Dopo lo sfogo

di Bartolomeo Di Monaco

Se il dispiacere resta che soprattutto i Lucchesi non comprino quanto desidererei i miei libri – che ho scritto in più occasioni per amore alla nostra bella città di Lucca -, devo ammettere che nel corso della mia attività di scrittore e saggista ho avuto riconoscimenti da narratori di fama che mi hanno convinto a continuare. Pensate che ho scritto circa 500 saggi più o meno lunghi (che io chiamo “letture come viaggio”. 166 le ho raccolte nel libro Kindle, ossia digitale, intitolato “La lettura come viaggio”, che su Amazon è venduto a 4 euro. Si veda nello spazio Commenti il link).
Alcuni scrittori che li hanno letti, mi hanno scritto e dedicato belle parole.
Alcuni di questi giudizi li ho raccolti sulla mia rivista, e, se volete, potete leggerli a questo link (ad oggi visitato da più di 2 mila lettori).
Tra essi trovate quello di Giorgio Bárberi Squarotti che è stato un illustre e fondamentale studioso della letteratura italiana (andate su Wikipedia e leggete il lungo elenco delle sue opere, su cui hanno studiato tanti professori di oggi). Si riferisce alla mia lettura di “Aracoeli”, il romanzo di Elsa Morante: “Caro Bartolomeo, il tuo saggio su Aracoeli è uno dei più efficaci e persuasivi interventi critici sul romanzo della Morante: è perfettamente equilibrato fra commento e interpretazione nella sua compiutezza e ricchezza di scrittura. Fra gli altri tuoi studi mi incuriosisce molto il libro di Antonella Cilento, che non conosco.” (Giorgio Bárberi Squarotti, Torino, 10 febbraio 2006).
Questo per dirvi che ho anche tanti bei ricordi che attenuano la mia malinconia e mi fanno giudicare in positivo la mia vita di scrittore.

“La lettura come viaggio”, qui.

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