A chi festeggiò il 12 novembre va l’Oscar dell’idiozia

Marcello de Angelis
(dal “Secolo d’Italia”, 14 febbraio 2012)

A  più voci e da più parti si so ­stiene che il governo tecni ­co voluto da Napolitano stia facendo quello che ci si aspet ­tava da un governo di destra. Que ­sto, per alcuni, significa che va be ­ne così, per altri – tipo gli ultra-si- nistri – che finalmente sono nuo ­vamente legittimati come “alter ­nativa”. Monti sarebbe “di destra” perché decisionista, liberalizzato- re e attento alle necessità dei set ­tori economici e imprenditoriali che sono il motore dello sviluppo. Secondo i comunisti Monti sareb ­be invece “di destra” perché sta facendo macelleria sociale, fa pa ­gare la crisi ai più deboli, piega il sindacato, abolisce l’articolo 18. Lo stesso mister B forse comincia a pensare che in fin dei conti Mon ­ti sia capitato a fagiolo, se non al ­tro perché dinanzi al peso delle tu ­tele nazionali e intemazionali che lo coprono, persino la magistratu ­ra dovrà accettare ima riforma che tutti auspicano da venti anni e più. Monti è riuscito a far ingo ­iare al popolo cose che un gover ­no veramente di destra non avreb ­be mai osato e uno di sinistra non avrebbe nemmeno concepito. E il popolo ne è felice, semplicemente perché i giornali dicono che va be ­ne così. La conseguenza sarà forse la sparizione del Pd, fagocitato al ­le primarie dai vendolini, con imo slittamento a sinistra che riani ­merà anche i post-comunisti. Bersani dovrà scegliere se morire bolsceviko o democristiano e Casini su quale riva del guado mettere piede. Comunque la rigiri, quelli che cantavano “Bella ciao” il 12 novembre hanno vinto l’Oscar dell’idiozia.

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