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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Romanzo: Cara Anna – una storia d’amore vera sbocciata a Lucca durante gli anni della Seconda Guerra mondiale #9/16

10 Settembre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Cara Anna #9

Mercoledì 4 settembre 1940

“… Convoglio nemico attaccato e gravemente danneggiato nel Mediterraneo dai nostri ‘Picchiatelli’, nuova formazione da bombardamento in picchiata…”

Giovedì 5 settembre 1940

“Si apprende che l’America à ceduto all’Inghilterra 60 cacciatorpediniere in cambio di basi aeree. Hitler in un discorso à proclamato che ormai l’Inghilterra è destinata ad inevitabile e sicura sconfitta. Continua da parte germanica il martellamento di buona parte dell’Inghilterra meridionale fino alla zona di Londra. È tornato questa sera alle ore 6 l’Eccellenza in volo da Roma. Da un telegramma pervenuto qua al Comando si apprende che diversi ufficiali dovranno presentarsi domani a Roma per prendere direttive e recarsi in Germania. Nella notte nuovo allarme (28 °) ma tuttavia, benché sia durato quasi 2 ore, nessun apparecchio è comparso,   come pure non è entrata in azione la nostra difesa contraerea. Si apprende del bombardamento di Torino.”

Lunedì 9 settembre 1940

“Ancora incursioni dei nostri picchiatelli su impianti petroliferi di Haifa. Gravi incendi provocati dal preciso lancio delle nostre bombe. Grande attacco di aeroplani tedeschi ad ondate di 100 in 100 su Londra. Gravissimi incendi e distruzioni di aeroporti, nodi ferroviari e fabbriche…”

Lunedì 16 settembre 1940

“È stato costituito e funziona da stamani con a capo l’Eccellenza Fougier il C. A. I. (Corpo Aereo Italiano), da destinarsi in Germania. Hanno cominciato ad affluire qua al Comando ufficiali e sottufficiali da tutta Italia. Anche molti qua del Comando cominciano a partire. Molto lavoro in questi giorni a causa della sistemazione di questo nuovo Comando. Occupazione italiana di Sollum nel territorio egiziano. Grande battaglia aerea nel cielo d’Inghilterra.”

Milano, 21 settembre 1940 – XVIII °

Annetta cara,

sul piccolo quadrifoglio che ora ti mando unito a questa mia vi sono impressi i baci che da solo vi ho dato, esso racchiude tutto l’immenso amore che ho nel mio cuore e ti porta tutta quanta la stima e la felicità che esiste in me stesso. Bacialo Annetta, bacialo tante e tante volte e stringilo sul tuo cuoricino così alla prossima volta quando me lo rinvierai io potrò nuovamente cogliere da esso quei baci che un dì non lontano coglievo dalle tue labbra profumate. Ma ora, credi, mi accontento anche di questo. Come potrei fare altrimenti?… Puoi essere ben certa che al suo ritorno io lo stringerò con calore nelle mie mani, poserò su di esso mille e mille bacini e gli parlerò come parlare a te stessa, e sono certo che esso mi capirà poiché ormai sarà a conoscenza delle nostre pene, sarà consapevole del nostro amore. Oh!… esso mi riporterà interamente a te. Mi rivedrò ancora, per qualche istante, nel tuo orticello, come in quei giorni, ricordi Annetta, quando cercavamo i quadrifogli e non mi era possibile trovarli?… Cosa importava a me della fortuna se essa era ormai al mio fianco bella, gaia, sorridente nella sua giovinezza?… Esso ancora mi farà rivivere ore di incanto, dolci e cari ricordi, che ritornano sovente al mio cuore di fanciullo. Mi riporterà davanti ai miei occhi una bimba lontana, un amore di donna nel fiore della sua giovinezza ed ancora, come in quei giorni, mi sembrerà di cogliere da essa quelle carezze che tanto mi rendevano contento. Una bimba!… Già, una bimba tu sei ancora Annetta. Una bimba che ha paura del vento e che non sapeva baciare… ricordi?… ma una bimba tanto, tanto innamorata… oh! Annetta, ti credo sai, ti credo e ti amo. Come vorrei che questo foglio ti portasse il mio amore, che il mio scritto te lo gridasse e che il mio pensiero ti rendesse consapevole di quanto tengo rinchiuso nel mio cuore tanto innamorato. Ti voglio bene Anna, e mai, capisci mai, cesserò di ripetertelo. Senti Annetta, di una cosa voglio raccomandarti, ma non devi però credere che questo sia un rimprovero, tutt’altro, non saprei giammai fartelo, poiché non te lo meriteresti, ne sono certo. È solo per misura di prudenza e di un poco di così detto tatto. Dunque si tratta di questo. Nelle cartoline che sì gentilmente ogni tanto mi invii, guarda di mettere al di fuori solo delle semplici frasi banali senza mai apporre quei deliziosi baci o bacioni. Essi Annetta mettili solo sotto il francobollo che ormai ne sono a conoscenza e senz’altro io ogniqualvolta ci guarderò. Vedi è per questo. Giorni or sono mentre si stava smistando la posta qua in ufficio capitò proprio in quel frattempo il Signor Generale. Sai, è un uomo gentile ed il più delle volte si intrattiene a conversare affabilmente con noi. Così prese la posta che vi era sul tavolo e si mise a leggere tutte le frasi che stavano dietro ciascuna cartolina. Arrivato che fu alla mia e visto che ebbe una tua ultima frasetta con in fondo… bacioni…   rivoltosi a me mi disse: Ragghianti, se io fossi in te non mi farei mettere i bacioni così alla vista di tutti, sai io ne sarei molto geloso e non vorrei che altri potessero rubarmeli!… Credi Annetta che io divenni rosso rosso ma al tempo stesso si rise tutti della sua uscita che valse a tenerci contenti per un’intera mattinata. Da allora Annetta ho creduto opportuno, ben inteso se tu non hai niente in contrario, poiché nel qual caso io non mi fregherei di nessuno,  di non mettere più i bacioni alla vista di tutti. Poi c’è anche la causa che prima di arrivare a noi la posta passa attraverso altre mani: c’è il postino che va a prenderla alla posta, poi i piantoni che la portano e così tutti leggono più o meno ciò che gli capita sotto gli occhi. Dunque Annetta, ma ti prego non te ne avere a male, poiché io non voglio in nessun caso dispiacerti, restiamo d’accordo così, eh?… Sotto il francobollo continua pure, anzi mi fa piacere che tu metta sempre quei tuoi bacioni. Lo vuoi? Mandami a dire poi cosa ne pensi nella tua prossima lettera. Ora ti lascio Annetta poiché il lavoro incessante che da più giorni ho qua al Comando mi impedisce di continuare. Però non credere che io trascuri la mia bimba, tutt’altro, ogni momento di tregua io lo dedico a te e solo per te ed in te io vivo lontano e nella speranza di un giorno poterti nuovamente riabbracciare. Affettuosità infinite e mille (1.000) bacioni, tuo, Giuliano

P.S. Eccoti pure un morsettino. Scommetto che se non te lo mandavo ci restavi male…
Scusami se qualche volta ti scrivo a macchina, ma vedi io scrivo così male che non vorrei che tu non mi capissi… e poi lo faccio anche nei momenti in cui ho tanto lavoro, cioè quando sono tanto occupato ed a scriverti così faccio prima e posso quindi risponderti subito. Non voglio per niente farti aspettare, e stare in pensiero per me… Voglio invece che tu stai sempre contenta, così sarò contento pure io…

 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart