Per essere belle, le parole indirizzate da Berlusconi al convegno della Nuova Dc organizzato dal ministro Gianfranco Rotondi, sono belle, anzi bellissime:
«Il Governo è determinato a bruciare le tappe. Dal Federalismo, alla Giustizia, al Fisco cambieremo questo Paese. E lo faremo attuando una profonda rivoluzione liberale. A guidarci è e sarà sempre un principio per noi irrinunciabile: l’uomo viene prima della società e la società viene prima dello Stato. Nel 2013 noi lasceremo agli elettori un’Italia più liberale ».
L’attenzione messa sulla centralità dell’uomo, ossia della persona rispetto allo Stato, mi ha fatto tornare alla memoria tanti sogni giovanili. Finalmente qualcuno ricorda che lo Stato deve essere messo al servizio dell’uomo e non viceversa.
Basta entrare in qualsiasi ufficio pubblico per rendersi conto che ancora il cittadino è schiavo dello Stato. Ancora è lo Stato a voler essere servito dal cittadino. Ci sovrasta e ci domina.
Però passare dalle parole ai fatti non è così semplice. Berlusconi probabilmente cerca di rassicurarci, ma non c’è chi non vede gli ostacoli, numerosi e massicci.
L’altro giorno in un articolo riportavo un brano della conversazione telefonica tra Porro e Arpisella in cui ci si domandava chi c’è dietro a Fini, al suo improvviso cambiamento. Il tema è stato ripreso ieri da molti quotidiani. Arpisella ha esternato ciò che pensano tutti gli italiani.
Fini farebbe parte di un disegno che mira a destabilizzare il governo affinché lasci il posto ad un altro, il quale ripristini tutti i meccanismi depravati e corrotti della prima Repubblica.
Osservate ciò che sta accadendo sullo scandalo di Montecarlo. Non se ne parla più. Con il silenzio prolungato di Napolitano la democrazia ha tollerato che a presiedere una delle aule del Parlamento permanga un uomo che, coinvolto in faccende moralmente riprovevoli, ha mentito agli italiani, chiamandosene fuori, quando tutte le prove emerse hanno raccontato il contrario. E la magistratura che indaga? Lenta, per dire ferma: anche lei solidale con il disegno restauratore.
Si può avere fiducia in un uomo così? Io non ne ho. In Fini non ne ho mai avuta. Quando lo vedo apparire in Tv inorridisco al pensiero della sfida che ha osato lanciare agli italiani. Al significato della sua ostinazione a voler ricoprire l’alta carica, umiliando tutti noi.
E non posso vedere più nemmeno Napolitano che si è mostrato insensibile ad un dovere di rimozione che spettava a lui promuovere nelle forme e nei modi opportuni.
Si può nutrire fiducia in uno Stato sceso così in basso?
Finché Fini resterà al suo posto e finché Napolitano fingerà di non sentire, di non vedere e di non parlare, io dico di no.
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“Infine arrivo ad un altro Fe ticcio Imbecille assai in voga. Il dossieraggio. Ma che czz vuol dire, per esprimersi in codice fiscale? Un’inchiesta su Berlusconi o Scajola, An dreotti o Maroni non è dossie raggio e una su Fini o la Mar cegaglia sì? Se un giornale ap posta i suoi segugi per sor prendere Berlusca con don ne e poteri, se organizza cam pagne e tormentoni mediati ci al chiaro scopo di farlo di mettere, è giornalismo d’in chiesta; se le stesse cose le fa il Giornale con lo stesso inten to di far dimettere il presiden te della Camera, quello è dos sieraggio, parola sublimina le che evoca il killeraggio. E la gente dovrebbe indignarsi per le stesse cose che fino a ieri doveva applaudire? Ma per chi ci avete presi?”
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