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Romanzo: Cara Anna – una storia d’amore vera sbocciata a Lucca durante gli anni della Seconda Guerra mondiale #4/16

5 Settembre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Cara Anna #4

 

Quello stesso giorno della dichiarazione di guerra, lunedì 10 giugno, Giuliano non dimentica la sua Anna.  

Milano, 10 giugno 1940

Anna cara,

due sole parole voglio aggiungerti alla mia cartolina: sii forte e fatti coraggio.
Io ti vorrò sempre bene ed ora maggiormente che prima sento di amarti più che mai. Forse avrai sentito no?
Vai da mia mamma e falle coraggio poiché ora ne ha tanto bisogno. Scrivimi spesso e a lungo. Ora mentre ti scrivo sono le due di notte e termino perché ho ancora da fare.
Vedessi che roba in questi momenti!
Ma ci vuole tanta pazienza e tanto tanto coraggio.
Anna, siimi sempre fedele, amami anche se ti sono lontano, pensami sempre… sempre… sempre…
Ti bacio tanto… tanto… Giuliano  

I giorni che seguono l’entrata in guerra dell’Italia sono densi di avvenimenti. È contro la Francia, già piegata dalla massiccia offensiva tedesca, che si rivolge l’azione militare del nostro Paese. Giuliano vive intensamente le sue giornate, occupato a svolgere mansioni numerose e urgenti, tra le quali quelle relative alla ricezione e trasmissione di messaggi cifrati. Spesso è trattenuto in ufficio fino alle 2, 3 di notte. Nelle poche ore che riesce a dormire, è svegliato dalle sirene d’allarme. Si sente continuamente nel cielo il rombo degli aerei francesi, e lo scoppiettio delle contraeree.  

Martedì 11 giugno 1940

“… Durante la notte, ore 2 circa, siamo stati svegliati per il primo allarme. Nello stesso tempo ci hanno distribuito il piastrino di riconoscimento. Io l’ho appeso al collo insieme alla medaglietta della Madonna di Montenero che la mia Anna mi aveva inviata. In lontananza si udivano i colpi dei contraerei che per la quinta volta sparavano. Tuttavia io, stanco per il lavoro della giornata, mi sono addormentato lo stesso. Alle ore 5 del mattino è stato dato il 2 ° allarme…”

Mercoledì 12 giugno 1940

“… Per la prima volta consumo il rancio qui al Comando della Squadra e non più alla Presidiaria. Tutto ora è emozionante e maggiormente sento la mancanza dei miei cari e della mia bimba. Mi è stata consegnata la maschera antigas, che ho provato e messa in un cassetto d’ufficio per un’eventuale necessità… I nostri hanno svolto diverse azioni su Malta, Biserta, Lione e Marsiglia. Per esigenze di servizio più ufficiali dormono qua al Comando, compreso Sua Eccellenza Fougier ed il Generale Biffi.”

Giovedì 13 giugno 1940

“Mi sono alzato alle ore 6, poiché mi sono venuti a svegliare per andare in ufficio. Infatti ho dovuto subito aiutare a cifrare un telegramma… Ore 10 di sera, 2 ° allarme della giornata (7 ° allarme). Immediatamente tutto viene spento, ognuno è al suo posto, tutto è in ordine. Io mi trovo seduto al mio tavolo d’ufficio, dove, al lume di una lampada a pila, scrivo alla mia bimba e maggiormente mi sento solo. Si ode ancora in lontananza il rombo dei contraerei…”

Venerdì 14 giugno 1940

“Giornata nuvolosa con un poco di pioggerella. Mattinata calma. I nostri nella notte hanno fatto incursioni su Lione e Marsiglia. Apparecchi francesi hanno bombardato con esito negativo Albenga, Genova e, nel pomeriggio, Venezia. Caccia nostri li hanno inseguiti. Otto apparecchi nemici abbattuti, due dei nostri non rientrati alla base… A mezzanotte è venuto a svegliarmi il mio maresciallo e mi sono dovuto alzare per andare in ufficio, dove fino alle 2 sono rimasto a sbrigare delle pratiche. Quando sono ritornato in letto, ore 2,15, ha suonato il 2 ° allarme della giornata (9 ° allarme) ma dopo 20 minuti circa le sirene hanno dato il cessato allarme, ed io mi sono addormentato.”

Sabato 15 giugno 1940

“Nella mattinata niente di anormale. Ogni giorno conosciamo e redigiamo noi stessi gli obiettivi delle azioni da raggiungere. Tanto lavoro, ma interessante per le diverse cose importanti e segrete che sappiamo. Mi ha scritto la bimba, e la mamma, ed io ho subito risposto. Ho dato loro quel coraggio che ognuno deve avere in questi momenti. Maggiormente ho sentito di amare la mia Anna, ora che il pericolo di perderla, e per sempre, è maggiore e più forte in me. È partito in ricognizione il primo ufficiale qua del Comando, il maggiore Salvadori, e siamo alla sera e non è ancora rientrato. Si crede in una sua perdita. Alla sera sono stato in ufficio fino alle 12,15. C’eravamo tutti: ufficiali, sottufficiali, avieri. Grande serata, movimento tanto, qualcosa è in vista. Ore 12,20 allarme (10 ° allarme). Cinque apparecchi francesi sono avvistati e si dirigono su Milano. Le batterie entrano in azione. Dal Comando si vedono, dalla torretta, i campi delle batterie. Gli aerei lanciano bombe luminose, ma niente accade e battono in ritirata, forse intimoriti dai nostri contraerei…”

Domenica 16 giugno 1940

“Durante la notte i nostri hanno colpito più obiettivi della Francia, e specialmente l’aeroporto e la stazione di Marsiglia. I francesi hanno tuttavia gettato bombe su Genova… Non essendo più rientrato in sede il maggiore Salvadori, è stato deciso di annoverarlo fra i dispersi…”

Il maggiore pilota Mario Salvadori era partito con il suo aereo da ricognizione Br.20 dal campo di Bresso e, in territorio francese, si era trovato coinvolto in una battaglia aerea tra alcuni Cr.42 italiani e alcuni Dewoitine 510 francesi. Il suo apparecchio veniva danneggiato, e l’equipaggio superstite (lo stesso maggiore Salvadori, il capitano Giorgio Parodi e l’aviere scelto Attilio Imparato), costretto a lanciarsi col paracadute, era fatto prigioniero.
Arrivano i giorni della resa della Francia.  

Lunedì 17 giugno 1940

“… abbiamo appreso da fonte certa che la Francia à ceduto le armi. Da noi ogni azione viene sospesa. Attendiamo eventi eccezionali…”

Martedì 18 giugno 1940

“I giornali annunciano l’incontro tra il Duce e il Führer a Monaco di Baviera. Grandi eventi si preparano. Tuttavia le azioni continuano lo stesso. Abbiamo bombardato Malta e Biserta con esito favorevole…”

Mercoledì 19 giugno 1940

“I giornali annunciano che Hitler e Mussolini hanno deciso cose importanti da presentare al governo di Parigi… Abbiamo appreso qua in ufficio che i razzi intravisti durante le notti di incursioni provenivano da gente che con apposito apparecchio lanciava i medesimi onde indicare agli apparecchi nemici la rotta dei campi di aviazione e delle officine Fiat e Alfa Romeo. Indagini vengono fatte…”

Domenica 23 giugno 1940

“… Apprendiamo dai giornali del mattino che la Germania ha firmato l’armistizio con i plenipotenziari francesi (proprio nello stesso vagone dove nel 1918 i francesi dettarono le loro condizioni ai tedeschi)… Due ufficiali tedeschi sono venuti qua al Comando a parlare con il Generale. I plenipotenziari francesi sono partiti alla volta dell’Italia per combinare un accordo…”

Lunedì 24 giugno 1940

“I plenipotenziari francesi sono nuovamente ripartiti per la Francia, allo scopo di esaminare le condizioni di resa imposte dall’Italia. Intanto aerei inglesi hanno bombardato Palermo e Trapani con morti e diversi feriti. Questa mattina ho cominciato col tenente Grassetti la compilazione del ‘Diario storico’ che viene redatto qua al Comando. In esso vengono narrate tutte quelle notizie inerenti, oltre che alle operazioni giornaliere, anche agli obiettivi colpiti e a tutti quei ragguagli anche minimi delle azioni svolte dalla nostra Squadra. Così giorno per giorno vengo a conoscenza di tutto ciò che è avvenuto e con piacere apprendo tutte quelle notizie che mi interessano tanto. È in vista un trasferimento di una parte della Squadra, ed anch’io dovrei essere fra questi… Alla sera apprendiamo dalla radio che l’armistizio è stato firmato e che alle ore 1,35 della notte cesseranno le ostilità tra Italia e Germania da una parte, e la Francia.”


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2 Comments

  1. Commento by attilio faroppa — 12 Luglio 2010 @ 22:29

    Sono casualmente entrato in possesso ieri di una raccolta di poesie scritte in vari luoghi d’Italia  fra il 18 aprile ’41      e l’8.3.1945,    con ogni probabilità dal Maggiore Mario Salvadori e stampata a Como il 14 aprile 1945!! Alcune di esse  ( Stukas- la prima a essere composta, Il Lago d’Albano e L’aeroplano da guerra) sono chiaramente scritte da un pilota militare.
    Non ci sono note biografiche se non nella dedica alle figlie Slvia e Chiaretta e forse alla moglie Eva che nella dedica, se non appunto si dovesse trattare di Eva in senso di donna in generale, parrebbe morta :”Queste canzoni s’alzano a te concreta ispiratrice de’ miei sogni   EVA oggi nel nome di Silvia e di Chiaretta” Silvia ha sei anni quando il padre le dedica una poesia scritta a Forlì il 17.1.1944.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Luglio 2010 @ 23:31

    Sono felice di questa coincidenza.

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