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STORIA: Il Risorgimento visto da “Lo Statuto” toscano #33/33

25 Maggio 2010
[Si conclude la serie dedicata agli articoli apparsi nel 1849 sui giornali “Il Conciliatore” toscano e “Lo Statuto”, che ne fu il continuatore dopo la chiusura del primo]

[da “Lo Statuto”, venerdì 27 luglio 1849]

ITALIA.
FIRENZE, 26. â— II 24 circa le ore 2 pom., il cannone annunziava a Viareggio l’avvicinarsi della fregata a vapore napoletana il Ruggiero che recava S. A. I. e R. il Granduca nostro adorato Sovrano e la sua I. e R. Famiglia. Il Presi ­dente del Consiglio de’ Ministri, il Ministro degli Affari Esteri e il Ministro della Guerra si posero subito in mare per re ­carsi a bordo, e con essi entrarono nel Regio Bargio il Com ­mendatore Antinori, il Marchese Bartolommeo Bartolini Baldelli, II Conte Luigi Serristori ed il Principe Anatolio Demidoff. Contemporaneamente il vascello inglese il Bellerofonte, ancorato di faccia a Viareggio, e il battello a vapore da guerra, pure inglese, il Porco Spino, innalzarono Bandiera Toscana e salutarono il nostro Principe e la Real Famiglia con replicate salve d’artiglieria, alle quali rispondeva il for ­te di Viareggio.

La venuta de’ Reali Personaggi era attesa fino dalla mat ­tina, ma non avea potuto effettuarsi che nell’ora indicata, perché nel giorno precedente il nostro Augusto Sovrano avea voluto fermarsi per alcune ore a Porto Santo Stefano, onde attestare la sua amorevolezza a quella popolazione che lo accolse con affetto e con esultanza.

Al momento che S. A. I. e R. e la Real Famiglia abban ­donavano la fregata il Ruggiero, tutto l’equipaggio montò sopra gli alberi facendo evviva, mentre le salve di artiglieria continuavano.

Una grossa barca partita da Viareggio piena di gente che esultava, era in mare e faceva evviva al Principe; ma a misura che si avvicinava a terra, le grida che partivano dalla folla occupante la spiaggia e il Molo, commovevano tutti gli animi. Giunto il Granduca con la Real Famiglia al luogo preparato per lo sbarco, è impossibile descrivere la scena che ebbe luogo. Appena ebbe posto il piede a terra, il che fu circa le 4 pom., una quantità di persone gli si affollarono intorno per precipitarsi a’ suoi piedi e baciargli la mano. Le stesse dimostrazioni di esultanza ed affetto erano dirette a S. A. I. e R, la Granduchessa e a tutti gli individui della I. e R. Famiglia. In momento così solenne e commovente si può dire che non ci fosse ciglio asciutto e da molti anche scor ­revano lagrime abbondanti. Una parte della truppa era schierata al luogo dello sbarco ed accompagnò il Principe alla Chiesa principale, dove Egli e tutta la R. Famiglia assisterono al Te Deum.

Si recò quindi all’abitazione che gli era stata prepa ­rata nel Casino di S. A. R. il Duca di Parma, sempre in mezzo alle vive acclamazioni della popolazione che durarono in tutta la via. Già al momento dello sbarco si era presen ­tata a Lui la Deputazione del Municipio di Viareggio pre ­sieduta dal Gonfaloniere Cav. Pacini che pronunciò alcune parole di affetto e devozione, nel tempo che alcune fanciulle presentarono al Granduca e alle Granduchesse i versi pubblicati in tale fausta occasione. Dopo breve riposo nell’al ­loggio preparatogli, S. A. I. e R. si degnò di ricevere pri ­ma di ogni altra la Deputazione del Municipio della Capi ­tale presieduta dal Gonfaloniere Cav. Ubaldino Peruzzi.


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Bart