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VARIE: Sui migranti aveva ragione Salvini?

24 Agosto 2020

di Bartolomeo Di Monaco

Sì. L’attuale politica del governo ha fatto esplodere il problema, mostrando quanto fossero fasulle le tesi di coloro che invocavano i porti aperti.

La Sicilia non ne può più e si è ribellata con il sostegno anche di quei comuni retti da amministrazioni di sinistra.

Era prevedibile che quanto già emergeva al tempo in cui Salvini era ministro degli Interni avrebbe causato in Italia grossi problemi di convivenza e di integrazione con le popolazioni autoctone. I migranti, per l’inidoneità dell’Italia ad assicurare loro una vita dignitosa, hanno trasformato i luoghi di accoglienza in vere è proprio bidonville, anzi la situazione fattuale è ancora più marginalizzata. Dove vivono c’è sporcizia d’ogni genere, con l’aggiunta dei rifiuti lasciati a marcire all’aperto, e dunque con l’aria irrespirabile e malsana.

Questo governo si era fatta una grande pubblicità lodandosi per l’accordo raggiunto a Malta con alcuni Paesi europei e nei talk-show i suoi esponenti cercavano di zittire gli scettici (che hanno poi avuto ragione) sbandierando questo accordo secondo il quale (illusione da babbei) si sarebbe garantita la spartizione dei migranti tra i Paesi firmatari.

Ora nessuno della maggioranza di governo ha più il coraggio di citare l’accordo di Malta. Se ne vergognano poiché il governo è stato preso per i fondelli, e nemmeno se n’è accorto al momento della firma.
La verità è che i migranti che sbarcano da noi, a noi restano, nessuno li vuole, e ingolfano e inquinano i centri di accoglienza, sempre più allo sbando.

Ho sentito di situazioni in cui laddove è prevista una capienza di 192 persone, ne sono state stipate almeno 1500. Ditemi voi se un migrante può vivere in una situazione simile. Il degrado materiale, morale e psicologico è inevitabile. Così che si può dire che l’Italia ha costruito veri e propri lager, in cui la tortura non è esercitata dagli aguzzini, ma dalla situazione costrittiva che i migranti sono costretti a vivere.

Dato che l’UE si disinteressa al problema, anzi sta immobile poiché sa bene che in Italia è in voga la teoria dell’accoglienza ad ogni costo (e lo sa anche la mafia degli scafisti, veri e propri mercanti di schiavi), e l’Italia non è in grado di farsi rispettare per l’insipienza dei nostri governanti, ecco che la posizione che tenne sul tema Salvini si rivela quella più attenta alle conseguenze del fenomeno, se mal governato. Se a quel tempo, invece di trattare Salvini come il feroce oppressore dei diritti umani, lo si fosse aiutato a trovare una soluzione che controllasse la migrazione, accettando soltanto coloro che ne avevano diritto, oggi Lampedusa, Messina, Siracusa, Trapani, insomma la Sicilia non si sarebbe trovata in questa deprecabile situazione.

I migranti irregolari, giunti finora in Italia e ospitati nei nostri lager, non sono affatto risorse aggiuntive, come ha dimostrato il flop sulla loro regolarizzazione auspicata dal ministro Bellanova. Salvo poche eccezioni, i migranti preferiscono rimanere nell’anonimato per potersi muovere a piacimento, come sta accadendo con le fughe continue dai siti di raccolta.

L’Italia deve accogliere soltanto i migranti a cui possa garantire un’esistenza dignitosa, e se l’UE non collabora, deve rifiutare di accogliere quelli in sovrappiù.

Pochi sanno che quando emigravano gli italiani, potevano farlo solo se avevano un’occupazione garantita da una certificazione emessa dal futuro datore di lavoro del Paese ospitante.

Da noi si viene soltanto per realizzare un sogno, quello di una esistenza migliore. Ma è migliore davvero quella che offriamo a costoro, che andiamo a rinchiudere in un fac-simile di campi di concentramento?

Solo a chi fugge dalla guerra si deve dare un’ospitalità senza condizioni, ma ai cosiddetti migranti economici, bisogna far capire che l’Italia non è il Paese del Bengodi. Non li si deve ingannare, e anzi si dovrà avviare (non credo che si sia ancora fatto) una campagna di informazione che consenta ai cittadini di quei disgraziati Paesi di conoscere come stanno le cose, ossia la verità, e scoraggiarne la partenza.

Ma l’opera di un governo che si rispetti deve proseguire anche in un’azione di convincimento affinché tutto il mondo più ricco aiuti l’altra parte a sconfiggere la povertà, adoperandosi a creare le condizioni perché ciascuno realizzi il proprio diritto a crescere sulla propria terra e all’interno della propria Patria o Nazione. Ogni uomo, infatti, ama il Paese in cui è nato e vorrebbe trovare lì la propria felicità.

Sulla ribellione della Sicilia, leggere qui.


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