Cinema
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“L’ora del lupo” di Ingmar Bergman (1968)
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Vi è una casa povera in un’isola sperduta. È abitata da Alma, la quale vive sola,
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“Hiroshima mon amour” di Alain Resnais (1959)
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Il forte ma drammatico e breve amore tra l’architetto giapponese e l’attrice francese
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L’ora del lupo (I. Bergman 1968)
in Cinemadi Claudia Di Monaco Pur non essendo tra i film più celebri di Ingmar Bergman, “L’ora del lupo”,
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La corazzata Potëmkin (S.M. Ėjzenštejn, 1925)
in Cinemadi Claudia Di Monaco Ėjzenštejn aveva solo 27 anni ed il cinema era nato soltanto da pochi decenni quando, nel dicembre del 1925, veniva proiettato al teatro Bol’šoj per la prima volta questo film,
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Hiroshima mon amour (A. Resnais, 1959)
in Cinemadi Claudia Di Monaco Hiroshima mon amour è un film introspettivo, che affronta il tema della memoria e del passato.
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Il posto delle fragole (I. Bergman, 1957)
in Cinemadi Claudia Di Monaco Il posto delle fragole è la storia di un viaggio, che è soprattutto un viaggio interiore del protagonista,
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Mia figlia Claudia e il cinema
di Bartolomeo Di Monaco Grazie al mio libro “Il mio cinema. Western, nazifascismo e altro”, di cui ha scritto stamattina 18 gennaio 2026 Vincenzo Pardini a pag. 10 de La Nazione,
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“Il mio cinema” letto da Vincenzo Pardini
di Bartolomeo Di Monaco Ancora una volta il grande scrittore lucchese Vincenzo Pardini mi ha dedicato la sua attenzione
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“Il mio cinema. Western, nazifascismo e altro”
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Quando ho cominciato a scrivere il libro “Il mio cinema. Western, nazifascismo e altro”,
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Perché il mio cinema
di Bartolomeo Di Monaco Non sono molti, mi pare, quelli che mi seguono, ma io credo molto nel progetto che mi sono dato e il merito di Facebook è quello di lasciarmi tentare di farlo accogliere anche dai miei lettori.
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Riflessioni sulla decima musa.
in Cinemadi Francesco Improta Per quanto possa sembrare strano, il cinema è ancora oggi, a più di un secolo di distanza dalla sua nascita,
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Il mio cinema
di Bartolomeo Di Monaco INTRODUZIONE AVVERTENZA. Comincio con questa avvertenza: il libro è disomogeneo, ossia i titoli dei film sono ordinati secondo la disposizione che hanno nella mia videoteca.
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Gli sceneggiati Rai degli anni ‘60/‘70
di Bartolomeo Di Monaco Nel riguardare i dvd della mia videoteca, sono arrivato agli sceneggiati RAI degli anni ‘60/’70.
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Come trascorro questo tempo?
di Bartolomeo Di Monaco Il 1 ottobre scorso mi sono operato alla prostata. Stamani alla cataratta dell’occhio destro
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Ėjzenštejn
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Come ho già scritto più volte, possiedo una cineteca composta ad oggi da circa 2.300 film
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Cosa ci si aspetta da un bravo attore
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Non ho ancora esaurita la serie Horror della mia videoteca.
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Jack lo squartatore e Il fantasma dell’opera
di Bartolomeo Di Monaco JACK LO SQUARTATORE Avrete sentito parlare di Jack lo squartatore, che tra l’estate e l’autunno del 1888 commise almeno 5 delitti di prostitute nel quartiere popolare di Vhithechapel, a Londra.
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Poe, Bergman e Corman
di Bartolomeo Di Monaco INGMAR BERGMAN: “L’OCCHIO DEL DIAVOLO” Nel 1960 Ingmar Bergman presentò il suo film “L’occhio del diavolo”.
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I vecchi sceneggiati
in Cinemadi Bartolomeo Di Monaco Oggi si chiamano Fiction e hanno una durata quasi illimitata. Si superano spesso le 100 puntate. A seguire il tutto ci vuole coraggio.
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La parabola del “Bounty”
di Carlo Laurenzi [dal “Corriere della Sera”, sabato 7 febbraio 1970] Nota Franco Marenco, nel la sua introduzione al reso conto di viaggio del capita no Bligh,
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Questi fantasmi
di Filippo Sacchi [da “al cinema col lapis”, Mondadori, 1958] La sera della presentazione di Questi fantasmi a Milano, Eduardo De Filippo nel discorsetto tenuto prima del film
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Lassù qualcuno mi ama
di Filippo Sacchi [da “Al cinema col lapis”, Mondadori, 1958] Chi leggendo quel titolo Lassù qualcuno mi ama andasse a ve dere il film
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Un museo per Katharine Hepburn
di Arturo Lanocita [dal “Corriere della Sera”, domenica 20 luglio 1969] Dicono che serva freddo il piatto delle sue vendette, a lun ga distanza dalle offese,
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La congiura degli innocenti
di Filippo Sacchi [da “al cinema col lapis”, Mondadori, 1958] La signora Wigg, che tiene l’unico negozio di un idilliaco villaggetto sperduto tra molli boschi e pastorali pendici,
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Le trote latine (sul Satyricon di Fellini)
di Carlo Laurenzi [dal “Corriere della Sera”, venerdì 21 novembre 1969] Molti a buon diritto sono persuasi che Fellini abbia for nito col Satyricon il suo film migliore (a parte alcuni film giovanili).
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La dolce vita di Federico Fellini
di Claudio Siniscalchi (da “l’Occidentale”, 7 febbraio 2010) La dolce vita di Federico Fellini uscì sugli schermi italiani venerdì 5 febbraio 1960.
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Spencer Tracy. Senza essere mai divo non conobbe nessun insuccesso
di Gian Luigi Rondi [da “La Fiera Letteraria”, numero 25, giovedì 22 giugno 1967] Ho incontrato Spencer Tracy sei anni fa. A Berlino, il quattordici dicembre del ’61.
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Rivette e Diderot. Lo zolfo della monaca
di Guido Piovene [da “La fiera letteraria”, numero 2, giovedì, 11 gennaio] La censura francese ha imbroglia to le carte sul film La religieuse,
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Weiss – Brook. L’oltranzismo dell’orrore
di Guido Piovene [da “La fiera letteraria”, numero 47, giovedì, 23 novembre 1967] Si è tanto parlato di Marat-Sade nel le sue varie apparizioni, con diverse regìe,