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STORIA: Il Risorgimento visto da “Lo Statuto” toscano #28/33

17 Novembre 2009

[da “Lo Statuto”, giovedì, 5 luglio 1849]
 

NOTIZIE DELLA MATTINA
Affari di Roma.
(Carteggio dello Statuto)

 
ROMA, 2.â— Dal quartiere.â—Avrai saputo forse dai giornali la rinuncia del Triumvirato; la elezione del nuovo composto dei Saliceti, Calandrelli, Mariani. Gli ex Trium ­viri hanno scritta una lettera, mi dicono, terribile all’As ­semblea in modo che questa neppure l’ha fatta riportare sul Monitore. Mazzini fu assai mal ricevuto all’Assem ­blea. I Deputati del Municipio uniti ai rappresentanti della nazione tornarono alle 7 pom. senza aver nulla concluso: ammettendo per motivo che Oudinot trattandosi di un punto politico, non poteva rispondere senza Corcelles che non era con lui (si dice partisse nel momento per Gaeta colla proposta del municipio). Si dettero l’appuntamento per questa mattina alle 7. Da alcuni ancora si aspettano i parlamentarii, fra’ quali ho veduto partire Gallieno e des Andreis, de Geraud ec. Io però pur trop ­po ho inteso in segreto dal mio Colonn. che nes ­suna condizione è stata accettata da Oudinot, e che le ostilità riprincipieranno alle 3 pom. Mi lusingo ancora che non sia vero. Eccoti le proposizioni fatte dal Muni ­cipio, ma sempre manoscritte: 1. L’armata Francese entrerà nella città dei Roma e vi occuperà le posizioni militari che stimerà convenienti. 2. I corpi mi ­litari di concerto col gen. Oudinot, e le autorità milita ­ri Rom. in città faranno servizio promiscuo alle truppe Francesi nella città e nel forte. 3. Le autorità Romane stabiliranno vari accantonamenti per le altre truppe di ogni arma che non rimarranno in città. 4. Tutte le comunicazioni con Roma attualmente intercettate dall’ar ­mata Francese torneranno ad essere libere. 5. Le dispo ­sizioni difensive nell’interno della città non avendo più scopo saranno tolte, e la circolazione sarà interamente ristabilita. 6. La libertà individuale la inviolabilità delle persone per ogni fatto antecedente e la sicurezza della proprietà sono garantite indistintamente a tutti. 7. La guardia Nazionale è mantenuta in attività di servi ­zio nei termini della sua istituzione. 8. L’armata Fran ­cese non s’ingerirà punto dell’ amministrazione della città.
Si dice che Oudinot vuole che si rendano a discre ­zione, poi tratterà. Fin dall’altro ieri vi sono dei forti malumori della Civica e Carabinieri con i soldati di Ga ­ribaldi. Da ieri sera i dragoni pure stanno all’erta, per timore che vengano a prendere loro i cavalli.
Poco fa si sono radunati in due soli punti, per non trovarsi divisi. Credo si debba l’ordine e la tranquillità alle continue pattuglie di cavalleria. I carabinieri mi pare siano per l’ordine con noi. Il 6. ° di linea ed il reggi ­mento Unione con tutta l’artiglieria ha preso castello: ed hanno eccellente volontà di opporsi al disordine. Garibaldi va eccitando tutti i corpi per farli unire ai suoi, per andarsene questa notte (si dice) verso il regno di Napoli. Niente si è visto ancora di officiale, e questa terribile incertezza come capirai bene è insopportabile; è certo che De-Gerando non è ritornato qui all’ambasciata. I Francesi han seguitato sempre a lavorare ed ingrossare nelle acquistate posizioni; i nostri pure costruiscono barricate ai ponti, in trastevere, al pincio, alla porta del popolo. Lusinghiamoci bene. Non so se ti riescirà leggere questa mia scritta in quartiere ed in somma fretta, dove abbia ­mo doppio rinforzo di Carabinieri. E l’una pomeridiana bisogna che lasci.

(Carteggio dello Statuto.)

ROMA, 3 luglio.

 

Ieri il Municipio avvertì al campo francese che non accettava le proposte di Corcelles, ma che non si sa ­rebbe difesa la città. Alla sera già le porte della città erano state occupate dai francesi. Sul far del giorno essi erano sulle barricate al di qua de’ ponti, ora circolano liberamente nell’interno. Sembra che siano entrati due reggimenti 36 ° 35 ° di linea, ed un battaglione di Cacciatori d’Orleans ec. Qualche pattuglia di Carabinieri a cavallo passano per il corso insieme coi nostri. Alle 6 pomeridiane di jeri furono sguarnite interamente le por ­te ed ogni altro posto, e ritirate le truppe nel mezzo della città. Garibaldi invitò tutti i corpi a sortire con lui da Porta S. Giovanni, (si crede, per andare negli Abruzzi), mise assieme 2500 teste circa, 250 cavalli, 2 pezzi d’artiglieria: gli furon dati si dice 40,000 scudi in danaro, ed altri in carta. Avvertì che avrebbe fucilato il primo che si fosse fermato, ed alle 9 pomeridiane sor ­tì. In trastevere si cominciavano a rompere i ponti ma poi fu sospeso. La riquisizione dei cavalli che facevano i soldati di Garibaldi specialmente alla Pilotta, causò un forte allarme e qualche piccolo fatto.
Circa 150 dragoni son fuggiti con tutti i meglio cavalli, e bardature complete.
La notte è stata tranquillissima; continue pattu ­glie di Gendarmi e Civici hanno impedito, ed impedi ­scono tuttora qualunque disordine; la città sta indiffe ­rente ognuno fa le sue incombenze.
Nell’entrare i Francesi questa mattina hanno avuto degli evviva, gli hanno condotti a bere, ed ho veduto io ogni nostro soldato che incontrava una pattuglia fran ­cese, andar là, e stringere la mano al caporale: una vecchia baciare un soldato francese, ringraziando d’aver ­ci liberato. Tutti vanno a vedere le mura e gli accampamenti. Mi si dice che si può anche escire dalle porte.
Avezzana nella notte è fuggito. L’ Assemblea ieri sera con un suo editto istigava la popolazione al contegno nell’ entrare delle truppe francesi. Oggi ha decretato che alle 12 merid. Si pubblicherà dal campidoglio la Costituzione della Repubblica Romana. Domani, mi dico ­no, entrerà Oudinot con la cavalleria. Le barricate si distruggono : vedremo il termine.

Secondo la nostra corrispondenza le proposizioni del generale Oudinot sarebbero le seguenti:  

La città di Roma si porrà sotto la protezione dell’onore e de’ principii liberali della Repubblica Fran ­cese. 1. ° L’armata Francese farà la sua entrata nella città, essa vi occuperà le posizioni militari che giu ­dicherà convenevoli. 2. ° Tutte le comunicazioni con la città, che sono in questo momento intercettate dall’armata Francese ritorneranno libere. 3. ° Le disposi ­zioni difensive stabilite nell’interno della città non avendo più oggetto scompariranno, e la circolazione sarà interamente ristabilita. 4. ° Le truppe regolari Romane prenderanno gli accantonamenti che saranno loro desi ­gnati; i corpi di truppa straniera agli stati pontificii, sa ­ranno licenziati. Sarà dato ai militari che li compongono ogni facilità per ritirarsi ai loro focolari.
Il municipio ha rimesso queste proposte al trium ­virato perché decida. — Ore 2 pom. â— Niente si sa di deciso.
 

ROMA, 1 luglio. â—

Il Mon. Romano pubblica i seguenti decreti:

In Nome di Dio e del Popolo.

L’Assemblea Costituente Romana cessa una difesa dive ­nuta impossibile, e sta al suo posto.
Il Triumvirato è incaricato della esecuzione del presente Decreto.

Roma li 30 Giugno 1849.

Il Presidente A. saliceti. I Segretari Pennacchi, Fabretti, Zambianchi, Cocchi.
 

â— L’Assemblea Costituente, in nome di Dio e del Po ­polo,

Decreta:

I Triumviri Armellini, Mazzini   e Saffi hanno ben meri ­tato della Patria.

Roma 1 luglio 1849.
 

– A cominciare dalla pubblicazione della presente Or ­dinanza, non si riceveranno più Projettìli dal Ministero della Guerra, né dai Commissarj dei Rioni.

Roma 1 Luglio 1849.

Per il Ministro della Guerra Montecchi.
(Mon. Rom.)

 

Il Triumvirato mandò jer sera il Decreto dell’Assemblea al Comando Generale, perché d’accordo col Municipio, lo comunicasse al Generale francese. Eseguito con questo il Decreto dell’Assemblea, ritenne cessato il proprio mandato, e diede la sua dimissione: nella quale stette fermo, malgrado un Messaggio dell’Assemblea che lo pregava a conservare i poteri a lui conferiti.

Una Commissione d’esso Municipio, e un’altra del Corpo Consolare qui residente partirono per il campo, e fu consentito un armistizio per trattare delle norme, secondo le quali l’esercito francese potrà entrare pacificamente nella città.

Questa convenzione puramente militare non eccede le competenze del Municipio, né pregiudica punto, come ognun vede, la questione politica.
 

â— Questa mattina, intesa e accettata la dimissione dei Triumviri, l’Assemblea nominò un Potere esecutivo nei Cit ­tadini: Saliceti, Calandrelli, Mariani.  

– Il prode Manara, Capo dello Stato Maggiore del Ge ­nerale Garibaldi, e Colonnello de’ bravi Lombardi, è caduto.  

â— L’Assemblea Costituente Romana, nella sedu ­ta di jer sera, votò definitivamente ad unanimità e per ap ­pello nominale la Costituzione della Repubblica.

Compiuta con quest’atto la parte essenziale della sua alta missione, decretò, dietro mozione dei Deputato Agostini, che la Legge fosse scolpita su due Tavole di marmo, e collocata sul Campidoglio.      

(Mon. Rom.)


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Bart