interlocuzione con un amico di Facebook, mio conterraneo. La riporto qua sotto per poi fare una riflessione.

Il mio interlocutore: “Mi fa incazzare quando si parla di fascismo e comunismo come siano le stesse cose. Intendiamoci bene, fascismo è un’ideologia pessima mentre il comunismo, con tutte le sue deviazioni deleterie, viene da una ideologia, il marxismo, più che buona!”.

La mia risposta:

“La filosofia di Marx è tipica di tutte le filosofie, che sono immateriali, ossia teoriche. Laddove si è cercato di realizzarla si è trasformata in dittatura. Non è esistito nella realtà il marxismo puro: sono esistititi il marxismo-leninista; il marxismo-maoista, il marxismo-castrista, il marxismo-cambogiano, il marxismo-vietnamita, ed altri. Il comunismo non è affatto la realizzazione del marxismo, ma è un’applicazione infelicemente riuscita della teoria marxiana. Al momento nessuno è riuscito nell’intento originario. Così come è accaduto per il cristianesimo che nel momento che è diventato un potere sia spirituale che temporale ha subito delle deviazioni molto sgradevoli. Pure il Fascismo nacque con il manifesto di san Sepolcro, che piacque a molte personalità tra cui, Gramsci, Togliatti, Croce, Giovanni Amendola, Francesco Saverio Nitti, Anna Kuliscioff, Filippo Turati, Salvemini, Luigi Albertini, De Gasperi, Gronchi, ed altri ancora. Era un manifesto molto valido che potrai leggere nel link. Ma poi, come sai, le buone intenzioni si trasformarono in una terribile dittatura.”.

Qui il link.

______________

Nella mia risposta avete già trovato il bandolo della matassa, ma vorrei aggiungere che la sola differenza tra il fascismo e il comunismo è che il primo, nel momento in cui il 5 agosto 1938 pubblicò sulla rivista “La difesa della razza” il “Manifesto della Razza” (che al punto 4, fra l’altro, recitava significativamente: “La popolazione dell’Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà è ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L’origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell’Europa”), fece propri i principi del nazismo (impastato com’era del pensiero del filosofo Friedrich Nietzsche e del delirio di onnipotenza contenuto nel Mein kampf di Adolf Hitler) che aveva teorizzato la sopravvivenza di una sola razza umana, quella ariana, considerata pura ed eletta, liberandola (sopprimendole) dalle impurità costituite non solo dall’ebraismo, ma anche dalle tipologie umane ritenute più deboli e/o deviate.

Il comunismo limitò il suo raggio di azione alla organizzazione di una società civile controllata in tutti i suoi aspetti da un’autorità superiore reputata a priori necessaria, giusta e solidale. La conquista e la gestione del potere furono, pertanto, gli obiettivi primari del comunismo.

Il primo ebbe come priorità, dunque, la purificazione della razza umana; il secondo la conquista del potere per governare su di essa in modo autoritario, poiché assumeva che da questo autoritarismo discendevano l’uguaglianza, la giustizia, la solidarietà.

Ma qualcosa ebbero in comune, ahimè: tutti i delitti che si compirono per raggiungere sia l’obiettivo della razza pura sia quello del potere supremo quale guida illuminata della società umana, furono considerati inevitabili, necessari e perciò legittimi.

Sul nazismo e sul fascismo abbiamo, come è noto, una sterminata produzione documentaria, letteraria, saggistica, cinematografica e artistica. Ciò induce molti a credere che il nazifascismo ebbe come strumento di affermazione il delitto, mentre il comunismo vi ricorse solo saltuariamente.

Niente di tutto ciò è più sbagliato. Entrambi non badarono a porsi alcun limite quando in gioco c’era il rischio di non raggiungere il proprio obiettivo. Nessuna affermazione contraria è accettabile al riguardo.
La Storia ce ne ha dato ampia dimostrazione.

Se per il nazifascismo non occorre fare speciali ricerche, poiché, come si è detto, l’origine criminale è ampiamente dimostrata, meno documentazione è emersa nel caso della criminalità comunista.

Il motivo può anche ricercarsi nel fatto che si è tentato di nasconderla.
Essa fu crudele ed inesorabile quanto quella nazifascista.

A chi volesse avviarsi alla sua conoscenza per poter in seguito pervenire ad ulteriori approfondimenti, consiglio due opere artistiche che si basano su fatti realmente accaduti: il romanzo di Piero Tarticchio: “Maria Peschle e il suo giardino di vetro” e il film di Maximiliano Hernando Bruno: “Red Land (Rosso Istria)”, inoltre l’importante documentario di Nicolò Bongiorno, “Esodo. La memoria dimenticata”, ricco di testimonianze dirette della tragedia delle Foibe e dell’esodo dalle Terre giuliane e dalmate degli italiani che non vollero aderire al comunismo titino (circa 600 mila persone), i quali furono accolti malamente da tanta parte del nostro Paese, a causa di una campagna denigratoria dei comunisti di casa nostra che, come usano fare ancora oggi contro gli avversari politici, li accusarono di fascismo, giacché si erano permessi di rifiutare il paradiso del comunismo.

Il comunismo titino non ebbe alcuna esitazione a gettare ancora vivi e con i polsi legati col filo spinato nelle profonde gole delle foibe i nemici del comunismo. Allo stesso modo che usavano i nazisti quando legavano una coppia con il filo di ferro davanti alle profondità del mare, poi sparavano alla testa di uno solo di essi, lasciando che l’altro morisse affogato, non potendo liberarsi del compagno. Lo facevano per risparmiare una pallottola, si disse.
I titini vollero fare meglio di loro e non ne sprecarono nemmeno una!


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Bart