Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Romanzo: Cara Anna – una storia d’amore vera sbocciata a Lucca durante gli anni della Seconda Guerra mondiale #16/16

17 Settembre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Cara Anna #16

Ormai la guerra è al termine. Vengono liberate al Nord molte città, tra cui: Genova, Milano, Torino, Alessandria, Pavia, Brescia, Novara, Como, Lecco, Bergamo, Ivrea, Aqui, Alessandria.  

“I tedeschi fuggono verso il Trentino o si arrendono.”

“Nel pomeriggio del 7 maggio 1945, la radio annuncia la resa incondizionata di tutte le forze tedesche… 8 maggio: giorno celebrativo dedicato alla vittoria. Festa in tutto il mondo per questa indimenticabile data.”

Giuliano comincia ora una nuova vita, come milioni di altri uomini in Italia e nel mondo. È felice, riesce a trovare un lavoro presso il Comune di Lucca, e pensa a sposare la sua Anna. Deve prima mettere qualche soldo da parte, ma ormai è certo che nessuno potrà impedirgli di coronare il suo sogno. Con Anna, si vede tutti i giorni, ora, senza più apprensioni, è la prima volta che si amano senza i tormenti della lontananza o della guerra. Fanno lunghe passeggiate a piedi nella campagna circostante, si tengono per mano, rileggono le lettere che si sono scritte.
Si sposeranno il 19 gennaio dell’anno successivo, il 1946. Anna è raggiante. Fa il suo ingresso nella casa di Giuliano come una regina. Accudirà ai suoceri e agli zii come fossero i suoi genitori. Non farà loro mancare nulla, e soprattutto l’amore.

S. Angelo 19 gennaio 1951 (quinto anniversario del matrimonio)

Benché nella sventura, il mio cuore, la mia vita, tutto me stesso è sempre vicino a te, Annetta mia cara,   e come cinque anni or sono giurammo davanti a Dio di essere uniti nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore, io rinnovo anch’oggi tali propositi e ti giuro che ti sarò eternamente vicino. Non ho da offrirti niente, cara Cicci, ma ti dono interamente il mio cuore e tutto il mio amore che è certamente ciò che tu più tanto desideri.
Esso è tuo ora e per sempre…
Il tuo Cicci che ti vuole tanto bene.  

S. Angelo 19 gennaio 1946 – S. Donato 19 gennaio 1996 (50 ° anniversario del matrimonio)

Avrei voluto e ci tenevo molto ricordare questa data in condizioni migliori e non con tutte le grane che purtroppo ci hanno assillato e ci assillano continuamente.
È una data che chissà quante volte nel silenzio della notte ho avuto il piacere di rimembrare pensando a tutte le cose che ti volevo fare e che invece si sono ridotte diciamolo pure ad un pugno di mosche.
Sono tanti cinquanta anni di matrimonio passati insieme nella buona e cattiva sorte (cattiva purtroppo) ma durante i quali non abbiamo mai tralasciato di volerci quel bene che ci giurammo quel Sabato mattina di cinquanta anni fa e che abbiamo sempre continuato a volerci.
Da parte mia, a parte tutte quelle noie, disturbi, inciampi, che ti ho arrecato e di cui ti chiedo perdono con tutto il cuore, non ho mai tralasciato di volerti bene, di amarti come ti amavo allora di un bene profondo, sincero, puro, infinito che continuerò a portarti per quei pochi anni che ancora mi rimangono.
Sei sempre stata la mia CICCI, la mia ANNETTA, il mio grande amore di tutta la vita.
Perdonami, te lo chiedo ancora una volta e voglimi anche tu quel po’ di bene che a me fa tanto piacere avere.
Di grane ne abbiamo avute e passate tante mai, che anche quei pochi giorni migliori non sono serviti a colmare le delusioni che abbiamo dovuto affrontare.
Ormai siamo arrivati alla vecchiaia e non ci rimane che consolarci a vicenda onde poter vivere ancora insieme quel po’ di tempo che rimane nel saperci compatire, comprendere, assimilare quel tantino di gioie effimere che ci accompagneranno fino alla fine.
Non mi dilungo più perché sento un nodo alla gola e mi viene voglia di piangere a pensare a questa bellissima data.
NOZZE D’ORO, che avremmo voluto celebrare in compagnia di parenti, nipoti, amici e che invece ci trovano ancora una volta soli come sempre, e come sempre è stata la nostra vita.
UNA CONSOLAZIONE C’È E MI RIMANE:  TI AMO CON TUTTO IL CUORE, TI VORRí’ SEMPRE TANTO BENE, SEI E SARAI PER SEMPRE LA MIA CICCI, il mio TESORO. Giuliano  

Infatti, la vita non fu generosa con Anna e Giuliano. Desiderarono, come ogni coppia, avere un figlio, con tutte le loro forze, ma il destino decise che non ne avessero. Nacque una bimba, all’indomani del matrimonio, ma dopo appena qualche ora morì. Una nube, un grande dolore. Tentarono di nuovo, e furono colpiti da un aborto terribile: Anna aveva concepito due gemelli maschi, e dovette perderli. Restarono soli per tutta la vita. Soli con il loro grande amore. Poi negli ultimi anni si aggiunsero gli acciacchi della vecchiaia, che resero amara la loro solitudine, e lunghi i silenzi. Ma non sbiadì l’amore. I loro cuori ne furono colmi.

10 -20 marzo 1996

Ringrazio i carissimi zii Anna e Giuliano Ragghianti che hanno permesso che mi avvalessi delle loro lettere e del loro diario, grazie ai quali ho potuto raccontare questa straordinaria storia d’amore.

(fine)

 

 


Letto 1955 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart