Salire sul carro della Storia

L’ufficio di presidenza del Pdl si è riunito ieri sera e tutto fa pensare che la stagione tanto attesa delle grandi e piccole riforme stia per partire, e questa volta senza prevedere momenti di sosta. Questa accelerazione, la si deve agli elettori che hanno dato il loro consenso al centrodestra. Gli hanno creduto e lo hanno fatto sapere anche ai sordi delle opposizioni.

Non è Bersani a dire: Basta chiacchiere. Sono stati gli elettori a dirlo e a dirlo proprio a lui, facendogli fare una figura meschina e avvertendolo   che se continuerà a mantenersi al guinzaglio di Di Pietro e se continuerà a praticare il boomerang dell’antiberlusconismo, la prossima volta si ritroverà con più cerotti e più ammaccature.

Berlusconi gli ha infilato un uppercut, ma il colpo che lo manderà al tappeto glielo daranno gli elettori la prossima volta, se non metterà la testa a posto.

L’Italia sta per essere finalmente cambiata e cambiata in meglio. Tutte le circostanze sono favorevoli Non si è mai data una combinazione tanto fortunata (e qui). Si è cominciato con la netta maggioranza in parlamento, si sono respinti al mittente i numerosi attacchi sferrati su molti fronti, e il 28 e il 29 marzo la maggioranza degli elettori ha mandato a dire al governo: A difenderti ci pensiamo noi. La innalziamo noi la barriera a tua difesa. Ma tu dacci un’Italia nuova e migliore. Facci dimenticare l’Italia che non funziona, l’Italia della burocrazia inefficiente, l’Italia degli sprechi e della criminalità, l’Italia che non sa amministrare la giustizia, l’Italia degli spioni.

Se le cose andranno come ardentemente spero, siamo ad un mutamento epocale. Il 2013 potrà davvero inaugurare un’Italia moderna, al passo con tutte le altre Nazioni più evolute. Potremo tener loro testa, esigere il rispetto e la parità che meritiamo. Ricordiamoci che nessuna Nazione può vantare un passato illustre come il nostro.

Bersani dovrà decidere se concorrere a scrivere questa nuova Italia o vivere nel rimorso di non averlo fatto.  

I padri costituenti legarono il loro nome alla nascita di un’Italia repubblicana uscita dal fascismo. Fecero un grande e meritorio lavoro. Ora quel lavoro paga l’usura del tempo e il pedaggio ad una trasformazione sociale ed economica in continua accelerazione. Se non si realizzerà in tempi brevi l’ammodernamento dello Stato, esso finirà con il diventare un colabrodo in tutte le sue articolazioni. Se lo Stato non funziona, infatti, potremo anche recarci alle urne ed esprimere un libero voto, ma la democrazia, quella che distribuisce equamente diritti e doveri, sarà andata al macero.

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Commenti

9 risposte a “Salire sul carro della Storia”

  1. Avatar Ambra Biagioni
    Ambra Biagioni

    Purtroppo sul carro della Storia ci saremo comunque, l’essenziale sarà che non ci debbano buttar su i monatti per seppellirci nella fossa comune.

    Dovremo noi riuscire a debellare la peste che ci perseguita fin dal dopoguerra: quel comunismo mai morto definitivamente e che molto, troppo, ha influito anche sulla stesura della Costituzione Repubblicana.

    E’ caduto il Muro di Berlino, ma non è morta quell’ideologia marxista-leninista che impregna ancora i comportamenti di certa sinistra. Finché ci saranno al comando persone come D’Alema, Bersani, Finocchiaro e compagnia, che sono ancora intrisi di quella filosofia nefasta, sarà difficile procedere speditamente   verso la vera nascita della democrazia compiuta.

    Ora o mai più, si dice da ogni parte. Che Dio ci protegga, ci indichi la strada, ci aiuti a percorrerla, da soli non potremo mai farcela.

  2. Avatar Mario Di Monaco
    Mario Di Monaco

    Da quando è caduto il muro di Berlino la sinistra italiana è all’affannosa ricerca di una nuova identità. La strada è ormai tracciata da anni ed è un senso unico che conduce alla socialdemocrazia europea. Ma per quei signori, ammettere che c’aveva visto giusto Saragat, è veramente dura.

  3. Avatar Ambra Biagioni
    Ambra Biagioni

    I commenti del Legno

  4. Avatar Ambra Biagioni
    Ambra Biagioni

    Napolitano ha fretta, vuol far coincidere un canbiamento storico della nostra Repubblica con gli ultimi anni del suo mandato, ma io temo che la fretta sarà una cattiva consigliera.

  5. Una cosa però è certa, Ambra: se le riforme non si fanno in questa legislatura, non si faranno più.
    Bisogna battersi ora che il ferro è caldo.

  6. Avatar Ambra Biagioni
    Ambra Biagioni
  7. L’avevo letto e messo tra gli articoli correlati nel post: Ricordo a Berlusconi”, segnalando il brano in cui è scritto che Quagliarello è favorevole al premierato.
    Speriamo. Certo che Fini ne trova di tutte per mettere i bastoni tra le ruote. Ma cos’ha?

  8. Avatar Ambra Biagioni
    Ambra Biagioni

    La tarantola.

    Ha un’ambizione smisurata non supportata da alcun senso di responsabilità, né capacità politiche, se non quelle di un piccolo travet: ha imparato i trucchi, ma non ha sostanza e capacità per fare la magia.

    E’ un uomo piccolo piccolo.

  9. Un “Cachetta”, come scrisse Ermanno