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Veronica Lario in Berlusconi e il matrimonio

5 Maggio 2009

Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni è gossip della peggiore specie, che mostra, ahimè, l’infimo livello a cui è giunta la cultura politica.
Due coniugi che vivono nella stessa casa si parlano attraverso i media, mettendo in piazza cose che farebbero meglio a risolvere o perlomeno a discutere in privato. La politica da par suo ci si aggrappa disperatamente cercando di tirare dalla propria parte ciò che più le fa comodo.
Di mezzo ci va il matrimonio. Veronica Lario chiede il divorzio, e sembrerebbe chiederlo per motivi legati a ragioni politiche. Mi domando se può essere questa una motivazione valida per rompere un legame come il matrimonio. Lo stesso Berlusconi è un divorziato. Non conosco perché abbia lasciato la prima moglie. Ma da tutto ciò traggo il convincimento che oggi in Italia e in gran parte dell’Occidente, nessuno dei coniugi è più disposto a fare qualche sacrificio per mantenere in piedi una unione che, nel momento in cui fu contratta, impegnava gli sposi a comprendersi e a sostenersi l’un l’altro per tutta la vita.
Veronica Lario è oggi una signora molto ricca, non abituata a centellinare i soldi per la spesa. Può levarsi tutti i capricci che vuole. Addirittura leggo che è l’azionista principale di un quotidiano, Il Foglio; posso immaginare che possieda anche qualche altra partecipazione in società che fanno capo al marito. Suppongo che in casa abbia domestici a volontà così da non mettere le proprie mani nell’acqua per lavare i piatti o le camicie del marito. Probabilmente passa il suo tempo, come tutte le donne ricche, nell’ozio o dedicandosi alle belle cose, contenta di essere additata per strada come una donna bella e baciata dalla fortuna. Forse le è venuto a noia tutto ciò. Forse le bizzarrie private e politiche del marito ora la infastidiscono, mentre ciò non accadeva nel passato, quando riusciva a sopportarle meglio, dato che – ho ragione di credere – Berlusconi deve essere sempre stato, in buona sostanza, lo stesso sin da allora.  Non scopre da un momento all’altro, ossia, il carattere e le contraddizioni del marito. Ritengo che quando lo ha sposato, sapesse bene, non solo che sposava un uomo ricco, ma che sposava anche l’uomo intero che oggi vuole ripudiare.
Allora mi domando: ci sono altre ragioni assai più gravi, a noi sconosciute? Perché se il divorzio viene chiesto in relazione a questi eccessi e a questi sbagli, ciò è troppo poco per venire meno all’impegno contratto con il matrimonio.
Ci sono donne, tante, che hanno mariti che l’attrice Veronica Lario non avrebbe sposato mai, giacché non in grado di consentirle la vita agiata che deve aver sempre sognato. Queste donne sopportano assai più di lei, poiché sanno quanto sia importante l’unione della famiglia. Ci vogliono motivi assai più terribili per dividersi. Oggi ho l’impressione che la moglie di Berlusconi sia stata colta dal desiderio di farsi notare e di accarezzare l’idea, come successe al marito, di “scendere in campo”. Se non in politica, almeno sulla copertina dei giornali.
Un consiglio, se mi posso permettere: non dimentichi Veronica la sacralità del matrimonio e gli impegni, anche di sopportazione e di sacrificio, che con esso si sono assunti.

6 maggio 2009. P.S. dopo aver ascoltato la trasmissione di Vespa del 5 maggio 2009, ospite Silvio Belusconi. Tempo fa circolava una voce che ridicolizzava Berlusconi insinuando che la moglie lo tradisse con un noto intellettuale di sinistra, che ha pure ricoperto cariche pubbliche. Questo ricordo – ove quelle voci fossero state vere – mi ha fatto pensare anche ad un’altra eventualità legata alla richiesta di divorzio di Veronica Lario, ossia che la donna abbia atteso un’occasione apparentemente favorevole per tentare di figurare davanti al giudice dalla parte della ragione, ottenere così un lauto risarcimento, e ufficializzare poi, ad acque calme, l’altro e più recente amore. Sono solo supposizioni. Vedremo come andrà a finire.Articoli correlatiManuela Arcuri: quelle cene con il premier. Qui.Tarantini: La D’Addario mente. Qui.

“La sera in cui Veronica divorziò a mezzo stampa” di Bruno Vespa. Qui.

“Berlusconi risponde alle 10 domande. Affidata a Vespa la replica a Repubblica” di Vincenzo La Manna. Qui.
 
“La frase che l’Ansa censurò”. Qui.”La frase che l’Ansa censurò”. Qui.
 
“Veronica Lario e il ‘maiale’ scomparso” di Francesco Bonazzi. Qui.

Poiché questo link potrebbe col tempo non condurre più alla pagina interessata, riporto il testo qui sotto:

Francesco Bonazzi

Veronica Lario e il “maiale” scomparso

7 novembre 2009

“Un maiale”. Sarebbe questa l’espressione che c’era nell’e-mail inviata da Veronica Berlusconi all’Ansa. Espressione poi non comparsa nel lancio d’agenzia andato in rete alle 22 e 31 minuti del 28 aprile 2009, tutto dedicato al marito premier, alle sue frequentazioni femminili e all’utilizzo di queste per la composizione delle liste elettorali.

Immaginate la scena: Rachele Guidi in Mussolini manda un dispaccio sul suo infedele consorte, condito di una frase irriguardosa. Poi, su consiglio del direttore, ci ripensa. Ora avvolgete velocissimamente il nastro della storia e volate avanti di settant’anni: Miriam Raffaella Bartolini in Berlusconi, in arte Veronica, manda una mail all’Agenzia Ansa con la parola “maiale”. Tutto il resto esce ed è un grande scoop, ma il “maiale” resta in redazione. Insomma, settant’anni non sono passati completamente invano per la nostra democrazia. Quando esce il take dal titolo “Europee: Veronica Lario, potere senza ritegno offende donne” è vero che dietro ci sono state sei ore di patimenti, ma alla fine la notizia c’è. Solo separata dagli insulti. La moglie del presidente del Consiglio si fa virgolettare che l’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo è “ciarpame politico”.

Sono i giorni di Noemi Letizia e delle polemiche sulle presunte “veline” candidate dal partito di Silvio Berlusconi. La dichiarazione di Veronica è comunque una bomba, anche se oggi si scopre che è solo una parte dell’originale. In particolare, secondo quanto ha potuto ricostruire il Fatto Quotidiano, la signora Berlusconi sarebbe stata convinta dall’Ansa a ritirare la frase più pesante.

Due giorni dopo, del resto, non comparirà neppure nell’intervista che essa stessa concederà a Repubblica. E dire che su un quotidiano di opposizione avrebbe potuto concedersi anche qualche licenza in più, rispetto a un testo consegnato a un’agenzia di stampa che campa anche di soldi pubblici.

A uscire per primo allo scoperto è stato Bruno Vespa nel suo ultimo libro dalle mille anticipazioni. Il manutentore di Porta a Porta scrive che quel pomeriggio del 28 aprile, il direttore Giampiero Gramaglia dice a Veronica. “Signora, la frase è un po’ troppo sopra le righe. Mi permette di tagliarla?”. E lei, da donna di mondo: “Direttore, ho i miei buoni motivi per averla scritta. Comunque si regoli come meglio crede. L’importante è che la sostanza di quel che penso esca immutata”. Vespa non dice quale sia la frase incriminata, ma lancia il sasso. Nessuno, ieri, ha potuto smentire questa ricostruzione di Vespa. Anzi. Gramaglia, che dell’Ansa non è più direttore ma è ancora dipendente fino al 31 dicembre prossimo, si limita a dire che la ricostruzione del libro è “sostanzialmente corretta”.

da Il Fatto Quotidiano n°40 del 7 novembre 2009

“Un pareggio due a zero” di Gianni Pardo. Qui.

“Vallettopoli e ricatti” di Massimo Malpica. Qui.

“Operazione D. Come si è tentato di incastrare Berlusconi attraverso la D’Addario”. Qui.

“Inchiesta Ruby, quei magistrati “guardoni” che si eccitano con le foto delle nuove Salomè” di Vittorio Sgarbi. Qui. Da cui estraggo:

“Verrà il mo­mento in cui Veronica Lario dovrà fare un esame di co­scienza e misurare la sua re­sponsabilità nell’avere aperto la strada a questo gioco al mas­sacro di curiosa morbosità e insensato moralismo.”


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14 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » Veronica Lario in Berlusconi e il matrimonio — 5 Maggio 2009 @ 17:42

    […] More here:  Bartolomeo Di Monaco » Veronica Lario in Berlusconi e il matrimonio […]

  2. Commento by giuliomozzi — 11 Maggio 2009 @ 15:45

    Bart, scrivi: “Due coniugi che vivono nella stessa casa si parlano attraverso i media”. E’ sbagliato. Da circa un decennio Silvio Berlusconi vive (quando non è a Roma) nella villa di Arcore, e Veronica Lario in quella di Macherio.

    Scrivi: “Non conosco perché [Silvio Berlusconi] abbia lasciato la prima moglie”. Perché nel frattempo si era messo con la Veronica Lario, e ci aveva pure fatto un figlio.

    Trovo bizzarro che tu accenni misteriosamentea “un intellettuale di sinistra molto conosciuto, che ancora oggi ricopre cariche pubbliche”. Tanta circospezione è superflua.
    Circolava la voce, nel 2002, che Massimo Cacciari fosse l’amante di Veronica Lario. Ci scherzò su – per depotenziare le voci – anche Silvio Berlusconi. Un giorno, addirittura, a margine di un incontro ufficiale con il premier danese, disse: «Rasmussen è il primo ministro più bello d’ Europa. Penso di presentarlo a mia moglie, perché è molto più bello di Cacciari… Secondo quello che si dice in giro, povera donna». Ne parlarono tutti i giornali. La cosa è stata smentita anche da Massimo Cacciari.

    Parli del matrimonio come di una “unione che, nel momento in cui fu contratta, impegnava gli sposi a comprendersi e a sostenersi l’un l’altro per tutta la vita”. Il Codice civile (titolo VI, capo IV) parla dell’ “obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione”. Ma non dice che l’impegno vale “per tutta la vita”: sarebbe contraddittorio, visto che lo stesso codice civile prevede la possibilità del divorzio. E, come hai notato, Silvio Berlusconi e Veronica Lario erano entrambi divorziati, quando si sono sposati. Mi pare che il tuo accenno finale alla “sacralità del matrimonio” sia dunque fuori luogo.

    Scrivi infine: “non dimentichi Veronica la sacralità del matrimonio e gli impegni, anche di sopportazione e di sacrificio, che con esso si sono assunti”. Trovo curioso che non ti sia venuto in mente di rivolgere invito a entrambi i coniugi.

  3. Commento by giuliomozzi — 11 Maggio 2009 @ 15:47

    Dimenticavo: le precisazioni che mi sono permesso di fare sono basate su notizie dei giornali, su una voce di Wikipedia e sul Codice civile. Cioè informazioni che erano, Bart, anche a tua disposizione. Bastava cercarle.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Maggio 2009 @ 17:15

    Per completezza di argomentazioni per i lettori di questo blog rimando a quanto ti ho già risposto sulla tua rivista vibrisse:
    http://vibrisse.wordpress.com/2009/05/10/gioco-di-specchi/#comment-1436

    Aggiungo che, poiché non seguo la storia delle famiglie, mi era sconosciuto il fatto che la Lario e Berlusconi fossero sposati solo civilmente. Comunque considero le motivazioni addotte da Veronica non sufficienti per giustificare la richiesta di divorzio.

    Berlusconi non è uno stinco di santo, sembra che le donne gli siano sempre piaciute. Ignorava tutto questo Veronica? Penso di no. Ecco perché ad ognuno la sua pena. Sapeva bene a che cosa andava incontro. Oggi vuole sacrificare il matrimonio (che per me resta sempre sacro, anche se contratto civilmente) lamentandosi di ciò che nel marito ha accettato sposandolo. Ci sono cose che non capisco. Troppo comodo entrare nel palazzo d’oro per uscirne con la cassaforte.
    Grazie di esserti fatto vivo qui sul mio blog.

  5. Commento by giuliomozzi — 11 Maggio 2009 @ 17:25

    Però, certe volte, se ci si informa un po’ prima di scrivere, può essere meglio. Un giretto su Wikipedia non costa nulla.

    Veronica Lario oggi non si lamenta di ciò che nel marito ha accettato sposandolo. Quando si mise con lui nel 1985, nulla della situazione attuale (lui padrone di tante cose, capo del governo, a capo di un vero e proprio movimento popolare eccetera) era in effetti prevedibile. E quando lo sposò, nel 1990, era difficile immaginare la sua evoluzione politica (non dimentichiamo che quando parlò ai suoi fedelissimi della sua idea di fondare un partito, questi gli diedero del matto).

    Scrivi, Bart: “considero le motivazioni addotte da Veronica non sufficienti per giustificare la richiesta di divorzio”. Hai appena detto e ammesso e ripetuto di non conoscere gran che della loro storia. Però ti senti in grado di emettere un giudizio.

    Complimenti.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Maggio 2009 @ 19:55

    Probabilmente, Giulio, partiamo da due visioni diverse del matrimonio.
    Sia stato esso contratto in chiesa o davanti al sindaco, un coniuge, secondo me, deve ricorrere al divorzio solo se sussistono gravi motivi (un esempio: uno dei due fa uso sistematico della violenza nei confronti dell’altro). Sotto questo profilo, non avrebbe avuto nessuna influenza sul mio giudizio sapere, prima di esprimermi, che i coniugi Berlusconi sono uniti da matrimonio civile. Ho scritto, infatti: “Oggi vuole sacrificare il matrimonio (che per me resta sempre sacro, anche se contratto civilmente) lamentandosi di ciò che nel marito ha accettato sposandolo.” Per chiarire ciò che già era chiaro: matrimonio sempre sacro è detto nel senso che si tratta di un rapporto fondante della società, dunque da tenere in una speciale considerazione, e non da gettare al vento se non per gravi motivazioni. Naturalmente ciò fa parte dei miei convincimenti e non impegna nessuno, nemmeno Veronica. Però desidero ricordare a Veronica che quando ha contratto il matrimonio, pure se civile, non ha contratto l’acquisto di una casa, ma anche il dono della vita in comune e della procreazione dei figli per crescerli, educarli e seguirli all’interno di una famiglia, composta da lei e dall’altro genitore. Il pensiero dell’importanza del matrimonio (che va ben oltre il valore esteriore di un contratto) avrebbe dovuto far riflettere Veronica e spingerla a combattere per difenderlo. Mi sarebbe piaciuto vederla cotrastare il marito non per ottenere il divorzio ma per spingerlo a rispettare il matrimonio. Sarei stato dalla sua parte.

    Succede invece che le presunte scappatelle di Berlusconi gli conferiscono maggiore popolarità, mentre se Veronica si fosse risentita in difesa del matrimonio, difendendolo, avrebbe dato alla sua battaglia maggiore dignità e avrebbe ricevuto molti consensi (compreso il mio).

    Dunque: non potremo mai trovarci d’accordo tu ed io se consideri dissolvibile il matrimonio di Veronica per i motivi da lei addotti. In America i divorzi si consumano come le caramelle. Non sono d’accordo e mi dispiace che in Italia si vada in questa direzione.

    Ancora. Quando Veronica incontrò Berlusconi, Berlusconi, che era dunque sposato, deve aver fatto qualche complimento a Veronica di quelli che oggi la infastidiscono, e che devono aver infastidito anche la prima moglie di Berlusconi. Non ci pensava allora al torto che faceva alla moglie di Berlusconi? No, perché l’uomo ricco e galante gli piaceva.
    Lei faceva l’attrice e Berlusconi, uomo già ricco, era, guardacaso, padrone perfino del teatro Manzoni dove Veronica recitava. Si dice che Veronica abbia avuto un corteggiamento da mille e una notte.

    Ancora. I complimenti (bonariamente) li faccio a te, Giulio, perché non hai capito come mai le motivazioni addotte da Veronica e riportate dai media (le veline e la politica; il presunto corteggiamento di Letizia – sembra che Berlusconi abbia sempre incontrato Letizia e i suoi genitori insieme: conosco solo queste pubbliche motivazioni) non sono della gravità che richiederebbe la rottura di un matrimonio.

    Ecco perché secondo me ci deve essere dell’altro, altrimenti rischiamo di voler semplicemente ficcare il naso in un mondo tutto vanità e frivolezze, che non ci appartiene e le cui regole ci sono precluse.

    Prevale in me la convinzione che ci sia dell’altro. Se la Lario e Berlusconi vivono, come hai scritto tu (perché nemmeno questo sapevo, e non inficia minimamente ciò che sostengo sul valore del matrimonio) in due ville separate, già qualche motivo di attrito ci doveva pur essere. Una questione di spartizione di potere e di beni tra i 5 figli avuti da Berlusconi da due differenti donne?
    Un altro amore?

    E perché questo attrito che si trascina da tempo, se ne viene fuori ora, alla vigilia delle elezioni europee, con la storia delle veline in politica e con la storia di Letizia (tutta da provare)?

    Nelle liste elettorali di belle donne ce n’è sempre state, tanto di qua che di là. E’ già stato detto, anche da una ragazza in tv, che il fatto di essere belle non vuol dire essere oche.

    No no, non possono essere questi i motivi per disfare una famiglia. Si mira ad altro e per ottenerlo si mette in gioco la famiglia. Non lo approvo, sono fatto così.

  7. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 11 Maggio 2009 @ 22:42

    Sono pienamente d’accordo con te, Bartolomeo, sulla “sacralità” del matrimonio, sia civile che, soprattutto, religioso. Anche in questa nostra Italia sta prendendo piede la “moda” facile del divorzio. Ci si sta americanizzando pure in tal senso. Basta che la moglie cuocia male un uovo sodo, e si va verso il divorzio. Basta che il marito abbia problemi sul lavoro e giunga più volte stressato a casa, e si va verso il divorzio. Si considerano motivi di divorzio, futili episodi. Non si accetta più il minimo sacrificio, dimenticandoci di accoglierci l’un l’altra e di comprenderci in una comunione di intenti. E non si pensa ai figli, al danno grave che si fa ad essi, spesso “parcheggiati” qua e là in una situazione deprimente, spesso oggetto di contese devastanti. Il divorzio deve avere motivazioni gravissime, per essere realizzato. Ma è sempre un trauma per chi lo subisce e particolarmente (torno a ripeterlo) per i figli.
    Riguardo al divorzio chiesto da Veronica Lario a Berlusconi, mi sa tanto che sia un tentativo di voler delegittimare in qualche modo la credibilità del Presidente, proprio alla vigilia delle elezioni europee ed amministrative. I motivi addotti (almeno quelli noti) mi sembrano “costruzioni” fantasiose e create a bella posta, veri e propri squallidi gossip.
    Gian Gabriele Benedetti

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Maggio 2009 @ 08:48

    Potete leggere altri interventi sulla rivista di Giulio Mozzi, qui:
    http://vibrisse.wordpress.com/2009/05/10/gioco-di-specchi/#comments

  9. Commento by giuliomozzi — 12 Maggio 2009 @ 10:10

    Bart, scrivi: “Probabilmente, Giulio, partiamo da due visioni diverse del matrimonio”. No, non credo. Sono Veronica Lario e Silvio Berlusconi ad avere una visione del matrimonio diversa dalla mia e dalla tua.

    Scrivi ancora: “non potremo mai trovarci d’accordo tu ed io se consideri dissolvibile il matrimonio di Veronica per i motivi da lei addotti”. Ho forse sostenuto che “considero dissolvibile il matrimonio di Veronica per i motivi da lei addotti”? Ma tu, Bart, prima di rispondermi, leggi quello che scrivo?

    Scrivi ancora: “perché questo attrito che si trascina da tempo, se ne viene fuori ora, alla vigilia delle elezioni europee?”. Oh, beh. Se fosse venuto fuori un anno fa, sarebbe stato alla vigilia delle elezioni in Sardegna. Se fosse venuto fuori l’anno prossimo sarebbe stato alla vigilia delle elezioni in alcune importanti regioni (Lombardia, Veneto e altre).
    Ovviamente, è possibile scandalizzarsi per chi viene messo in lista solo in prossimità di qualche elezione. Visto che le liste si fanno apposta per le elezioni.

  10. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Maggio 2009 @ 11:13

    Come hai scritto di là (De hoc satis), sulla tua rivista, e come ti ho risposto, della questione ormai abbiamo discusso a sufficienza io e te.
    Se ci saranno qui altre voci, potrò riprendere la questione, altrimenti, affidiamo al tempo di farci conoscere la verità. Tutto potrà essere più chiaro anche a riguardo delle cose che ci siamo dette.

  11. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Maggio 2009 @ 21:06

    Siccome da Giulio Mozzi mi sono state fatte delle accuse sulla sua rivista, desidero mettere qui, nel blog, quindi in casa mia, alcuni link di ciò che è stato scritto e detto sul caso, a riprova che gli articoli, i video e i commenti vanno nella direzione da me espressa. Ossia non mi sono inventato nulla sia su ciò che pensa Veronica Lario della scappatella a Napoli del marito (“magari fosse sua figlia”), né sulle veline-ciarpame. I primi tre link riportano anche i video mostrati nella trasmissione Annozero, compresi i disegni di Vauro, due dei quali (marito e moglie a letto, e Hillary Clinton e il marito) alludono esplicitamente al caso:

    http://www.wikio.it/video/1107528

    http://www.wikio.it/video/1109414

    http://www.wikio.it/video/1104373

    qui

    http://www.corriere.it/politica/09_aprile_29/noemi_papi_premier_5a2921c0-347c-11de-b6cb-00144f02aabc.shtml

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2009/28-aprile-2009/ecco-noemi-diciottenne-che-chiama-berlusconi-papi-1501304940417.shtml

    http://politicaesocieta.blogosfere.it/2009/05/noemi-letizia-su-chi-uomini-e-donne-e-realta-la-profezia-di-veronica-tra-vergini-e-draghi-di-eleonor.html

  12. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Maggio 2009 @ 01:18

    Per correttezza nei confronti dei miei lettori, devo dire quanto detto sulla rivista di Giulio Mozzi, ossia che, dopo una sua prima e-mail, è iniziata tra di noi da un paio di giorni una corrisponenza privata in cui rispondo punto per punto alle accuse di Mozzi, cercando di dimostrare le mie ragioni. L’ho autorizzato, per quanto riguarda la mia corrispondenza, a pubblicarla, insieme con la sua, su vibrisse (vedere: http://vibrisse.wordpress.com/2009/05/10/gioco-di-specchi/#comment-1436 ), convinto che potrà essere utile ai lettori di entrambe le riviste.

    Ovviamente se la pubblicherà, e quindi renderà pubbliche anche le sue e-mail, la replicheremo qui.

  13. Commento by Giorgio Di Costanzo (Ischia) — 15 Maggio 2009 @ 22:49

    1) Quando e come Berlusconi ha conosciuto il padre di Noemi Letizia, Elio?

    2) Nel corso di questa amicizia, che il premier dice “lunga”, quante volte si sono incontrati e dove e in quale occasioni?

    3) Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso Рcome ammette anche Berlusconi Рil tempo non ̬ mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Elio Letizia?

    4) Naturalmente il presidente del consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lo stesso Berlusconi a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati, perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito nè cittadino particolarmente influente nella società meridionale?

    5) Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?

    6) Quante volte Berlusconi ha avuto modo di incontrare Noemi e dove?

    7) Berlusconi si occupa dell’istruzione, della vita e del futuro di Noemi? Sostiene finanziariamente la sua famiglia?

    8) E’ vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica e questo “uso strumentale del corpo femminile” per il premier, non “impoverisce la qualità democratica di un paese” come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?

    9) Veronica Lario ha detto che il marito “frequenta minorenni”. Al di là di Noemi, ci sono altri minorenni che il premier incontra o “alleva”, per usare senza ironia un’espressione della ragazza di Napoli?

    10) Veronica Lario ha detto: “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile”. Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di “una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità”. Quali sono le condizioni di salute del presidente del consiglio?

    LE DIECI DOMANDE MAI POSTE AL CAVALIERE
    di Giuseppe D’Avanzo
    “la Repubblica”, 14 maggio 2009, pagg. 1, 8, 9.

  14. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Maggio 2009 @ 23:42

    Che sorpresa, Giorgio carissimo!
    Come avrai forse appreso leggendo qui e su vibrisse ho avuto una discussione forte con Giulio Mozzi il quale mi ha dato del diffamatore specialmente quando ho tradotto quel “frequenta le minorenni”, con questa frase: “Ha insinuato sulla giovane Letizia, facendo credere che se la spassasse a letto con il marito, senza uno straccio di una prova.”

    Mi pare che le 10 domande poste da Repubblica vadano in questa direzione, contrariamente a quanto sostiene Mozzi. Ossia, quando dice “frequenta le minorenni”, Veronica da al verbo frequentare un contenuto sessuale. Giulio sostiene di no. Da qui una sostanziosa corrispondenza privata tra me e Giulio, che gli ho chiesto di pubblicare. Purtroppo mi ha risposto su vibrisse di no.

    Perché racconto questo? Perché io non sono un berlusconiano in senso stretto. Ritengo che in Italia, Berlusconi sia l’uomo che può realizzare fatti concreti, avendo avuto l’esperienza del fare, contrariamente a tanti nostri presidenti del consiglio, primo fra tutti Prodi, poi anche D’Alema e Veltroni, i quali sanno solo fare chiacchiere. Vorrei tanto anch’io che in Italia ci fosse un primo ministro capace di fare e capace di avere sobrietà. Non c’è purtroppo.
    Ho anche scritto a Giulio che, poiché Veronica a quel “frequenta le minorenni” ha voluto dare, secondo me, il significato che il marito ha compiuto atti sessuali con minorenni (sotto i 14 anni), cosa che l’articolo 609 quater del codice penale considera reato, qualche magistrato dovrebbe aprire un’indagine e chiedere a Veronica quale prove abbia al riguardo. Se le prove non ci sono, è chiaro che Veronica ha, secondo la legge, diffamato, altrimenti non ci sono alternative: Berlusconi dovrà essere perseguito per aver commesso reato.

    Anche riguardo alla insinuazione che Berlusconi sia malato (di che cosa? perversione sessuale?), essendo egli primo ministro, qualcuno dovrebbe fare degli accertamenti. Se Veronica ha in mano qualche certificato medico deve presentarlo, se non ce l’ha ha fatto, secondo la legge, diffamazione.

    Secondo me, Veronica si è comportata male e ho fatto l’esempio di Hillary Clinton, che si è imposta con dignità sul marito. Inoltre Veronica ha infarcito la sua denuncia pubblica di illazioni, e questo non è da persona assennata.

    Purtroppo tante altre dettagliate argomentazioni sono nella corrispondenza privata con Giulio Mozzi, e non ho il tempo né la voglia di riproporle qui. Mi piacerebbe che Mozzi cambiasse idea e pubblicasse le mie e le sue e-mail sul tema.

    (P.S. del 21 maggio 2008) I lettori possono trovare una ricostruzione giornalistica dei fatti anche qui:
    http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-dieci-domande-a-berlusconi/

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart