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STORIA: Il Risorgimento visto da “Il Conciliatore” toscano #20/33

22 Marzo 2009

[da “Il Conciliatore” toscano, domenica 29 aprile 1849]
 

Firenze,   29 Aprile.

AFFARI DI ROMA.

 

Ci scrivono da Roma in data del 27 aprile: «Quattro Commissarj Francesi vennero giovedì, jeri, a Roma. Dimandarono al Triumvirato di cedere il potere ad un governo provvisorio Pontificio, o sarebbero entrati ostilmente in Roma. L’Assemblea decise di respingere la forza con la forza, benché la maggioranza dicesse fuori di là che erano per cedere.
Fin da jeri si sono fatte barricate fuori di Porta Portese, Porta S. Pancrazio, Porta Angelica ec. Si è rotto Ponte Mollo e minato; non si esce più da Roma. Questa mattina è stata inviata ad ogni privato una lettera del Triunvirato per la requisizione degli argenti.
I Francesi sbarcati a Civitavecchia sono 12 mila: la cavalleria è a Palo, tra Civitavecchia e Roma. Hanno a Civitavecchia la fortezza, ed hanno disarmato il bat ­taglione Mellara. Questa notte nell’Assemblea l’Armellini e il Saffi hanno parlato di accomodamento, ma sono stati fischiati, e lo Sterbini pure si è opposto.
I capi dei Battaglioni Civici hanno parlato con Mazzini, ed hanno dichiarato che la Civica non è che per l’ordine pubblico e per difendere le proprietà, e che se troverà un forte numero di persone opporsi al governo at ­tuale, li lascerà fare. Il Mazzini ha dimandato a questi, perché pensando così non lo dimostrano; ha ragione, hanno risposto; ma… Si dice che vogliano prendere in ostaggio alcuni preti. »
 

ROMA, 27 aprile. –

REPUBBLICA ROMANA

In Nome di Dio e del Popolo

Pel servizio dell’Armata abbisognando al Governo im ­mediatamente cavalli da tiro e da sella,

Il   Triumvirato

Decreta

Sono a requisizione del Governo tutti i cavalli dei par ­ticolari in Roma e Comarca.
Sopra   mandato   del     Ministro   della     Guerra     chiunque possieda Cavalli, dovrà cederli colle loro bardature, sul ri ­lascio di ricevuta per averne ragione.
Escludendo nelle requisizioni i cavalli ad uso indispensabile dell’agricoltura, il Ministero della Guerra avrà in considerazione di colpire a preferenza, quelli, il cui difetto meno incomodi al proprietario.
La ricusa, o il trafugamento, de’ cavalli, oltre la per ­dita loro sarà punita sul proprietario con un mese di car ­cere e cento Scudi di multa.
Una disposizione   generale   coordinerà sollecitamente i modi per organizzare nell’intiero Stato la requisizione, ri ­partendo egualmente i pesi e determinando l’esenzione e i riguardi dovuti all’industria, e i consecutivi indennizzi.
Dato dalla Residenza del Triumvirato li 26 aprile 1849.

I Triumviri
C. Armellini – G. Mazzini – A. Saffi.

 

REPUBBLICA ROMANA

In Nome di Dio e del Popolo

ALLA     GUARDIA   NAZIONALE

Militi valorosi  

Nella gravita de’ presenti casi, due cose a Voi domanda la patria: la conservazione dell’ordine interno, e la difesa del territorio e dell’onor nazionale contro l’occupazione straniera.
La tutela dell’ ordine è nobilissimo ufficio che voi sape ­ste compiere egregiamente in altre difficili circostanze, e i valorosi slanci contro le ingiuste pretese degli stranieri non sono cosa nuova per voi. La repubblica confida a queste vostre virtù le supreme sue sorti e voi non verrete meno alla prova.
Dalla Residenza 26 Aprile 1849.

IL TRIUMVIRATO
C. Armellini – G. Mazzini A. Saffi

REPUBBLICA ROMANA
In Nome di Dio e del Popolo

 

Considerando che occorrono materiali murari per ser ­vire ad opera di difesa in alcuni punti della Città

IL     TRIUMVIRATO
Decreta

Sarà demolito per tale oggetto il viadotto coperto, che dal Vaticano conduce al Forte Sant’ Angelo.
Il Ministro della Guerra è incaricato della esecuzione.
Dato dalla Residenza del Triumvirato li 26 Aprile 1849.

i triumviri
C. Armellini G. Mazzini A. Saffi

Romani,

L’Assemblea ha decretato che la Repubblica sarebbe salva, e che alla forza opporrebbe la forza.
Sien rese grazie a DIO che ispirava il Decreto. L’onore di Roma è salvo. La storia non potrà dire che fummo co ­dardi.
Noi resisteremo, perché l’indipendenza non può perder ­si neppur per un giorno da un popolo senza suicidio: – per ­ché abbiamo cento volte giurato di difenderci da ogni offesa interna ed esterna – perché la libertà è dono di Dio che noi non possiamo alienare menomamente senza delitto – perché vogliamo salvarci dall’anarchia e dalla guerra civile , che ogni transazione con un potere decretato caduto, riuscirebbe inevitabile sul nostro paese – perché la nostra resistenza proverà alla Francia il nostro diritto e l’unanimità delle nostre determinazioni – perché abbiamo in custodia l’onore italiano – perché siamo in Roma , nella Città delle grandi memorie e delle grandi speranze. Cittadini i vostri Triumvi ­ri calcolano sulla vostra energia; energia serena e calma co ­me si addice ai forti: energia costante come si addice a chi sostiene una causa giusta. Proviamo colla fiducia nei capi e mantenendo a ogni patto l’ordine interno, che noi siam de ­gni di vincere i pericoli che ci minacciano ; e li vinceremo.

Viva la Repubblica!

Dato dalla Residenza del Triumvirato, il 26 aprile 1849.

I Triumviri
Carlo Armellini – Aurelio Saffi – Giuseppe Mazzini.

 

– Il corpo del Genio sta fuori le mura attivando le for ­tificazioni.            

(Contempor.)

Dopo una lunga comunicazione data all’Assemblea     dal Mazzini sui Congresso del Triumvirato coi Commissarii francesi (e che daremo domani) l’Assemblea Costituente nella tornata straordinaria di ieri, alle ore 5 pom. ha emanato il sguente decreto:

L’ Assemblea dopo le comunicazioni avute dal Trium ­virato, e dopo matura e ragionata discussione, ha risolto all’unanimità di commettere al Triumvirato di salvare la Repubblica, respingere la forza colla forza.  

–  Il Ministro degli Affari esteri di ritorno da Civitavec ­chia ha riferito lo sbarco in quel porto   accordato liberamente ai Lombardi giunti colà sopra un vapore. Essi in numero di circa 600 e tutti armati si dirigeranno verso Roma. Il battaglione Mellara ch’era andato ultimamente a Civitavecchia sarà parimenti di ritorno in Roma.

– Dalla nostra corrispondenza di Civitavecchia in data di ieri risultava che lo sbarco dei Francesi era compiuto: che un vapore di guerra era stato inviato a Gaeta: che gli al ­tri vapori si affrettavano altresì a partire per Marsiglia, si supponeva, per prendere altre truppe: che quelle sbarcate non si sarebbero ancora mosse per Roma ma dicevasi sa ­rebbero partite al far del giorno, oggi; che infine lo sbarco che si è annunciato de’ Lombardi non si verificherebbe, ma sarebbero invece ripartiti per Ponente.                

(Speranza)

– È partito per Civitavecchia il cittadino Mattia Montecchi ministro dei lavori pubblici.

– L’altra notte partì per Parigi il rappresentante del popolo Accursi, incaricato, si dice, di speciale missione del Triumvirato.    

(Positivo).

BOLOGNA, 27 aprile ore 5 pom.

–  Da particolare corrispondenza si assicura che un cor ­po di circa 5 mila francesi sbarcò il 24 alle 2   1/2     pom. In Civitavecchia; che fu tosto pubblicato un proclama, col qua ­le si annunzia ai Popoli dello Stato Romano ch?essi vengono per la causa dell’ordine e come protettori della vera libertà, assumendo essi pel meglio quest’incarico.
Si annunzia ch’essi rispetteranno ogni persona e guai a chi facesse loro il minimo insulto. – Si invitano i Romani a stare tranquilli, indicando che il General Zucchi alla testa di truppe Pontificie-Spagnuole entrerà in Roma, ed ove trovas ­se una soverchia opposizione sarebbe seguito da un Corpo Napoletano. Si avvisano le Legazioni a serbarsi egualmente tranquille, che diversamente un corpo di Austriaci le occu ­perebbe immediatamente.

– Una Circolare giunta per istaffetta or ora al nostro Preside avvisa, ci si dice, l’arrivo d’un’avanguardia france ­se a Civitavecchia; e che il Governo della Repubblica in ­tende di voler salvo l’onore, e perciò invita anche le Provincie ad adoprarsi a tale effetto.
Sono giunti i deputati Audinot e Pedrini.   Qualcuno pretende sapere che debbano, in caso di pericolo,     trattare col Municipio per prevedere alle urgenti circostanze.

(Unità.)

 

MARSIGLIA, 24. — Questa mane la fregata a vapore il Sané partì trasportando il rimanente delle truppe; in tutto 8300 uomini partirono da Marsiglia, e 5000 circa si imbarca ­rono a Tolone.
Su i bastimenti si lesse l’ordine del giorno qui sotto che indica precisamente il pensiero politico della spedizione del Mediterraneo; questo è il nome ufficiale che deve pigliare.  

– La squadra a Vapore, composta di sei fregate e due corvette, arriverà d’innanzi Civitavecchia il 25 e 26, vi tro ­verà l’ammiraglio Baudin con tre vascelli di linea e due altre fregate a Vapore.
Il 1 ° Maggio Pio IX può di già essere ristabilito sul suo trono.                

(Midi.)

Sappiamo da Livorno che jeri volevano i Lombardi prender terra in quel porto, ma ne furono impediti dalle navi Francesi e Sarde.  

LUCCA, 28. – Dalle frontiere sempre le medesime no ­tizie, cioè continuo accrescimento di forze austriache che vanno agglomerandosi a Massa. Se non siamo male informati il generale d’Aspre doveva arrivare il 26 in Pontremoli e nella giornata di ieri in Massa: dalla Cisa erano arrivati in Pontremoli altri 2000 austriaci.

(Riforma.)


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Bart