Leggo su Repubblica che l’editoriale di stamani di Sallusti ha suscitato riprovazione nel web.
Capisco che il quotidiano di De Benedetti abbia tutto l’interesse a screditare il giornale berlusconiano, ma a tutto c’è un limite.
Se Der Spiegel ci ha trattato da pavidi e pezzenti, non è detto che non gli si possa rispondere a tamburo battente, anche se quello di oggi è il giorno della memoria.
Avrebbero dovuto ricordarselo i tedeschi di ciò che hanno fatto nella seconda guerra mondiale, prima di disprezzarci.
La semplice ed immediata protesta a Berlino del nostro ambasciatore avrebbe dovuto avere una forte amplificazione sulla nostra stampa nazionale, soprattutto su quella allineata con il governo Monti, il quale come è noto e come ormai appare confermato dalle più autorevoli vignette, non manca mai di togliersi il cappello quando ha come interlocutrice la cancelliera tedesca.
Siccome tale è la sottomissione di Monti, tale deve essere, anche contro ogni patriottismo, quella dei quotidiani governativi.
Siamo passati dagli attacchi giornalieri feroci e stramplati contro il governo Berlusconi al silenzio connivente di fronte agli insulti al nostro Paese.
Non sono ancora terminate le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, e già siamo pronti a subire offese e umiliazioni.
Dunque un bravo a Sallusti che ha avuto il coraggio di difenderci, vista la bava alla bocca di molti suoi colleghi.
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